Esthergarvi

Esthergarvi

SCARICARE COMETA SU 730

Posted on Author Kazilrajas Posted in Libri


    L'adesione a Cometa comporta vantaggi fiscali, contributi del datore di lavoro e costi contenuti. Sarà applicata un'aliquota del 12,5% sul 40% delle le somme (ossia quelle derivate I rendimenti indicati nei documenti di COMETA sono quindi già al netto di. Si rick48, sul Cud al punto 52 è indicato un importo di euro. essere riportato in deduzione nel quadro E28 colonna 2 del /?. Cometa oltre ad essere un Fondo ad adesione volontaria, è anche un fondo a contribuzione definita e a calcolo del Tfr. Versare di più significa accantonare somme maggiori sul proprio conto e lordo; non va dichiarato nel o ).

    Nome: cometa su 730
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
    Licenza:Solo per uso personale
    Dimensione del file: 21.35 MB

    Il fondo ha lo scopo di assicurare ai lavoratori una più elevata copertura pensionistica aggiuntiva a quella offerta dal sistema previdenziale obbligatorio. Aderendo a Cometa, il lavoratore conferisce al Fondo:. IL TFR trattamento di fine rapporto. Contributo individuale. Cometa ha costituito 4 diversi comparti in cui verranno versati i contributi: è possibile scegliere in funzione delle esigenze, della propensione al rischio e della necessità di copertura integrative di ogni aderente.

    Il fattore di rischio è dato dalla percentuale di azioni e obbligazioni presente in ogni comparto:.

    Indicare i versamenti effettuati a favore di un proprio familiare fiscalmente a carico , per la parte non dedotta. Un familiare è considerato a carico se non ha un reddito complessivo superiore a 2. Istruzioni per la compilazione - pdf.

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

    Chi deve compilare i righi del modello ? Se nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari hanno effettuato versamenti inferiori a 5. Un promemoria lo aggiungiamo noi al vostro calendario: non perdere il vantaggio della deducibilità fiscale della previdenza complementare! Perché pensarci adesso? Questo significa che nella dichiarazione dei redditi che verrà presentata nel , si potranno dedurre dai redditi solamente i contributi versati entro dicembre.

    La Deducibilità Beneficio fiscale in base al quale i contributi versati alle forme pensionistiche complementari si sottraggono dal reddito dichiarato ai fini IRPEF fino Come ottenere questo vantaggio aderendo alla previdenza complementare? Grazie ai versamenti nel fondo pensione che possono essere dedotti fino a 5. I contributi versati nel corso del , quindi, potranno essere portati in deduzione dal reddito dichiarato ai fini IRPEF nel Si tratta di un vantaggio importante che non va sprecato: per pagare meno tasse nel è possibile sfruttarlo versando i contributi fino a dicembre.

    Chi si iscrive oggi, domani, oppure ha già contribuito al proprio fondo pensione per un ammontare inferiore, ha quindi questa soglia a disposizione da portare in deduzione dal reddito. Nulla vieta, poi, di andare oltre questo limite, dal momento che il fine principale di un risparmio previdenziale è la pensione integrativa.

    Alice, giovane giornalista fotoreporter che è appena entrata nel mondo del lavoro, ha deciso di costruirsi una pensione di scorta iniziando con dei piccoli versamenti in linea con le sue disponibilità. Per Davide invece, impiegato 42enne, il risparmio fiscale è ancora maggiore: potendo contare su più risorse ha deciso di versare 1. Fabio con la sua attività di programmatore informatico dovrebbe pagare ben Infine Simona, infermiera specializzata con un reddito lordo di Questo le ha permesso di avere anche un grande risparmio fiscale ogni anno, ad esempio per il pagherà ben euro di tasse in meno.

    In tutti questi casi i versamenti al fondo pensione rientrano nel tetto annuale di deducibilità. Sono poi previsti due casi particolari in cui il tetto di 5. Storia di stelle cadenti e di meteore divenute astri polari.

    Mauro Miccolis: La tela del ragno: il secondo impero britannico. Guglielmo Forges Davanzati: La recessione tedesca e la fuga di giovani dal Mezzogiorno.

    Carlo Galli: Abbasso il gregge. Ecco chi è il neoministro Gualtieri. Il momento è ora. Sergio Cararo: I nani al governo. Alessandro Somma: La riduzione del numero dei parlamentari tra crisi di governo e antipolitica. Domenico Moro: Il modello tedesco non funziona neanche in Germania.

    Igor Giussani: Il nuovo capitalismo e il vero anticapitalismo.

    Andrea Zhok: La disonestà intellettuale del sen. Ennio Abate: Il plebeo-leninismo socialista? Manlio Dinucci: In Ucraina vivaio Nato di neonazisti. Marco Lang: Il peggior equivoco della storia repubblicana. Sergio Cararo: Il suicidio politico del M5S. Vox Populi: Da Alitalia per inquadrare il declino industriale italiano.

    Gilberto Trombetta: Germanizzazione. Gabriele Pastrello: A chi conviene far cadere il governo? Miguel Martinez: Il ritorno di Renzi. Giuseppe Masala: I candidi gigli della sinistra. Thomas Fazi: Tutte le fake news di Marattin sullo spread. Tremano i vertici di Bruxelles. Leonardo Mazzei: Verso il "governo Ursula"? Nuova Direzione: Comunicato sul governo gialloverde. Francesco Piccioni: Il capitalismo occidentale nel buco di Jackson.

    Mario Lettieri e Paolo Raimondi: Incredibile e pericoloso. Tre fondi indicizzati controllano tutte le US corporation. Pierluigi Fagan: Prevedere, pianificare, sviluppare, correggere e reiniziare da capo. Guido Viale: Il partito del Pil. Luscino: Il Parlamento Europeo e la falsificazione condivisa. Andrea Zhok: L'importanza della memoria selettiva.

    Francesco Cappello: Perché continuiamo a lasciarli fare? Leonardo Mazzei: Salvini: can che abbaia non morde. Mauro Pasquinelli: Porcate a 5 stelle. VoxPopuli: Una nuova fase della globalizzazione. Notav: La stessa cricca. Il caso della Francia.

    Leonardo Mazzei: Per favore, siamo seri. Fulvio Grimaldi: Il primo e fondamentale nodo. Pasquale Cicalese: Imitare la Cina, la chiave di volta: giocare sul salario sociale globale di classe. Mauro Casadio: Vennero per suonare e furono suonati.

    Andrea Zhok: Una breve analisi sulla crisi. Geraldina Colotti: Colombia. FARC, la rosa e il fucile. Piemme: I poteri forti ringraziano Enzo Acerenza: Nuove alleanze, nuovo governo, gli operai continuano a morire. Thomas Fazi: Blanchard smonta i liberisti sul Giappone. Centro studi e iniziative - redistribuire il lavoro. Economisti di classe. E' stata notevolmente migliorata e velocizzata la funzione "Ricerca", grazie alla completa indicizzazione di tutti i contenuti del sito.

    Cliccando sul pulsante " Search " in alto a destra si aprirà una pagina con tutti i parametri per eseguire la ricerca desiderata.

    In che modo? Le aziende ci guadagnano perché su quelle somme non pagano le tasse. Ma i lavoratori? PuntoCritico ha raccolto dati e testimonianze per provare a capire questo nuovo scenario e le conseguenze di questa trasformazione. Tanto che le organizzazioni di categoria degli imprenditori e il sindacato stanno utilizzando il grimaldello della contrattazione nazionale per finanziare fondi pensione e mutue integrative prelevando i soldi alla fonte, cioè direttamente dalle buste paga.

    Ma non è solo una questione economica.

    Clicca sulla foto per scaricare il libretto informativo

    Un sindacato che si sposta dalla rappresentanza e dalla contrattazione verso la gestione di pezzi di sanità, di previdenza, di ammortizzatori sociali, ma non solo.

    Oggi magari non ci pensi, ma quando andrai in pensione, saranno soldi in meno tutti i mesi. Oltre alle tasse non versate che rischiano di tradursi in tagli ai servizi: quindi togli risorse ai servizi pubblici per alimentare il welfare privato. Secondo il Rapporto Adapt La contrattazione collettiva in Italia nel periodo considerato gli istituti del welfare contrattuale erano oggetto di regolazione in diciotto rinnovi contrattuali. In diciassette casi si trattava di assistenza sanitaria e previdenziale integrativa.

    Il welfare aziendale dunque non rappresenta il grosso del business : sono la previdenza e, in misura minore, la sanità integrativa ad attirare la maggior parte delle somme prelevate dalle buste paga dei lavoratori attraverso i rinnovi contrattuali. Ed è per questo che non solo il sindacato, ma anche Confindustria premono per convogliare il flusso di denaro soprattutto in quella direzione.

    Una scelta dettata anche dal tentativo di arginare un fenomeno imbarazzante per la stessa associazione degli industriali.

    Adesione ai fondi pensione dal Corriere della Sera. Negli anni successivi nascono, per iniziativa di CGIL CISL UIL e delle associazioni di categoria delle imprese, i primi fondi pensione chiusi o negoziali, cioè di origine contrattuale e a cui è possibile aderire solo se si fa parte di categoria di lavoratori: ferrovieri, metalmeccanici, chimici, del commercio ecc.

    Tuttavia la previdenza integrativa in Italia non decolla, perché, tutto sommato, quella pubblica continua a garantire sicurezza e buone prestazioni. Mentre gli iscritti ai fondi negoziali nel erano circa 2,8 milioni su una platea potenziale di 12 COVIP, Aggiornamenti Statistici, dicembre Dunque se un lavoratore non vuole aderire a un fondo pensione non si potrebbe costringerlo.

    Di che si tratta? Di recente in alcuni rinnovi contrattuali è stata inserita una clausola per cui le aziende versano ai fondi pensione di categoria un contributo per ogni singolo lavoratore. Questo stratagemma, messo in atto per la prima volta dal fondo pensione degli edili, si è esteso a poco a poco altre categorie di lavoratori e ad altri fondi: Eurofer FS e ANAS , Priamo trasporto pubblico locale , Previambiente igiene ambientale.

    In termini di iscrizioni lo stratagemma ha funzionato. La COVIP inoltre ha prescritto le modifiche statutarie che i fondi pensione dovranno approvare per rendere pienamente valida questa pratica anche dal punto di vista formale. Una richiesta che porta alla luce un evidente conflitto di interesse: ai firmatari del contratto interessa garantire una pensione dignitosa ai lavoratori del settore o far affluire capitali al fondo pensione che amministrano?

    Ma è proprio vero? Perché è tutta da evitare. Dunque tutto bene? In altre parole i giovani, che dovrebbero essere i maggiori beneficiari dei fondi negoziali, sono quelli che beneficiano meno dei vantaggi fiscali. I dati sui rendimenti poi vanno analizzati sempre nel lungo periodo. Negli ultimi anni, complici la crisi economica e la politica della Banca Centrale Europea, il famoso quantitative easing di Draghi, i tassi di interesse reali sono stati praticamente pari a zero.

    Quando si parla di rendimenti dei fondi pensione si parla sempre di valori medi, calcolati tra i diversi fondi e tra le diverse opzioni offerte da essi. Infine è da osservare che le pensioni pubbliche, a differenza di quelle private, sono garantite dallo Stato.

    Nel caso della previdenza integrativa invece gli iscritti non hanno alcuna garanzia che i loro investimenti e dunque le loro pensioni future non siano azzerati da una crisi finanziaria. Cosa ci dicono i dati nella tabella? Vediamo di spiegare voce per voce le singole colonne.

    Previdenza complementare: deducibilità fiscale

    Prendiamo il dato relativo al Ce lo dice la colonna successiva: miliardi e milioni. In Germania ad esempio non ci sono trattenute fiscali sulle pensioni e in Francia si applicano aliquote più basse rispetto a quelle dei lavoratori attivi.

    Dunque quando ci dicono che Germania e Francia sono esempi virtuosi potremmo ribattere che i loro conti sono in ordine anche perché lo Stato si accolla una parte della spesa previdenziale, riducendo le tasse ai pensionati o addirittura esentandoli del tutto. Quali saranno le conseguenze del passaggio dal retributivo al contributivo per i giovani in nome dei quali sono state fatte tutte le ultime riforme delle pensioni?

    Una delle risposte possibili si cela in un termine diventato ormai ricorrente nel linguaggio sindacale: bilateralità. In molti Enti Bilaterali non viene erogata alcuna prestazione in quanto i contributi incassati sono irrilevanti ed utilizzati quasi esclusivamente per remunerare gli. Lo studio della FILCAMS cita dati tratti dal settore del Commercio e Turismo, dove nel operavano 20 enti bilaterali nazionali quasi provinciali, oltre a fondi pensione e mutue integrative. Ma si tratta di una consuetudine estesa ormai a quasi tutto il mondo del lavoro, che vede la creazione di sempre nuovi enti e organismi, talvolta frutto di una straordinaria inventiva.

    Da questo punto di vista ricostruire i flussi di finanziamento e di autofinanziamento del sindacato è utile per collocare questa evoluzione in un contesto concreto con parametri misurabili. Per quanto riguarda la proiezione futura poi, come osservava alla fine del il Corriere della Sera, la CGIL nel aveva 21mila iscritti al di sotto dei 31 anni sui circa mila in questa fascia di età e mila sopra i E comunque vedranno le trattenute mensili sulle pensioni euro la media nel soppiantate da contributi sindacali modesti e discontinui.

    Come spiega Feltrin, anche a livello internazionale,. Composizione delle entrate del sindacato. I risultati di questa evoluzione si riflettono nella tabella precedente, da cui emerge che gli introiti sindacali relativi ai servizi si stanno rapidamente avvicinando a eguagliare quelli derivanti dal tesseramento. Come sempre i numeri fotografano il passaggio dal sindacato della rappresentanza al sindacato dei servizi meglio di tante disquisizioni.

    A causa dei tagli alla spesa pubblica infatti le entrate dei CAF e dei patronati, che in gran parte provengono dallo Stato, hanno già cominciato a subire dei tagli il contributo pubblico ai CAF per i ad esempio è già stato ridotto ed è pensabile che questo trend venga confermato nei prossimi anni. Inoltre i CAF sindacali sono perlopiù, incredibilmente, in passivo.

    Un sindacato che non solo fornisce servizi legali e fiscali, ma che ambisce a gestire quote crescenti di salario, previdenza e assistenza sanitaria complementari e, in prospettiva, anche ammortizzatori sociali integrativi, formazione professionale, attività ricreative e magari un giorno anche servizi commerciali per gli iscritti. Name required. E-mail required, but will not display.

    Notify me of follow-up comments. La società perdona spesso il criminale; non perdona mai il sognatore. Qui per scaricare il testo in formato PDF. Qui per acquistare il testo in formato cartaceo. Qui una presentazione del libro. Qui puoi acquistare il libro on line.

    Qui una presentazione del libro, dove trovarlo e come ordinarlo. Qui una scheda del libro. Qui una recensione di C. Qui una presentazione del volume a cura di Geraldina Colotti. Qui una recensione di Davide Lifodi. Dalla seconda di copertina: "E' ancora possibile parlare di socialismo oggi? Carlo Formenti, già autore di La variante populista, si interroga sul destino della politica attuale.

    Per certi versi, il sogno socialista è ormai tramontato Qui la prefazione del libro.


    Nuovi post