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FILM DEAGLIO SCARICARE

Posted on Author Shakahn Posted in Film


    Enrico Deaglio (Torino, 11 aprile ) è un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano A causa del contenuto del film, la procura di Roma, pochi giorni dopo, ha aperto Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile​. Uccidete la democrazia! Memorandum sulle elezioni di aprile è un film dei giornalisti italiani Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, Stampa/esporta. Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Acquista il film Quando C'era Silvio di Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani, esthergarvi.com S.p.A.. Scarica subito la nostra APP. Scarica. laFeltrinelli. esthergarvi.com S.p.A.. Scarica subito la nostra APP. Scarica · NEGOZI ED EVENTI · VOLANTINO Enrico Deaglio. Film e Serie TV. Filtra. 1 risultati.

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    Trama[ modifica modifica wikitesto ] Il film affronta il tema dei presunti brogli effettuati nella notte del 10 aprile durante le elezioni politiche italiane a vantaggio della coalizione di centro-destra , la Casa delle Libertà. Secondo la tesi del film, i dati trasmessi elettronicamente con il software per lo svolgimento dello scrutinio elettronico nelle regioni di Liguria , Puglia , Lazio e Sardegna furono manipolati, con l'ausilio di un programma informatico, durante il loro trasferimento dalle varie prefetture al Viminale , trasformando le schede bianche in voti per Forza Italia.

    La tesi sostenuta si basa su alcune considerazioni: la difficoltà di trasmissione e divulgazione da parte del Viminale nella giornata dello spoglio delle schede. Tale difficoltà si è protratta fino a notte fonda, circa le 2.

    Il personaggio metaforico "Gola Profonda", voce anonima e protettore di tutte le inchieste, intervistata da un altro simbolo, la giornalista giovane, idealista ed entusiasta, interpretano la confidenza che dovrebbe esistere, testimonianza fittizia di una notte in cui gli autori si pongono alcune domande.

    Il film prosegue mostrando scene dell'ultima campagna elettorale e, in particolare, del comizio finale della Casa delle Libertà a Napoli , soffermandosi su Silvio Berlusconi e alcuni esponenti di Fiamma Tricolore tra lo sventolio di bandiere della Repubblica Sociale Italiana.

    Recensioni

    Orlando: "Serve un'inchiesta parlamentare" Articolo "Atto dovuto". Oliva "Uccidete la democrazia! Il pm Salvatore Vitello, titolare dell'indagine "in atti relativi", cioè al momento senza indagati nè ipotesi di reato, ha disposto l'acquisizione del dvd.

    La Procura, che ha già aperto un'inchiesta da mesi su presunti brogli elettorali denunciati da esponenti della Casa delle Libertà, acquisirà probabilmente anche "Il Broglio", libro di anonimo da cui ha tratto ispirazione il lavoro di Deaglio. Deaglio: "Giudici più reattivi dei politici". Enrico Deaglio si è detto colpito favorevolmente per la rapidità e l'interesse manifestato dai giudici: "La magistratura si è dimostrata più reattiva della classe politica.

    Siamo pronti a collaborare con la giustizia: forniremo tutte le indicazioni necessarie anche su chi potrà essere sentito". Il film cerca di dimostrare che nelle elezioni politiche del 9 e 10 aprile , circa un 1. Da circa 1.

    Quando c'era Silvio

    C'è quindi una differenza di 1. Questo dato è sicuramente anomalo, ma non è detto che sia statisticamente impossibile. La cosa che fa nascere molti dubbi è l'omogeneità con cui le schede bianche si siano distribuite su tutto il territorio nazionale.

    E' effettivamente un dato che sorprende a prima vista, ma che, come vedremo, è solo un'"illusione ottica". Ma procediamo per gradi.

    Nei seggi elettorali? In sede ministeriale? O durante la trasmissione dei dati? E' quello che si chiedono anche i due autori che ovviamente proveranno a dare una risposta. Nel film viene intervistato un programmatore americano che ha realizzato un software che permette di "truccare" la percentuale di schede bianche durante la trasmissione dei risultati dalle sedi locali a quella centrale.

    E' infatti improponibile l'ipotesi in cui in ogni seggio elettorale ci siano state persone che abbiano alterato il risultato: fortunatamente i seggi sono presieduti da rappresentanti di lista e forze dell'ordine.

    E infatti questa tesi è improponibile e viene subito abbandonata da Deaglio e Cremagnani. Allora non resta che ipotizzare che i dati siano stati "truccati" durante il trasferimento telematico dalle varie prefetture al ministero degli Interni. Quindi, per dirla in breve, il baro sarebbe stato l'allora ministro degli interni Beppe Pisanu. L'ipotesi sembra essere più verosimile anche in considerazione degli strani comportamenti avuti da Pisanu in quella famosa notte: una prolungato e inspiegabile ritardo nella diffusione dei risultati, le interruzioni di comunicazioni con le circoscrizioni locali oltre ai 2 o 3 incontri sospetti che Pisanu ebbe con Silvio Berlusconi mentre doveva presiedere le operazioni di scrutinio.

    E allora cosa sarebbe successo? Secondo i due autori, un software installato probabilmente nel server centrale del ministero avrebbe modificato i dati provenienti dalle diverse prefetture. Più precisamente avrebbe spostato i voti "bianchi" in voti per "Forza Italia". E proprio grazie a queste tabelle riesce a fare un confronto con le passate elezioni e a verificare l'anomalo dato delle schede bianche.

    A questo punto si intuisce che le tabelle in possesso della giornalista siano quelle "falsificate", cioè NON quelle che riportano il numero esatto di schede bianche provenienti dalle prefetture, ma quelle in cui le schede bianche sono state modificate in voti per Forza Italia.

    Già, ma se hai in mano queste tabelle e vuoi verificare se il dato in esse contenute è effettivamente quello trasmesso dalle prefetture, cosa fai?

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    Se sostieni che durante il passaggio dalle prefetture al ministero, i dati siano stati modificati illecitamente, come fai a dimostrarlo? E mi chiedo: perchè non lo hanno fatto? Vecchio problema. I brasiliani, quando vogliono marcare la loro superiorità culturale sui portoghesi, li ridicolizzano perché il film Psycho a Lisbona lo intitolarono O homen que mató a sua mae. Non è vero, è solo una storiella, ma introduce agli affari nostri, ovvero ai contenuti di un docu-thriller democratico.

    Il film che sta per uscire ha già ricevuto udienza sui giornali e in televisione. Noi siamo ovviamente tremanti per il suo potere, ma pronti.

    E se ci sarà il confronto - quando saremo vecchissimi - ricorderemo la vittoria con la stessa commozione dei reduci della battaglia di San Crispino. In effetti, il precario quadro parlamentare del governo Prodi non si presta a grandi dichiarazioni di rottura.

    E possibilmente del suo. Il film racconta delle storie, il ritmo e i misteri di una notte, presenta dei numeri. Siamo sicuri che rilasceranno immediatamente i dati di cui noi siamo in possesso da mesi, e che li confermeranno. Se non lo dovessero fare, sarebbe grave e della questione dovrebbero occuparsi i magistrati.


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