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SCARICARE ULTIMO DISCORSO PAOLO BORSELLINO

Posted on Author Nikora Posted in Autisti


    Contents
  1. Possiedi già una Carta?
  2. “Vent’anni dopo non è solo mafia” Borsellino, ricordato l’ultimo discorso
  3. Al Parco del Monturno un incontro per commemorare la memoria di Paolo Borsellino
  4. Paolo Borsellino. La proposta di don Scordato: “Sia riconosciuto martire a causa della giustizia”

SCARICARE ULTIMO DISCORSO PAOLO BORSELLINO - Il potere politico trova il coraggio di ammettere i suoi sbagli e cerca di correggerli, almeno in parte. SCARICARE ULTIMO DISCORSO PAOLO BORSELLINO - Sono morti tutti per noi, per gli ingiusti, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo . - Esplora la bacheca "Paolo Borsellino" di giuturna, seguita da persone Borsellino, l'ultimo discorso pubblico prima dell'attentato del 19 luglio. Sep 26, Scaricare o Leggere Online Falcone e Borsellino. Il coraggio di essere IlSolleone: Paolo Borsellino, “Il discorso dell'amore”. Giovanni Falcone.

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Ernesto, nel trigesimo della strage di Capaci. Se non si trovano risposte a questi interrogativi io e quanti come me hanno vissuto, direttamente o indirettamente, la tragedia di allora ci porteremo sempre appresso quella sensazione di amarezza e delusione.

Sarà questo il segno evidente che il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e di quanti sono morti nella lotta alla mafia, per una società dei diritti e della legalità, non è stato vano.

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Per fare il magistrato, indipendente come sempre lo era stato, mentre si parlava male di lui, con vergogna di quelli che hanno malignato sulla sua buona condotta. Ed è proprio questa mancanza di volontà di andare sotto la superficie che impedisce a quella speranza di Rocco Chinnici di diventare realtà, che fa della mobilitazione delle coscienze della quale parlava quel giudice galantuomo solo un sogno, che frena quei cambiamenti nei comportamenti quotidiani che sono la base di una reale, concreta, manifestazione di quella volontà di contrastare realmente il potere mafioso, volontà che troppo spesso viene invece surrogata con banali, e spesso ridicole, manifestazioni esteriori.

Notificami i commenti successivi. Prefazione di Roberto Scarpinato. Muore e tutti si accorgono quali dimensioni ha questa perdita. La lotta alla mafia primo problema morale da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale boreellino morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la ddiscorso del discodso profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità.

Possiedi già una Carta?

Si dice, per comoda ipocrisia: Forse perché andare sotto la superficie significherebbe chiamare in causa larghi strati della società siciliana, forse perché si scoprirebbe che molti di quelli che passano o vengono fatti passare per vittime sono in realtà complici, diretti o indiretti, gente che approfitta del lato violento del fenomeno mafioso per trarre, servendosi di questo, concreti benefici.

Nessuno tuttavia ha perso il diritto, anzi il dovere sacrosanto, di continuare questa lotta. Ma come si fa diacorso voler spiegare un fenomeno storico come quello mafioso in termini esclusivamente criminali? Forse perché andare sotto la superficie djscorso chiamare in causa larghi strati della società siciliana, forse perché si scoprirebbe che molti di quelli che passano o vengono fatti passare per vittime sono in realtà complici, diretti o indiretti, gente che approfitta del lato violento del fenomeno mafioso per trarre, servendosi di questo, concreti benefici.

Gli uomini della scorta proteggevano Falcone con perfetta coscienza che sarebbero stati partecipi della sua sorte.

La lotta alla mafia primo problema morale da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del paoll morale, della indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità.

Molti cittadini, ed è la prima volta, collaborano con la giustizia. Borsellino fu ucciso poche settimane dopo la mafia, il 19 luglio del Muore e tutti si accorgono quali dimensioni ha questa perdita. Dal sacrificio borselino sua donna. Si dice, per comoda ipocrisia: E non solo nelle tecniche di indagine.

Are you sure you want to Yes No. Be the first to like this. No Downloads. Views Total views. Actions Shares. Embeds 0 No embeds. No notes for slide. Paolo Borsellino E Lagenda Rossa 1. Palermo, 30 giugno a cura della redazione di 19luglio Sommario Introduzione In quel diario sono contenuti appunti sugli incontri ed i colloqui che Borsellino ebbe con collaboratori di giustizia e con rappresentanti delle Istituzioni.

Si tratta di elementi determinanti per mettere a fuoco le complicità di pezzi dello stato con Cosa Nostra. Il documento che vi apprestate a leggere in queste pagine vuole dare un contributo a raggiungere tre obiettivi. Infine vorremmo contribuire a far conoscere le motivazioni della sentenza Borsellino bis emessa dalla Corte di Assise di appello di Caltanissetta presieduta da Francesco Caruso il 18 marzo e 8 Un altro aiuto determinante per la raccolta di documenti e di conoscenze è venuto da Arcangelo Ferri, giornalista di RAINEWS24 ed autore di alcune inchieste giornalistiche sulla vita di Paolo Borsellino indispensabili per ricostruire la dinamica dei fatti.

Un ringraziamento speciale va a tutti i redattori del sito 19luglio Grazie a Valentina Culcasi per aver curato la preparazione del testo e la parte relativa agli interventi di Paolo Borsellino. Infine grazie di cuore a Salvatore Borsellino per aver fatto nascere questo gruppo di lavoro e per la forza e determinazione con cui dà vita ai suoi ideali e progetti.

“Vent’anni dopo non è solo mafia” Borsellino, ricordato l’ultimo discorso

La pubblicazione di questo documento e la manifestazione di Palermo del 19 luglio non sarebbero state possibili senza la rabbia e la sete di Giustizia di Salvatore. Marco Bertelli, 28 giugno 10 Entrambi i genitori sono farmacisti. Al momento dello sbarco degli alleati in Sicilia la madre di Borsellino vieta ai figli di accettare qualsiasi dono dai soldati americani.

Pochi giorni dopo la laurea subisce la perdita del padre. Con piccoli lavoretti e lezioni private sostiene gli studi per il concorso in magistratura che supera nel Fare il magistrato a Palermo ha un senso profondo, non è una professione qualunque.

Nel è uditore giudiziario presso il tribunale civile di Enna. Due anni più tardi ottiene il primo incarico direttivo: Pretore a Mazara del Vallo nel periodo successivo al terremoto.

Si sposa alla fine del e nel viene trasferito alla pretura di Monreale dove lavora in stretto contatto con il capitano dei Carabinieri Emanuele Basile. Chinnici svolge questa innovativa attività istruttoria coordinando magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ed avvalendosi della preziosa collaborazione di coraggiosi ufficiali di Polizia quali Ninni Cassarà e Beppe Montana.

Borsellino lavora senza sosta, firma provvedimenti, indaga, ascolta con dedizione e responsabilità. Per questo Chinnici scrive una lettera al presidente del tribunale di Palermo per sollecitare un encomio nei confronti suoi e di Giovanni Falcone, importante per eventuali incarichi direttivi futuri.

Il 4 maggio il capitano Basile viene ucciso in un agguato. Nello stesso anno per la famiglia Borsellino arriva la prima scorta con le difficoltà che ne conseguono. Da questo momento il clima in casa Borsellino cambia: il giudice deve relazionarsi con i ragazzi della scorta che gli sono sempre a fianco e che cambieranno per sempre le sue abitudini e quelle della sua famiglia. Non penso mai, per egoismo, per desiderio di una vita facile di ostacolarlo Non è stato un sacrificio immolare la sua vita al mestiere di giudice: ama tantissimo cercare la verità, qualunque essa sia.

Il metodo di lavoro del pool si basa sulla circolazione delle informazioni e sulla condivisione delle responsabilità. I frutti di questo nuovo approccio nella lotta Cosa Nostra non tardano ad 13 Questa sentenza rappresenta la prima significativa vittoria processuale dello Stato nella lotta alla mafia.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono consapevoli che una buona parte della forza di Cosa Nostra risiede nelle province siciliane. A Marsala vive in un appartamento nella caserma dei carabinieri per risparmiare gli uomini della scorta.

In suo aiuto arriva Diego Cavaliero, magistrato di prima nomina, lavorano tanto e con passione. Sempre fianco a fianco, Borsellino è un esempio per il giovane, non si risparmia mai. Altri giovani sostituti si formeranno a Marsala sotto la guida di Borsellino: tra questi Antonio Ingroia ed Alessandra Camassa. Nel Antonino Caponnetto è costretto a lasciare la guida del pool di Palermo per motivi di salute. Tutti a Palermo attendono la nomina di Giovanni Falcone al posto di Caponnetto, anche Borsellino è ottimista.

Al Parco del Monturno un incontro per commemorare la memoria di Paolo Borsellino

Ma il CSM non è dello stesso parere ed il 18 gennaio nomina a stretta maggioranza Antonino Meli quale successore di Caponnetto, giustificando la decisione con la maggiore anzianità di servizio di Meli rispetto a Falcone. Borsellino avverte subito la gravità del problema, si rende conto che il fruttuoso metodo di lavoro inaugurato da Caponnetto rischia di venire demolito per sempre e denuncia pubblicamente la pericolosità della situazione: nel luglio del il Magistrato rischia il provvedimento disciplinare per aver denunciato lo smantellamento del metodo investigativo del pool alla stampa.

Il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga interviene in appoggio a Borsellino chiedendo di indagare sulle sue dichiarazioni per accertare cosa stia accadendo nel palazzo di giustizia palermitano. Si sente la necessità di coinvolgere le più alte cariche dello Stato nella lotta alla mafia.

Ingroia e il maresciallo Carmelo Canale. Maturati i requisiti per essere dichiarato idoneo alle funzioni direttive superiori - sia requirenti che giudicanti - Paolo Borsellino chiede e ottiene di essere trasferito alla Procura della Repubblica di Palermo con funzioni di Procuratore Aggiunto.

Tuttavia il procuratore capo Pietro Giammanco assegna a Borsellino il coordinamento delle indagini antimafia relative alle sole province di Agrigento e Trapani, senza affidargli lo stesso ruolo per Palermo. Nuovi pentiti e nuove rivelazioni confermano il legame tra mafia e politica. È maturata nello Stato e nei politici la volontà di recidere questi legami con la mafia?

Nella primavera del le inchieste giudiziarie condotte a Milano ed in altre città della penisola portano alla luce un diffuso sistema di corruzione che vede protagonisti esponenti di vertice dei partiti politici di maggioranza. In Parlamento non si trova un accordo sulla nomina del nuovo Presidente della Repubblica, essendosi dimesso Francesco Cossiga il 26 aprile.

Nel pieno di questa grave crisi istituzionale, il 23 maggio , Giovanni Falcone viene ucciso nella strage di Capaci insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo ed Antonio Montinaro. Una parte di Paolo Borsellino muore quello stesso giorno con Falcone al quale era legato da un fortissimo rapporto di amicizia.

Dalle prime indagini nel pool, alle serate insieme, alle battute per 16 Una vita speciale, quella dei due amici- magistrati, densa di passione e di amore per la propria terra. Sono morti tutti per noi, per gli ingiusti, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo, continuando la loro opera Pochi giorni dopo la strage di Capaci il ministro degli interni Vincenzo Scotti offre in maniera impropria ed improvvisa a Paolo Borsellino di prendere il posto di Falcone come candidato alla Superprocura.

Il pentito Gaspare Mutolo chiede espressamente di parlare con Borsellino, ma inizialmente il procuratore capo Pietro Giammanco rifiuta a Borsellino la delega, mettendo pesantemente a 17 Solo in seguito ad uno scontro molto acceso Giammanco concede la delega a Borsellino, ma a patto che tutti gli interrogatori siano condotti in presenza di un altro magistrato, il dott.

Paolo Borsellino lavora in modo massacrante in quelle che saranno le sue ultime settimane di vita. Il magistrato conduce numerosi colloqui con collaboratori di giustizia che gli aprono scenari devastanti sulle complicità di pezzi delle Istituzioni con Cosa Nostra. Allo stesso tempo Borsellino è perfettamente consapevole che la sua condanna a morte è divenuta esecutiva e che il tritolo per lui è già arrivato a Palermo.

Borsellino teme per gli altri, per la sua famiglia, per i ragazzi della scorta, è molto protettivo con i suoi collaboratori e con la sua famiglia. Il 19 luglio Borsellino si reca a Villagrazia di Carini per rilassarsi. Si distende, va in barca con uno dei pochi amici rimasti.

I reati maggiormente contestati sono quelli di finanziamento illecito ai partiti, corruzione e concussione. Domenica 26 aprile Il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga si rivolge alla nazione con un discorso televisivo e si dimette. La nomina del nuovo Governo sarà possibile solo dopo che verrà nominato il successore di Cossiga. Il contributo decisivo alle indagini viene dal collaboratore Vincenzo Calcara. Il piano era stato deliberato dalla famiglia di Castelvetrano nel settembre ma era stato stoppato dalla Cupola di Palermo.

Allora decidemmo di eliminare un altro giudice innocente. Borsellino rifiuta in modo cortese ma fermo la proposta. Questa inchiesta, della quale Borsellino dice di non occuparsi personalmente Borsellino ha la delega solo per Trapani ed Agrigento , dovrebbe concludersi entro ottobre dello stesso anno. Francesca Morvillo muore poche ore dopo a causa delle gravi lesioni interne riportate, stessa sorte per Giovanni Falcone che spira tra le braccia di Paolo Borsellino.

Feriti ma salvi per miracolo anche gli alti tre agenti che viaggiavano sulla terza vettura blindata che chiudeva il corteo di scorta a Falcone: Paolo Capuzzo, 31 anni, Gaspare Cervello, 31 anni e Angelo Corbo, 27 anni. Oscar Luigi Scalfaro viene eletto Presidente della Repubblica. Antonio Ingroia e Vittorio Teresi scrivono un documento in cui chiedono formalmente a Borsellino di rimanere.

Il valore di una vita, Umberto Lucentini, Mondadori, 23 Domenica 31 maggio Borsellino, dopo essersi consultato con il suocero Angelo Piraino Leto, ex presidente del tribunale, con fama di insigne giurista, scrive una lettera privata al Ministro Scotti in cui rifiuta in modo cortese ma fermo la candidatura a superprocuratore nazionale antimafia.

La scomparsa di Giovanni Falcone mi ha reso destinatario di un dolore che mi impedisce, infatti, di rendermi beneficiario di effetti comunque riconducibili a tale luttuoso evento.

Le motivazioni addotte da quanti sollecitano la mia candidatura alla Direzione nazionale antimafia mi lusingano, ma non possono tradursi in presunzioni che potrebbero essere contraddette da requisiti posseduti da altri aspiranti a detto ufficio, specialmente se fossero riaperti i termini del concorso. Per quanto a me attiene, le suesposte riflessioni, cui si accompagnano le affettuose insistenze di molti dei componenti del mio ufficio, mi inducono a continuare a Palermo la mia opera appena iniziata, in una procura della repubblica che è sicuramente quella più direttamente ed aspramente impegnata nelle indagini sulla criminalità mafiosa.

RingraziandoLa sentitamente Paolo E. Borsellino La lettera rimarrà riservata. Ad aprire la porta di casa è Lucia, mentre Borsellino è ancora al lavoro in ufficio.

Lucia fa accomodare tutti in salotto. Solo dopo qualche minuto i familiari riescono a spiegargli il perché di quella inconsueta visita. In prefettura si studiano le abitudini del 5 Lucentini, op.

Scoprono alcuni cunicoli nascosti sotto il manto stradale con tracce di presenze recenti. Terminiamo di cenare, ed il proprietario del locale si avvicina a Paolo, gli sussurra in un orecchio che il cuoco vorrebbe conoscerlo, nulla di più. Si alza, va incontro al cuoco, un uomo anziano, dal viso buono. Appena gli stringe la mano, questi si mette a piangere come un bambino.

Paolo resta pietrificato per pochi secondi. Poi, commosso, lo abbraccia. I due escono dal ristorante, cominciano a passeggiare parlando fitto fitto, come vecchi amici, in palermitano stretto. Quella cena con i carabinieri, 6 Lo Bianco e Rizza, op. Borsellino, la ricorderà per sempre.

Un cordone umano unisce il Palazzo di Giustizia e la casa del giudice Falcone in via Notarbartolo. Alla sera si svolge una fiaccolata per le vie della città. Non appena rientrato a Palermo il Cap.

Paolo Borsellino. La proposta di don Scordato: “Sia riconosciuto martire a causa della giustizia”

Sinico riferisce la notizia a Borsellino il quale afferma di essere a conoscenza del progetto di attentato ai 9 Lucentini, op. Non lo sapremo mai. A chi? E perché? Carte, solo carte. Finisce in ufficio e torna a casa con la borsa piena di documenti da leggere, telefonate da fare, appuntamenti da riordinare. Con me e con i figli parla solo di notte, quando tutti gli altri dormono.

È diventato quasi una macchina. No, nessuno di noi gliene fa una colpa. Se trascura moglie e figli, ha motivi gravissimi, lo sappiamo bene.

Lucia ricorda lo sforzo di mantenere alto il livello del suo impegno contro la mafia, nonostante i mille ostacoli messi sulla sua strada dal procuratore capo Giammanco.

Di ritorno da Bari, a Fiumicino, Borsellino con la moglie Agnese e Liliana Ferraro aspettano di imbarcarsi per Palermo nella saletta vip. Borsellino impallidisce, poi va su tutte le furie: non ne sa nulla. Il procuratore Pietro Giammanco, destinatario ufficiale della nota riservata del Ros, non gli ha comunicato niente. Urla, si indigna. Per la rabbia, sferra un gran pugno sul tavolo, e si ferisce la mano.

E Giammanco?


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