Esthergarvi

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VETRINI ISTOLOGIA SCARICARE

Posted on Author Sazshura Posted in Autisti


    Vetrini complementari per la prova pratica al microscopio ottico di Istologia ( Facoltà di Medicina- Perugia). Nota importante. Tutte le immagini di questo Atlante si riferiscono a preparati ottenuti da reperti e preparati istologici presenti nella Sezione di Istologia del. Aperio ImageScope - Software di visualizzazione dei vetrini di patologia Scarica ImageScope Aperio · Scarica la Guida per l'utente di Aperio ImageScope . RichiestaEsame Istologico Ritiro Vetrini o Biocassette. Questo sito usa i cookies per darti una migliore esperienza nella navigazione. Continuando accetti la.

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    Slideshare uses cookies to improve functionality and performance, and to provide you with relevant advertising. If you continue browsing the site, you agree to the use of cookies on this website. See our User Agreement and Privacy Policy. See our Privacy Policy and User Agreement for details. Published on Mar 16,

    Questa tecnica presenta tanto dei vantaggi quanto degli svantaggi. È svantaggiosa poiché il congelamento rischia di produrre dei danni strutturali. Infatti, se esso avviene lentamente, la componente acquosa si organizza in cristalli che possono falsare la struttura originaria; è come dimenticare una bottiglia di plastica contenente acqua nel refrigeratore: il congelamento altera, modificandola, la sagoma della bottiglia.

    Tra i vantaggi è presente il fatto che si tratta di una tecnica di natura fisica: non sono in gioco sostanze chimiche come i fissativi che possono reagire modificando il contesto strutturale della cellula: i fissativi chimici, infatti, reagiscono in varie maniere legandosi o modificando i composti chimici cellulari in particolare carboidrati e proteine e possono snaturarli impedendone una corretta identificazione successiva.

    Questa tecnica consente inoltre un accorciamento dei tempi di allestimento di preparati istologici, in quanto evita la procedura di inclusione in paraffina che porta spesso alla perdita di buona parte della componente lipidica del tessuto, a causa dei trattamenti di disidratazione per mezzo di alcoli. Il campione da analizzare preventivamente congelato è poi sezionato con un particolare tipo di criostato utilizzato in combinazione con un microtomo , nella fase di taglio del preparato istologico.

    Sono presenti tre apparati fondamentali: una base d'appoggio, un apparato di illuminazione e un sistema di lenti costituito da: condensatore, obiettivo e oculare. Il condensatore collima il fascio di luce sul campione; l'obiettivo è in prossimità del campione da osservare e permette un ingrandimento generalmente compreso tra 4 e X; l'oculare è usato per osservare e consente l'ulteriore ingrandimento generalmente da 5 a 15X dell'immagine prodotta dall'obiettivo.

    L'ingrandimento che permette un microscopio è dato dal prodotto tra quello dell'obiettivo e quello dell'oculare. Nella parte superiore è presente una lamina di tungsteno catodo dalla quale si dipartono degli elettroni accelerati verso un anodo che si trova nella parte inferiore da una differenza di potenziale tra gli 80 e i kV. L'immagine che si ottiene all'elettronico è rigorosamente in bianco e nero: è costituita da una serie di punti bianchi e neri che si originano su uno schermo fluorescente e che viene fotografata, poiché una eccessiva esposizione del campione biologico agli elettroni lo danneggerebbe.

    I punti bianchi corrispondono a zone cellulari che si lasciano attraversare dagli elettroni dette elettronchiare , mentre i punti neri corrispondono a regioni cellulari che riflettono gli elettroni dette elettrondense. Poiché l'immagine è in bianco e nero e risultando vana ogni colorazione del preparato istologico, per sottolineare determinate strutture cellulari si procede alla colorazione elettronica : facendo precipitare dell'acetato di uranile sul nucleo, gli elettroni vengono riflessi e il nucleo appare come una regione elettrondensa.

    Ci sono due tipologie di microscopio elettronico: il microscopio elettronico a trasmissione TEM e il microscopio elettronico a scansione SEM. Il primo fornisce informazioni sulla struttura interna o ultrastruttura della cellula; il SEM fornisce immagini della superficie della cellula. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Questa voce o sezione sull'argomento istologia non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti.

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    Namespace Voce Discussione. Visite Leggi Modifica Modifica wikitesto Cronologia. RNella fotografia c si possono notaredelle arteriole che caratterizzano lastruttura di tale strato. Sd x A Lo strato sottostante è formato da tessuto fibroadiposo, in cui sono presenti sia fibre F che cellule adipose A , caratterizzate dalla presenza nel loro citoplasma di una goccia di grasso.

    F e x 7. La fotografia a mostra una panoramica deltessuto nervoso che forma il cervello di unratto, generalmente costituito da cellule diorigine neuroectodermica, come neuroni,astrociti, oligodendrociti ed ependimociti; e dacellule di origine mesenchimale, come meningi,vasi sanguigni, tessuto adiposo e microglia.

    La superficiedel tessuto nervoso è coperta da un delicato stratochiamato pia madre P contenente fibre collageneed elastiche. Lo spazio tra di esse è chiamato spaziosubaracnoideo S e, talora,forma larghe cisterne. Il LCR viene drenatodalle cavità ventricolari, fra loro comunicanti per mezzo di tre canali che connettono il quarto ventricolo conlo spazio subaracnoideo che circonda il SNC.

    Ogni plesso corioideo è formato da una massa di capillari C che si proiettano nel ventricolo V. I capillari del plesso corioideo sono grandi e dotati di una sottile parete. Il tessuto nervosoIl sistema nervoso centrale è formatomacroscopicamente da sostanza grigia esostanza bianca.

    La prima comprende quasitutti i corpi cellulari dei neuroni e delle fibreassociate, mentre la seconda è formataprincipalmente da fibre nervose, la maggiorparte delle quali sono mielinizzate. Il tessutonervoso centrale è formato da un grannumero di neuroni e dai loro processi,circondati da una massa di cellule di xsupporta chiamata neuroglia, checomprende tutte le cellule non nervose.

    La neuroglia ha Gli astrociti giocano un ruolo importante nellarelazioni funzionali intime con i neuroni, riparazione del SNC dopo vari processi patologici. Le cellule ependimali formano un epitelioSi riconoscono quattro tipi principali di specializzato che riveste i ventricoli e il canalecellule neurogliali: oligodendrociti, astrociti, spinale. Gli oligodendrociti contenuti nella sostanza grigia N non sono solo sparsi tra i corpi cellulari dei neuroni N , come gli astrociti A , ma tendono anche ad aggregarsi attorno ai corpi cellulari dei neuroni.

    Esistono, inoltre, tre tipi dioligodendrociti: chiari, medi e scuri. Quelli chiari sono presenti soprattutto nel feto e nel neonato con un corpocellulare grande, cromatina nucleare dispersa, nucleoli evidenti, numerosi ribosomi, microtubuli e un grossoapparato di Golgi; mentre gli oligodendrociti scuri si trovano nel SNC maturo, caratterizzati da un corpo piccoloe un nucleo addensato. Infine quelli medi rappresentano forme immature implicate nella crescita e nellamaturazione delle guaine mieliniche.

    Grazie alle sue peculiariproprietà fisiologiche e chimiche è in grado di ricevere, integrare etrasmettere impulsi nervosi, nonché di produrre sostanzedenominate neurosecreti.

    La parte centrale di un neurone èchiamata soma ed è costituita dal pirenoforo, in cui risiedono ilnucleo e gli altri organelli deputati a svolgere le principali funzionicellulari. Dal corpo cellulare hanno origine i prolungamenti P citoplasmatici, detti neuriti, che sono i dendriti e gli assoni. I primi, Nche hanno diramazioni simili ad un albero, ricevono segnali daneuroni afferenti nel loro punto terminale più sottile e lo propaganoverso il pirenoforo.

    I nervi sono strutture anatomiche del sistema nervoso periferico formate da fasci di assoni, provenienti da un gruppo dineuroni, che trasportano informazioni da o verso il SNC. Il nervo contiene, inoltre, vasi sanguigni utili al rifornimento diossigeno e nutrienti. Le fibre nervose possono essere efferenti, ossia motorie, quando trasmettono gli stimoli dal SNC alla periferia; oppureafferenti o sensitive se trasmettono gli stimoli nella direzione opposta; oppure miste se formate da entrambi i tipi.

    Infine i nervi si distinguono in altre 2 importanti categorie: encefalospinali e del sistema simpatico. I primi partono dalSNC e si distribuiscono ai distretti superficiali e schelettrici del corpo, mentre gli ultimi, invece, nella muscolatura liscia,nei visceri,nei vasi, nelle ghiandole e nel cuore.

    Le fibre afferenti ed efferenti vanno e vengono dal troncoencefalico attraverso i peduncoli cerebellari inferiori, medi e superiori checollegano il cervelletto rispettivamente con il midollo allungato, il ponte e ilmesencefalo. I loro assoni amielinici passano nello strato molecolare, dove si biforcano, SMdecorrendo paralleli alla superficie della corteccia; questi assoni contraggono Psinapsi con le cellule di Purkinje.

    Ogni granulo contrae sinapsi con migliaia dicellule di Purkinje. Le uniche fibre SGefferenti della corteccia cerebellare sono gli assoni delle cellule di Purkinje,che si dirigono, attraverso lo strato dei granuli, verso la sostanza bianca, dove xcontraggono sinapsi nei nuclei centrali del cervelletto.

    Le fotografie sottostanti mostrano i due tipi di ipofisi a confronto. Altre cellule del lobo anteriore fabbricano due ormoni gonadotropi: ilfollicolostimolante o FSH e il luteinizzante o LH, i quali agiscono, rispettivamente, suitesticoli e sulle ovaie, perché sono i responsabili della maturazione degli organi dellariproduzione durante la pubertà.

    Le cellulecromofile sono suddivise in due gruppi: acidofile A e basofile B. La vasopressina esercita i suoi effetti sul rene, aumentando ilriassorbimento di acqua da parte dei tubuli e dei dotti collettori,provocando quindi una riduzione della quantità di urina prodotta.

    Se questa aumenta o il volumedei liquidi diminuisce, la quantità di acqua presente nel corpo è xinsufficiente; viene, pertanto, secreto ADH. La produzione di sue elevate quantitàdà inizio al travaglio e dopo il parto contribuisce a controllare laliberazione del latte in risposta alla stimolazione esercitata dalneonato con la suzione.

    Gliassoni neurosecretori sono circondati da cellule chiamate pituiciti P , simili per struttura e funzione a cellule neurogliali del SNC. Lamaggior parte dei nuclei osservabili nelle due fotografie sonoquelli dei pituiciti, mentre gli assoni delle cellule neurosecernentisono indistinguibili dal citoplasma dei pituiciti.

    Le cellule che la compongono formano aggregatiirregolari che tendono a disporsi preferenzialmente verso iltessuto nervoso della parte posteriore, come mostra lafotografia a. Le fotografie a e b mostrano le sezioni, in diversi ingrandimenti, dei denti del topo D. La fotografia c presenta invece il setto nasale contenente tessuto cartilagineo. Un solco a forma di V, il solco terminale, separa i due terzidella lingua dal terzo posteriore.

    La mucosa dei due terzianteriori presenta papille gustative di tre tipi. Infine vi sono le papillecircumvallate, che contengono xla maggior parte dei recettori. La fotografia a mostra la puntadi una lingua di ratto. Nella fotografia b sono, invece, poste a confronto le sezioni LP trasversale ST e longitudinale SL sempre del muscolo linguale.

    Nel muscolo e nella lamina propria della lingua sono presenti numerose, piccole ghiandole salivari accessorie, mucose e sierose. Inoltre si possono individuare anche alcuni nervi periferici NP come c nella fotografia d.

    Ghiandolasottomandibolare alla parotide e alla La ghiandola sottomandibolare, insieme sottolinguale, rappresenta uno dei principali siti della mucosa orale per la produzione di saliva. Nelle ghiandole salivari sono presenti due tipi di cellule secretorie: cellule sierose e cellule mucose. Le prime producono un secreto SM acquoso ricco di enzimi e anticorpi, mentre le ultime producono un secreto viscido.

    D La ghiandola sottomandibolare consiste in un misto di S unità secernenti sierose e mucose SM che sono spesso osservabili come unità miste a secrezione sieromucosa. Tuttavia si possono anche trovare sia unità secretorie puramente sierose S che puramente mucose M , come M mostra la fotografia a.

    Tecniche istologiche

    La fotografia b mostra invece un dotto striato D ingrandito in sezione longitudinale. Il loro nome deriva dalla striatura visibile al microscopio dovuta alla presenza di numerose e profonde introflessioni delle membrane plasmatiche basali delle cellule cuboidali che rivestono questi dotti.

    Imucina, sono scarsamente nuclei N delle cellule sierosecolorati, trattandosi di un sono rotondi, con cromatinapreparato colorato con EE. Oltre alla secrezione diaddensati e appiattiti verso proteine, le cellule salivari Nella fotografia al centro si sierose sono coinvolte nellala membrana basale. TiroideLa tiroide T fotografia a è una ghiandola di tipoendocrino lobulata, situata nel collo davanti alla partesuperiore della trachea. Questi regolano il metabolismobasale e sono importanti per la crescita e lamaturazione soprattutto del sistema nervoso.

    La ghiandola tiroide è inoltre avvolta da una capsula ditessuto fibroso da cui si originano setti connettivali chesi approfondano, dividendola in lobuli L. Tra i numerosi follicoli si possono individuare alcuni vasi sanguigni VS in cui vieneriversato il secreto prodotto.

    I follicoli tiroidei contengono nel loro lume una colloide omogenea chiamatatireoglobulina, la quale, dopo essere stata prodotta a partire dal reticolo endoplasmatico rugoso della cellulafollicolare, entra nel lume per esocitosi legandosi in forma inattiva agli ormoni T3 e T4.

    Successivamente vienerilasciato nel lume follicolare subendo la trasformazione in T3 e T4 per poi legarsi alla tireoglobulina. Infine si verifical fagocitosi del complesso ormone-tireoglobulina con la conseguente formazione di vacuoli citoplasmatici, i quali sifondono con i lisosomi della cellula follicolare. Gli ormoni vengono separati dalla tireoglobulina e diffusi poi nelcircolo. La fotografia c mostra invece il tessuto fibroso TF che forma la capsula della tiroide e la divide da del tessutocartillagineo TC.

    ParatiroideLe ghiandole paratiroidi P sono ghiandole endocrinepiccole, ovali, strettamente associate alla ghiandolatiroide. Nei mammiferi, solitamente, Psono presenti due paia di ghiandole situate sullasuperficie posteriore della tiroide, ma occasionalmentealcuni individui possiedono anche 5 o 6 paratiroidi.

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    La fotografia b mostra il parenchima di una ghiandola Sparatiroide, la quale contiene cellule secretorie di duetipi: cellule principali P e cellule ossifile. Il secreto S è benvisibile. Le cellule ossifile sono più grandi delle prime e non Pproducono ormoni, ma tendono a riunirsi in aggregati. Si noti infine la fitta rete di capillari C tra le celluleendocrine.

    C b x CuoreIl cuore è un organo cavo situato nella cavitàtoracica, più precisamente nel mediastinomedio, dietro lo sterno e le cartilagini costali,che lo proteggono come uno scudo, davanti allacolonna vertebrale e appoggiato sul diaframma. Esternamente il cuore è avvolto da una sottilepellicola detta pericardio, diviso in sieroso, piùinterno, e fibroso, più esterno. Da qui oltrepassa la valvola semilunare per entrare nelleimpedendo la formazione di coaguli.

    Per sopportare tale pressione le pareti delle arterie presentano una parete muscolare più sviluppata, capace di dilatarsi facilmente rispetto alle vene. Infatti In esse fluisce il sangue proveniente dalla periferia e quindi dotato di minor spinta. Si notano tracce di sangue coagulato e i due lembi della valvola aperti, normalmente sostenuti da tessuto tendineo, come nella fotografia sopra, che favorisce la loro corretta chiusura.

    Il tessuto cardiaco x cIl tessuto cardiaco caratteristico del cuore èparticolare. FLa sezione longitudinale a latomostra la presenza nelle cellulemuscolari cardiache di uno o duenuclei N di cui quelli allungatisono collocati in posizionecentrale.

    Da notare è il delicatotessuto connettivo ricco di capillari N c , coronarie C e collagene, cheriempiono gli spazi intracellulari. La trachea si biforca poi 40xin due bronchi B , che entrando Questi ultimi terminano in saccheciascuno in un polmone, si diramano aeree riunite in grappoli dette alveolipiù volte in tubi sempre più sottili a.

    Bronchi I bronchi sono vie respiratorie con diametro maggiore rispetto ai bronchioli. Foto b La lamina propria è sottile, elastica e completamente circondata da muscolatura liscia M disposta a spirale. Questa disposizione permette la contrazione dei bronchi sia in lunghezza che nel senso del diametro durante la respirazione. La trama cartilaginea C è ridotta a poche placche irregolari.

    Gli alveoliNei polmoni si trovano milioni di minuscolesacche chiamate alveoli A immerse in unostroma, costituito da tessuto connettivo riccodi fibre elastiche. Ciascun alveolo è formatoda un sottile strato di cellule epiteliali E , lavera superficie respiratoria, attraverso cuiavvengono gli scambi gassosi. Esso è formato da una parte tendinea T e da una muscolatur a scheletrica M , le cui striature x S , visibili in foto, sonox determinat e dalla disposizion e delle proteine contrattili.

    M CLa sottomucosa è composta da tessuto connettivolasso con numerose fibre elastiche mentre il tessutomuscolare è composto da uno strato interno di fibre SMcircolari C e uno esterno longitudinali L.

    La muscolatura liscia si divide in fasci longitudinali L e trasversali T fotografie a e b x x cA differenza dello stomaco umano nella mucosa diquello del ratto si distinguono due zone: la regione del PSprestomaco PS e quella dello stomaco ghiandolare SG SGdivise tra di loro da una plica P formata dalla mucosa Pdel prestomaco che si abbassa dalla parte ghiandolaredello stomaco. Fotografia c x Al suo interno,come visibile nellafotografia a ,sono totalmente assenti strutture ghiandolarimentre è presente una notevole cheratinizzazione.

    La mucosa è abbastanza spessa e i tubi ghiandolari presenti, costituiti da epitelio cilindrico hanno lumi stretti di forma affusolata notevolmente estesa 1 fotografia b x x Inoltre ha la funzione di espellere le feci, cioè le sostanze di scarto prodotte dalla digestione. La 40x tunica muscolare è formata da due strati , uno longitudinale e uno trasversale che presentano cellule allungate come ben visibile in fotografia c c x x b Le pieghelongitudinali formate dalla mucosa vengono dette colonne diMorgagni.

    La fotografia b mostra sezioni trasversali dove sonoevidenziate le cellule assorbenti di forma colonnare connuclei grandi circondate da cellule calciformi con nucleipiccoli e condensati. La lamina propria L contiene vasiematici e linfatici, collagene, linfociti e plasmacellule facenti Lparte dei meccanismi di difesa da agenti patogeni.

    C x I monosaccaridi possonoessere convertiti in glucosio e condensati in glicogeno cheviene immagazzinato come riserva energetica. I grassi vengono utilizzati performare ATP , lipoproteine di trasporto o fosfolipidi. Inoltre ilfegato è capace di immagazzinare vitamine e minerali.

    Il fegato del topo è suddiviso in diversi lobi: il lobo principale Vdi sinistra maggiormente esteso rispetto agli altri, il lobosinistro accessorio,il lobo destro e destro accessorio, il lobocaudato e il processo papillare. Ogni lobo è costituito da unità funzionali, i lobuli epaticiformati da cellule specializzate, gli epatociti E disposti araggiera intorno a un vaso sanguigno V come ben visibiledalla fotografia.

    E x Gli epatociti formano piani appiattiti formati da unsolo strato di cellule attorno al quale passa il sangue. I sinusoidi S sono separati dagli epatociti tramiteuno stretto spazio spazio di Disse e rivestiti da unostraro di cellule endoteliali CE con nuclei appiattiti.


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