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DEFIBRILLATORE JOULE SCARICA

Posted on Author Shataur Posted in Multimedia


    Contents
  1. DEFIBRILLATORE DAE SEMIAUTOMATICO PHILIPS HS1 completo con borsa
  2. Come usare il defibrillatore dae?
  3. Defibrillatore DAE LIFEPAK CR® Plus
  4. Generalità

Il defibrillatore manuale è un dispositivo in grado di effettuare la defibrillazione delle pareti Si applica una scarica da joule, con scariche successive da a joule: dopo una terza scarica vengono utilizzati anche mezzi di supporto e. Sei in: Home / Il defibrillatore automatico esterno (DAE) ( joule) che è meno dannosa per il miocardico rispetto a una normale scarica monofasica. Il defibrillatore è un dispositivo salvavita che rileva anomalie nella frequenza cardiaca ed eroga una scarica elettrica per ripristinare il battito del cuore. più energia a Joule più bassi, riducendo i danni miocardici e cerebrali. Di solito più è alta l'energia (il massimo è di Joule) più è efficace la scarica di defibrillazione, anche se ciò che rende efficace una.

Nome: defibrillatore joule
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
Licenza:Solo per uso personale
Dimensione del file: 56.70 MB

I DAE comunemente utilizzati, a cui il presente manuale fa riferimento, sono ad onda monofasica. Per questa ragione, nel caso di alimentazione a rete, un trasformatore raddrizzatore provvede a ridurre il voltaggio ed a raddrizzare la corrente portandola da VHz a volt in continua. All'interno del defibrillatore possiamo distinguere 2 tipi di circuito:1 circuito a bassa tensione V : quello che interessa tutti i controlli pulsanti, regolatori ecc.

Di solito la resistenza interna assorbe questa energia in seguito a comando manuale da parte dell'operatore oppure automaticamente, trascorso un certo tempo dal completamento della carica, se l'operatore non ha provveduto ad erogare l'energia al paziente.

In questo brevissimo periodo circa 4 msec , viene escluso il circuito a bassa tensione. Altri fattori che la possono influenzare sono: lo stato metabolico e patologico del miocardio, la temperatura corporea, la presenza in circolo di farmaci. Per convenzione si consiglia che il primo shock sia di J.

All'interno del defibrillatore possiamo distinguere 2 tipi di circuito:1 circuito a bassa tensione V : quello che interessa tutti i controlli pulsanti, regolatori ecc. Di solito la resistenza interna assorbe questa energia in seguito a comando manuale da parte dell'operatore oppure automaticamente, trascorso un certo tempo dal completamento della carica, se l'operatore non ha provveduto ad erogare l'energia al paziente. In questo brevissimo periodo circa 4 msec , viene escluso il circuito a bassa tensione.

Altri fattori che la possono influenzare sono: lo stato metabolico e patologico del miocardio, la temperatura corporea, la presenza in circolo di farmaci. Per convenzione si consiglia che il primo shock sia di J.

DEFIBRILLATORE DAE SEMIAUTOMATICO PHILIPS HS1 completo con borsa

Se i primi due shock non raggiungono l'obiettivo della defibrillazione, si deve somministrare immediatamente un terzo di J. Una CPR effettuata in attesa del defibrillatore sembra prolungare la FV e contribuire a preservare cuore e funzioni cerebrali.

La TV ha comunque spesso una vita breve, e si converte rapidamente in FV, situazione in cui l'unica speranza di una rianimazione con esito positivo risiede nella rapida defibrillazione. Il ritorno ad un ritmo efficace richiede la defibrillazione e una terapia cardiologica avanzata, che devono essere impartite entro pochi minuti dall'evento iniziale.

Come usare il defibrillatore dae?

Questa stimolante prospettiva giustifica l'aggiunta di queste nozioni al curriculum addestrativo dell'I. Energia, corrente e voltaggio Alcuni cenni di terminologia elettrica di base aiutano a comprendere la defibrillazione.

Una defibrillazione induce il passaggio di un grande flusso di elettroni attraverso il cuore in un breve periodo. Esiste sempre una resistenza al flusso di elettroni, chiamata impedenza e misurata in ohm.

Defibrillatore DAE LIFEPAK CR® Plus

In breve, si ha un flusso di elettroni con una certa pressione per un certo periodo di tempo di solito millisecondi attraverso una sostanza che possiede resistenza. Una serie di formule definiscono queste relazioni.

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Impedenza transtoracica La defibrillazione viene ottenuta con il passaggio di una sufficiente corrente elettrica ampere attraverso il cuore per un breve periodo di tempo.

Molti fattori determinano l'impedenza transtoracica.

Tra essi vi sono l'energia selezionata, la grandezza degli elettrodi, il materiale di interfaccia elettrodi-cute, il numero e l'intervallo di tempo di precedenti shock, la fase di ventilazione, la distanza tra gli elettrodi dimensioni del torace e la pressione di contatto elettrodo-cute.

L'operatore non deve attendersi un improvviso "salto" del paziente ad ogni tentativo di defibrillazione. Per ridurre l'impedenza, l'operatore deve sempre premere saldamente gli elettrodi a manopola, ed usare un gel o una crema a contenuto salino o altro materiale conduttore tra le manopole e il petto. Tuttavia nei bambini si ha un'impedenza toracica elevata quando si usano le placche pediatriche.

Quindi, non appena le placche da adulto si dimostrano adatte al torace del bambino, bisogna preferirle a quelle pediatriche. Tale passaggio si verifica, in linea di massima, a 10 Kg il peso medio di un bambino di 1 anno. Gli elettrodi dovrebbero essere posti in modo da rendere massimo il flusso di corrente attraverso il miocardio.

Se si usano elettrodi a manopola, questi devono essere premuti saldamente alla parete toracica. Diversamente, la corrente potrebbe fluire preferenzialmente lungo la parete toracica, "mancando" il cuore, o provocare un arco elettrico nell'aria, tra gli elettrodi, ponendo a rischio i presenti e l'operatore.

Nei pazienti con P.

Generalità

L'impedenza transtoracica gioca un ruolo importante. In merito all'energia erogata, il LP , come d'altra parte i DAE piu' costosi, permette di erogare un numero di J liberamente programmabile per ognuna delle 3 scariche.

Nel dettaglio, puoi settare un range di energie da J a J con intervalli di 25J. In tutti i casi la decisione di quanta energia erogare, se sempre uguale o crescente e quanta, dipende solo e soltanto dalla CO di competenza.

La macchina fa cio' che viene deciso dall'uomo quasi sempre. Ciao Ippocrate , Tutti i DAE erogano uno shock solo in caso di FV e TV senza polso e questo indipendentemente dalla loro capacita' di erogare X Joule, ovvero il numero di J erogati non e' direttamente proporzionale al "range di aritmie" trattabili.

Ciao Ti ringrazio per le delucidazioni. Tuttavia l'energia ottimale per la forma d'onda di defibrillazione bifasica nella prima scarica non è stata determinata. È probabile che nessuna caratteristica specifica di forma d'onda monofasica o bifasica sia coerentemente associata a un'incidenza superiore di ROSC o sopravvivenza alla dimissione ospedaliera dopo l'arresto cardiaco. In assenza di defibrillatori bifasici, è accettabile ricorrere a quelli monofasici.

Le configurazioni della scarica con forma d'onda bifasica differiscono fra i vari produttori e nessuna delle configurazioni è stata confrontata direttamente con altre nell'uomo in termini di efficacia relativa. A causa di queste differenze nella configurazione della forma d'onda, gli operatori devono utilizzare la dose di energia consigliata dal produttore J per la forma d'onda corrispondente.

Se non si conosce la dose consigliata dal produttore, considerare una defibrillazione alla dose massima. Da cui deduco che i bifasici sono da preferire ai monofasici e la motivazione che so è quella data da cippirimerlo


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