Esthergarvi

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RULE OF ROSA PC SCARICA

Posted on Author Moogugor Posted in Libri


    Lv 5. 7 anni fa. Risposta preferita. Innanzitutto dovresti scaricare un emulatore per PS2 e ti consiglio il PCSX2, dopo scarichi il gioco e giochi:D. Rule of Rose è un videogioco appartenente alla categoria survival horror in terza persona, Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Wendy impose a Jen di sbarazzarsi di Brown. Insomma, il club è probabilmente un modo per scaricare le proprie colpe dalla coscenza e. trucco rule of rosa produzione integratore mantenere linea fito 20y 20los crociera ultimo concorso vigili fuoco venite fedeli it livorno filippelli eleonora scarica cd giochi pc grande fuga sharp fotocopiatrice stanlio olio chk tomtom editor ballo.

    Nome: rule of rosa pc
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    Sistemi operativi: iOS. Windows XP/7/10. MacOS. Android.
    Licenza:Solo per uso personale
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    La rilevanza enciclopedica di questa voce o sezione sull'argomento videogiochi è stata messa in dubbio. Motivo: eccesso di trama , da riassumere Puoi aiutare aggiungendo informazioni verificabili e non evasive sulla rilevanza, citando fonti attendibili di terze parti e partecipando alla discussione. Se ritieni la voce non enciclopedica, puoi proporne la cancellazione. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. L'introduzione del gioco mostra Jennifer, assopitasi sopra una panchina in un parco accanto al suo cane, che viene svegliata dall'arrivo imminente di una pioggia, e piangendo sommessamente, abbraccia il cane.

    Sopra questo contenitore, è affisso un manifesto recante l'offerta richiesta del mese: Una bellissima farfalla. Camminando tra i vari macchinari dell'impianto, Jennifer scorge un cane legato e sospeso ad una corda.

    Non potendo fare momentaneamente nulla per liberarlo, Jennifer cerca qualcosa con cui aiutarlo e allora continua la sua ricerca. S'imbatte nella piccola Olivia, che subito si ritrae alla sua presenza, lasciando alle sue spalle una farfalla morta, e Jennifer coglie l'occasione per prenderla e portarla all'offertorio.

    Jennifer ricomincia quindi a cercare l'offerta, quando improvvisamente incrocia un uomo, il tuttofare Gregory, che gli porge un quadernetto nel quale è scritto un altro racconto, Lo sfortunato campo di quadrifogli, e Jennifer inizia a leggerlo: C'era una volta, una ragazza sfortunata.

    Lei voleva trovare un quadrifoglio, ma era troppo sfortunata. Finito di leggere la storia, l'uomo scompare, e la ragazza, lungo il cammino, incontra nuovamente il bambino dell'autobus, mentre fugge da un ripostiglio. All'interno di esso, Jennifer scorge un bottone che attivava il meccanismo che l'aveva liberata, al quale erano attaccate delle forbici, e una volta recuperate, torna dal cane e lo libera.

    Osservando il collare recuperato in precedenza, Jennifer nota il nome Brown inciso sopra, e quando prova a chiamarlo, Brown risponde di rimando, e la segue. Lungo la strada Martha, la vecchia domestica dell'orfanotrofio viene percossa e trascinata via da delle creature chiamate Imps, che la chiudono in una stanza.

    Jennifer perquisisce l'area passeggeri, rovistando di stanza in stanza, finché non s'imbatte in Amanda, che in possesso una farfalla, la nasconde subito come Jennifer si avvicina, per poi scappare via. Jennifer riesce a trovarne un'altra, e fa per recarsi all'offertorio, ma degli Imps fanno irruzione, e l'attaccano.

    Raggiunto l'offertorio, il suo dono viene accettato e ammettono la sua presenza oltre la porta. Ad attenderla ci sono le tre "aristocratiche" Diana, Eleanor e Meg. Diana non perde l'occasione per strapazzare la nuova arrivata, e chiede ad Amanda di infliggerle l'umiliazione che spetta alla persona più in basso nella scala sociale, e mette sul viso di Jennifer un topo vivo.

    Al suo risveglio, il bambino dell'autobus le dice di rammentare quanto lei fosse stata cattiva in passato, e le raccomanda di ricordarsene al più presto.

    Capitolo terzo: Sir Peter[ modifica modifica wikitesto ] È il mese di maggio.

    Jennifer e Brown si risvegliano, e accanto a loro c'è una lettera di scuse da parte di Amanda, che invita Jennifer a raggiungerla sulla cima del dirigibile. Jennifer si reca sul luogo prestabilito dove incontra Amanda, che in lacrime la supplica di perdonarla in quanto era costretta.

    Jennifer, fa un muto cenno di assenso, e la bambina, sollevata, corre via felice, aggiungendo in un secondo momento, che ha un dono per lei. Successivamente, viene affidato a Jennifer e Amanda il compito di trovare Sir Peter, un coniglio scappato dal area di stoccaggio degli animali. La ragazza inizia le sue ricerche, e s'imbatte nuovamente in Gregory, che le dice di aver scritto una nuova storia per lei, ma questa volta, Gregory si rivolge a Jennifer chiamandola Joshua, e se ne va. Sir Peter, Sir Peter, messo in gabbia, deve trattenersi.

    Sir Peter, Sir Peter, ha bisogno di andarsene subito, non vuole peccare. Sir Peter, Sir Peter, infagottato e portato via, prima che trovasse un bagno. Addio, Peter, Addio. Poco dopo, Jennifer intravede il coniglio, e lo insegue.

    Dopo che gli ominidi si sono dileguati Jennifer, inorridita, si avvicina al sacco, ma in quell'istante fa irruzione il signor Hoffman, il direttore dell'orfanotrofio, parzialmente legato e armato di una riga, che contrariato per un motivo impreciso nei confronti di Jennifer, l'attacca.

    Jennifer sconfigge il vecchio e prende sacco, che lo porta all'offertorio. Amanda, melliflua, chiede a Jennifer di dargli il sacco, per portarlo personalmente alle aristocratiche, ma quando lo apre per prenderne il contenuto, il coniglio fa un balzo fuori, perfettamente illeso, e scappa via, nella stanza oltre l'offertorio. Lo scenario si sposta in una foresta, dove le aristocratiche stanno compiendo una sorta di rituale sacrificale.

    Jennifer assiste nascosta tra le fronde, e viene raggiunta da Amanda, che le suggerisce di non avvicinarsi troppo. Successivamente, Meg accoglie le due "reiette", comunicando da parte della Principessa della Rosa Rossa, che Jennifer si è distinta nel suo compito, e pertanto, surclassa Amanda, che diventa nuovamente la persona più basso nella scala sociale, e che pertanto dev'essere sottoposta all'umiliazione, quindi Diana ordina a Jennifer di mettere il topo ormai in via di decomposizione sul viso Amanda, che sviene per la paura, seguita poco dopo da Jennifer.

    Jennifer si sveglia nuovamente nella soffitta dove ad attenderla c'è sempre il bambino, che le chiede nuovamente se riesce a ricordare di quanto fosse stata cattiva in passato, ma osservando che ragazza sembra confusa e ignara dei fatti che lui sostiene di conoscere, le lascia tre quadernetti, narranti ognuno una storia, in modo che lei possa rammentare il suo passato.

    Dentro c'era l'"Uccello della Felicità". Ogni scatola era più piccola della precedente. Ma era troppo piccolo, ed era troppo tardi. L'uccellino era morto da molto. Aveva incontrato il suo destino sanguinoso. Sulla penultima pagina del quadernetto è scritto qualcosa, ma gran parte di essa era stata strappata, quindi era illeggibile.

    È il mese di luglio. Finito il racconto, Jennifer si rende conto che nelle sue vicinanze c'è Eleanor, insieme alla sua gabbia vuota, che seppure impassibile come sempre, mostra un evidente stato di inquietudine.

    Esce anche Jennifer, che sente le voci di Diana e Meg, impegnate in una discussione, e le ascolta di nascosto. Le due bambine, chiaramente agitate, decidono di darsi appuntamento nel loro posto segreto e corrono via, lasciando cadere ai loro piedi una piuma rossa. Jennifer la raccoglie, e chiede a Brown di fiutarne le tracce, che subito corre verso una direzione. Jennifer giunge nell'area passeggeri, tutta ricoperta di piume rosse al suolo, che proseguivano verso una meta precisa.

    La scia di piume la conduce verso un bagno. Entrano nel bagno Diana e Meg, che divertite, prendono a sparlare probabilmente di Eleanor. Il discorso lascia intendere che sono state Diana e Meg a prendere il canarino di Eleanor, poi si dileguano.

    Jennifer esce a sua volta, ma incrocia proprio Diana e Meg, probabilmente accortesi di essere stare spiate, e danno a Jennifer l'ordine di trovare l'uccellino "smarrito" di Eleanor.

    Jennifer esamina le varie stanze del settore, e in una di esse trova una grossa scatola, con una serratura a combinazione. Jennifer inserisce il codice trovato su di un foglio accanto ad esso, e l'apre, ma dentro trova una scatola più piccola, con un'altra combinazione.

    Poco a poco, Jennifer cerca gli altri indizi e decodifica gli enigmi su di essi, la cui soluzione corrisponde al codice numerico delle scatole, tutte una più piccola dell'altra, fino a quando non trova l'uccellino in questione, avvolto negli indumenti di Eleanor, che come preannunciato dal tragico epilogo della favola letta in precedenza, è ormai morto.

    In quell'istante fa irruzione Eleanor, e Jennifer, prontamente, assicura Eleanor che lei non ha fatto nulla. Spiata da Diana e Meg, nascoste dietro la soglia, Eleanor si limita a prendere la carcassa dell'uccellino e scaraventarlo in gabbia, poi si reca all'offertorio, dove su di esso è affisso un manifesto in cui l'offerta del mese era un uccellino rosso, e senza tanti complimenti, getta l'uccellino all'interno di esso, poi si ritira insieme a Diana e Meg nell'area riservata agli aristocratici.

    Jennifer e Brown si risvegliano nella stanza dove avevano incontrato Eleanor all'inizio, e sopra un divano, accanto ai vestiti della bambina, trovano il pezzo mancante del quadernetto nel quale era scritta la favola sul quale è scritto Morale: La felicità eterna.

    Ricongiunge il pezzo al resto del racconto e lo rilegge fino ad arrivare al finale, dove l'ultimo foglio recita: Morale: La felicità eterna è una beffa.

    Mossa da qualcosa, Jennifer scrive su di una lavagna ai piedi del Cavaliere Secchio la frase eterno, in modo da potersene ricordare.

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    Capitolo quinto: La principessa sirena[ modifica modifica wikitesto ] È il mese di agosto. Ma per anni, il suo amore non fu corrisposto. Presto, lei divenne vecchia e decrepita, tutta sola persino nel giorno della sua morte.

    La povera, povera principessa del Regno del Mare. E anche in questo caso, l'ultima pagina è strappata. Quando Jennifer finisce di leggere la favola, si accorge di essere in una delle stanze riservate agli ospiti, e nelle vicinanze si trova Diana, che in stato di evidente nervosismo colpisce ripetutamente una parete con un manico di scopa.

    A turbare la ragazzina è la scomparsa della carpa koi del signor Hoffman, che avrebbe suscitato l'ira dell'uomo. Come sempre, Diana si rivolge aspramente nei confronti di Jennifer, dicendole che dovrebbe mettersi a cercare la sua cosa preziosa, poi se ne va.

    Jennifer esce dalla stanza e si reca all'offertorio, dove di fronte ad esso c'è Oliva in lacrime, perché non sa come procurarsi una sirena nubile, che è l'offerta richiesta del mese. Jennifer si reca al piano inferiore, dove scorge Eleanor e Meg, mentre discutono in disparte. Meg osserva che Diana sembrava molto più turbata del dovuto per la scomparsa del pesce.

    Eleanor dal suo canto, dice che dovevano farlo, visto che non esisteva nulla di più simile ad una sirena, quindi Meg concorda con Eleanor, che quando Jennifer si avvicina, le suggerisce di mettersi al più presto sulle ricerche della sirena, prima che la trovi Diana, e lascia l'area insieme a Meg.

    Jennifer recupera una scaglia di pesce dal pavimento in cui sostavano le bambine, e la fa annusare a Brown, che ne fiuta le tracce. Seguendo la pista, Jennifer scorge Clara, l'addetta infermiera dell'orfanotrofio, che evidentemente turbata segue il signor Hoffman. Jennifer scende nella parte più bassa del dirigibile e tra delle casse trova una mannaia e una testa di pesce, la carpa koi del signor Hoffman. Jennifer utilizza la testa del pesce come traccia per Brown, che conduce la ragazza oltre una sala macchine, nella quale trova la parte inferiore di una bambola di pezza.

    Le tracce della bambola conducono in una stanza appartata, denominata la Stanza della Sirena dove Hoffman sta facendo qualcosa d'imprecisato a Clara, che giace in un letto. Jennifer entra nella stanza e si avvicina al letto, mentre Brown inizia a ringhiare, e dalle lenzuola emerge Clara, con il corpo sfigurato e le gambe completamente avvolte in una corda che la tiene sospesa al soffitto, e attacca Jennifer.

    Neutralizzata la "sirena", questa lancia grida di dolore e precipita, e una bambola di pezza con una coda di pesce cade sul letto, e Jennifer la raccoglie.

    Intanto, il signor Hoffman si arrabbia con Diana, ritenendola responsabile della scomparsa della carpa, poi accarezzandola in modo ambiguo, cerca di farsi spiegare cosa è accaduto, ma Diana non parla, quindi il vecchio se ne va.

    La ragazzina si scrolla le spalle disgustata dal tocco di Hoffman, poi guarda furiosamente Jennifer, in possesso della bambola, e la crede responsabile per il suo immeritato rimprovero, quindi prende la bambola e la getta nel acquario della carpa, poi intinge uno strofinaccio e si precipita su Jennifer.

    Jennifer si risveglia, e nella bambola dell'acquario trova il pezzo mancante della favola, lo ricongiunge al quadernetto e lo rilegge.

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    L'ultima pagina reca una frase che recita: Sono tua, anche nella morte. Jennifer scrive la parola Sono tua sulla lavagnetta ai piedi del Cavaliere Secchio. Jennifer si risveglia nella stanza buia, ma a parte lei non c'è nessuno, quindi cerca di uscirne e apre la porta, ma quando si volta indietro, qualcuno alle sue spalle l'afferra e la tira a sé. Capitolo sesto: Le sorelle Capra[ modifica modifica wikitesto ] È il mese di settembre. Jennifer prende l'ultimo quadernetto dalla stanza dove la osserva il bambino, intitolato Le sorelle Capra e lo legge: La sorellina scrisse una lettera, beeh, beeh.

    La sorella più grande li fece a brandelli, beeh, beeh. La sorellina voleva che la sorella più grande leggesse la lettere, quindi la prese dal suo stomaco. Beeh, beeh. Ma l'ultima pagina risulta mancante. Appena Jennifer finisce di leggere la storia, nota che Meg è nello stesso luogo, seduta in un angolo con l'aria pensierosa, che cerca di ricordare dove abbia messo un oggetto per lei importante, e s'incammina nella sua ricerca. Sulla sedia dove prima era seduta Meg, Jennifer nota la sua matita e la raccoglie, poi, nota al fianco della sedia un grosso sacco sorretto da alcune funi, nel quale si sta divincolando qualcosa.

    Jennifer si mobilita per capire cosa accade quindi, fa fiutare la matita a Brown, che segue la traccia. Giunge in una stiva, dove Brown ad un certo punto perde la traccia, ma Jennifer trova per terra un foglio del quadernetto di Meg. Jennifer si avvale dunque di questo foglio, e mette Brown sulle tracce del nuovo odore. Jennifer ripercorre il suo cammino, e sul pavimento trova un altro foglio del quadernetto di Meg.

    Le tracce di quest'altro foglio conducono fino ad una cella frigorifera nel quale Jennifer trova un pupazzo di neve, sotto il quale trova un pezzo di una lettera d'amore da parte di Meg nei confronti di Diana, che recita Oh, Diana, Diana, ti amo con tutto il mio cuore. Raggiunge un altro deposito, dove Diana ed Eleanor parlano tra di loro, e Jennifer, nascosta, ascolta la loro conversazione.

    Diana spiega che non sopporta il modo in cui Meg la segua sempre dappertutto. Eleanor confida dal suo canto che sa che Meg le stava scrivendo una lettera d'amore, e Diana le spiega prontamente di avercela già, e di averla strappata a metà, cercando invano, di farla mangiare ad una capra, chiede ad Eleanor cosa fare con la metà che le è rimasta. A quel punto Jennifer si avvicina, e Diana le assegna un compito, raccomandandole proprio di trovare la parte mancante della lettera, e gli porge un pezzo in suo possesso.

    Sconfitte le due creature, Jennifer rivolge la sua attenzione verso un grosso orologio a pendolo, nel quale giace una capra morta, con il resto della lettera accanto alla sua carcassa. In quel momento fanno irruzione Diana ed Eleanor, che squadrano Jennifer malignamente, ed esortano Meg a raggiungerla, lasciandole intendere che la lettera sia stata rubata e distrutta da Jennifer.

    Naturalmente, Meg crede alle sue due amiche senza riserve e scoppia in lacrime, poi le tre perfide aristocratiche la puniscono ingiustamente, rinchiudendola in un sacco di cipolle a chiusura ermetica, dove a turno gli altri bambini gettano insetti e sudiciume vario.

    Jennifer e Brown si risvegliano nella stiva dove si trovava il grosso sacco penzolante all'inizio. Vicino a lei trova un pupazzo logoro a forma di capra, ed un pezzo di carta sotto di essa, dove è scritta la parte mancante della favola, nel quale è scritto Persino il vero amore La pagina finale, ricostituita, reca la morale della favola: Persino il "vero amore" viene rapidamente disintegrato dal conflitto.

    Quindi Jennifer ha un nuovo sentore, ed annota la frase vero amore sulla lavagnetta ai piedi del Cavaliere Secchio. Capitolo settimo: La casa di pan di zenzero[ modifica modifica wikitesto ] È il mese di giugno, ma il seguente episodio riguarda un flashback. Jennifer viene portata via da Gregory, che l'adagia in un giardino circondato di rose, situato nei pressi dell'orfanotrofio, per poi andarsene. Jennifer si rialza, e si accorge che Brown non è con lei, quindi inizia a cercarlo.

    Nota che Gregory si sta incamminando verso una direzione, quindi lo segue, fino a raggiungere l'abitazione di Gregory, la cosiddetta Casa di pan di zenzero. Jennifer entra nella casa, dove attraverso uno spiraglio, scorge Gregory seduto con le mani tra i capelli, probabilmente ubriaco, quindi prosegue oltre senza farsi notare per il corridoio, dove la porta di una stanza è sbarrata da alcune assi di legno. Jennifer entra nella stanza accanto, scavalca la finestra e attraversa un ballatoio che reca un'altra finestra, attraverso la quale Jennifer giunge nella camera sbarrata dall'esterno.

    Tale camera, evidentemente chiusa da molto tempo, sembrava essere stata occupata da un bambino. Tra i giocattoli, Jennifer nota un articolo di giornale risalente al anno precedente, il 21 giugno del , dove si parla della sparizione di diversi bambini avvenuta nei pressi di una provincia inglese. Jennifer prosegue verso le altre stanze, e giunge in un seminterrato, in un ripostiglio allestito come una camera, dove ad attenderla c'è Gregory, che sempre riferendosi a lei con il nome Joshua, le dice di andare a dormire, ed esce, rinchiudendola nella stanza.

    Jennifer si guarda intorno, e accatastate tra la biancheria sporca nota una serie di lettere indirizzate a questo Joshua dalla bambina di nome Wendy, nelle quali spiega di amarlo e di essere disposta a fare tutto per lui, e che giura infine eterno, amore vero, sono tua. Jennifer continua a cercare nella stanza, e nel tentativo di aprire un armadio fa cadere a terra un orsacchiotto di pezza, in qualche modo familiare a lei. In quell'istante, dal insula del seminterrato appare Wendy, intenta a liberarla, che le dice di aspettare un attimo.

    Jennifer fa per issarsi sul letto ma ad un certo punto, nota che sotto le lenzuola sono stati disposti gli indumenti di un bambino, probabilmente, il cosiddetto Joshua. Infine, Jennifer nota appeso al muro un vecchio articolo di giornale che parla dell'incidente di un dirigibile avvenuto il 23 giugno del , in circostanze misteriose.

    Jennifer si sveglia nuovamente nella stanza strana del dirigibile, ed il bambino, Joshua, le suggerisce di andare da Amanda. Capitolo ottavo: La principessa di pezza[ modifica modifica wikitesto ] È il mese di ottobre. Jennifer si ritrova fuori all'offertorio, e nota su di esso un manifesto che comunica la scomparsa di Joshua, un orsetto peluche, e che va ritrovato al più presto.

    Inoltre colui che ritroverà l'orsetto riceverà un pastello rosso, e sarà ammesso al club degli aristocratici. Poco dopo riappare Brown, che si ricongiunge affettuosamente a Jennifer, quindi i due si mettono alla ricerca del suddetto pupazzo.

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    Lungo il cammino, incrociano Gregory, che lascia a Jennifer un'altra storia, intitolata La principessa stracciona, e la legge: C'era una volta, una ragazza che cuciva stracci, giorno dopo giorno. Le sorellastre andarono al ballo. Nessuna ragazza che puzzava sarebbe stata ammessa al ballo. Jennifer chiude il quadernetto, e prosegue la sua ricerca. Nel suo cammino incrocia Amanda, che furente, sta lavorando alla macchina da cucire.

    Jennifer prova ad interagire con lei, ma la bambina si ritrae, e la respinge, quindi Jennifer se ne va, ma Amanda si avvicina prontamente a lei, chiedendole se per caso sospettasse che sia stata proprio lei a prendere l'orsetto, e addossa poi la colpa a Wendy, quindi ritorna vicino alla sua macchina. Jennifer si reca dunque in infermeria, dove trova Wendy accasciata al suolo. In lacrime, dice di essere stata accusata dal trio delle Aristocratiche di aver rubato l'orso, quindi Jennifer la raccoglie, e la risistema a letto, tra i pianti della bambina, in pena per aver perso un aggetto che avrebbe dovuto sorvegliare strettamente.

    Jennifer ritorna al deposito dove stava lavorando Amanda, e al suo posto trova Diana, che le suggerisce di trovare l'orsacchiotto al più presto. Intanto, Jennifer rovista tra gli attrezzi da cucito di Amanda, e dal astuccio che li raccoglie trova la coda dell'orsetto. Jennifer fa fiutare l'oggetto a Brown, che fiuta una traccia che la conduce dietro i passi di Amanda, che trascina con sé quello che sembra il corpo di Jennifer. Nel suo tragitto, Jennifer trova per terra una piccola chiave che serve ad aprire una piccola credenza deposito dove è solita intrattenersi Amanda.

    In questa credenza c'è il diario della bambina, nel quale legge che fin dal inizio di come Amanda abbia sempre cercato di mettere in difficoltà Jennifer in tutti i modi, in quanto ella rappresenta un ostacolo per diventare aristocratica.

    Jennifer si reca nel settore dove si trova il generatore, ma in quell'istante appare un Imp con la testa a forma di maiale, e si ritrova a doverlo combattere.

    La ragazza raggiunge il primo generatore, ma Xavier, uno dei bambini, ruba la leva, e i due lo inseguono. Recuperata la manovella e riattivata la corrente, torna all'ascensore e Jennifer sale una scalinata ritrovando all'improvviso nel giardino adiacente all'orfanotrofio, e scorge Amanda vicino ad un grosso albero, intenta a colpire violentemente qualcosa.

    Accorta della presenza di Jennifer, Amanda fa una riverenza, poi, prende l'orsetto di peluche rassicurandole sarebbe ritornata ad essere "Miss Popolare", e riprende a bastonare qualcosa, che si rivela essere una grottesca bambola vagamente somigliante a Jennifer. I giornali danno risalto al fatto che lei è scampata a ben 2 tragedie e ignorano le altre vittime, il che alimenta il senso di colpa di Jen.

    Molte delle altre cose nel gioco sono solo proiezioni mentali e associazioni di idee. Il Club degli aristocratici, potrebbe essere benissimo un parto della mente di Jen, che si sentiva esclusa dagli altri. In uno degli ultimi filmati si vede che la Principessa della Rosa a capo del club, che fino a quel punto pareva una bambola, è in realtà proprio Wendy.

    Wendy impose a Jen di sbarazzarsi di Brown.

    Insomma, il club è probabilmente un modo per scaricare le proprie colpe dalla coscenza e imputarle ai fantomatici "aristocratici".


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