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    Io, francese, sono stato fatto prigioniero dai tedeschi nel giugno per essere arruolato nella Wehrmacht nel e fatto prigioniero dai russi nel Vedete signore, abbiamo un senso della storia molto particolare.

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    Manstein espose le sue idee in un memorandum che Rundstedt, approvando, rimise al Comando supremo il 4 dicembre H che cadono nelle mani degli Alleati. Il führer è furibondo e il piano di Manstein assume nuovo valore. Lo spostamento del punto di gravità a sud nella regione delle Ardenne ebbe un devastante effetto psicologico. Se il Piano Schlieffen era un colpo di falce con obiettivo Parigi, il Piano Manstein era un colpo di falce che portava alla Manica, circondando il fior fiore delle armate francesi.

    Ufficiale di stato maggiore nel , nel settembre è addetto al Truppenamt, che clandestinamente sostituiva lo stato maggiore generale abolito dal Trattato di Versailles. Nel partecipa alla rapida liquidazione della Polonia come capo di stato maggiore del generale von Rundstedt. La vita lo ferirà con la morte del figlio Gero sul fronte russo.

    Feldmaresciallo dopo la conquista di Sebastopoli nel luglio si dimise da ogni incarico, per contrasti con Hitler, ritirandosi a vita privata. Occorre riportare il piano germanico datato 24 febbraio col n. Lo sforzo principale di questa offensiva eseguita attraverso il Lussemburgo e il Belgio sarà spinto a Sud della linea Liegi-Charleroi. Le forze ingaggiate a Nord di questa linea sfonderanno le fortificazioni della frontiera belga.

    Proseguiranno la loro avanzata in direzione Ovest e pareranno tutte le minacce dirette esercitate sul bacino della Ruhr dal Nord-Ovest del Belgio e fisseranno il maggior numero possibile di truppe franco-britanniche. Le forze ingaggiate a Sud della linea Liegi-Charleroi forzeranno il passaggio della Mosa tra Dinant e Sedan queste due località incluse e si apriranno la strada attraverso le fortificazioni della frontiera francese del Nord in direzione della bassa Somme.

    La ripartizione delle forze è indicata negli allegati. Spezzerà con un attacco rapido e violento le difese della frontiera belga e rigetterà il nemico aldilà della linea Anversa- Namur. Simultaneamente la provincia di Groninga sarà occupata da forze poco importanti, utilizzando dei treni blindati.

    Si sforzerà di raggiungere con la sorpresa la strada sulla diga del lago di Ijssel. La sesta armata, partendo dalla linea Venlo-Aix-la-Chapelle queste due località incluse supererà rapidamente la Mosa e sfonderà nel minor tempo le fortificazioni della frontiera belga. Continuerà il suo movimento a Nord della linea Liegi-Namur in direzione generale Ovest. Marcerà poi per Beaumont e Chimay in direzione Ovest. Si allerteranno le unità al più tardi possibile. La ritrasmissione scritta del testo integrale è interdetta.

    Sono solo autorizzati brevi estratti per un numero strettamente limitato di destinatari. Tutti illustrano in quale modo porteranno a termine la missione affidata, Guderian afferma con sicurezza, che superata la frontiera col Lussemburgo, avanzerà verso Sedan su tre colonne.

    Nelle sue memorie annoterà che nel piano credevano solo Hitler, Manstein e lui. Nel settore di Sedan, di conseguenza, lo schieramento era più debole. Si diede grande importanza al fattore sorpresa e alla velocità di esecuzione e la preparazione fu accurata anche per il tempo disponibile.

    Tutto taceva, la Francia intera tratteneva il respiro in attesa della prevista offensiva aerea che avrebbe dovuto spianare le città, e intanto lontano si consumava il dramma della tradita Polonia.

    Per la ricostruzione della Polonia? La Polonia del trattato di Versailles non resusciterà mai. Gli Alleati respinsero ogni trattativa. Una delle previsioni di de Gaulle si era avverata. È vero il contrario. Quindi il difensore che tenderà alla resistenza sul posto con elementi tradizionali è votato al disastro. Per spezzare una forza meccanizzata solo la forza meccanizzata possiede una efficacia certa.

    Non si tratta di subire la guerra ma di guadagnarsela. Daladier in un discorso alla Camera del 22 dicembre era stato più ottimista sostenendo che nel dicembre la Francia aveva perso Churchill non era da meno. Nel gennaio a una cena in casa Reynaud, de Gaulle incontra Léon Blum. La questione risposi è di sapere se a primavera i tedeschi attaccheranno ad occidente per prendere Parigi o ad oriente per raggiungere Mosca.

    Lo pensate disse Léon Blum sorpreso. I tedeschi attaccare verso oriente? Attaccare ad occidente? Ma che potrebbero fare contro la linea Maginot?

    Nessuna di queste due spiegazioni aveva il benché minimo fondamento. In sintonia era la Revue des Deux Mondes, autorevole pubblicazione quindicinale, espressione della borghesia benpensante, che spaziava dalla letteratura, alla storia, alla scienza, agli spettacoli, alla musica, alla pittura, agli avvenimenti politici con particolare attenzione alla vicina Germania.

    Quanto al patto russo-tedesco non avrebbe portato un solo soldato in più sul nostro fronte anche per la necessità di presidiare il territorio polacco. Più imprudente, alla luce dei fatti futuri, era nello stesso mese di ottobre Serrigny, il quale sosteneva la decrepitezza del sistema viario e ferroviario della Germania, con strade trascurate, autostrade ancora inesistenti, ferrovie inefficienti.

    Bidou, di diverso avviso, era certo che i difensori di una linea fortificata potevano attendere con sangue freddo un tentativo di sfondamento senza riflettere su quello che sarebbe stato il comportamento dei difensori privi di una linea fortificata.

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    Albert Rivaud, nello stesso mese, si abbandonava a un lirico ottimismo. Nel febbraio successivo comincia a vaticinare. La Germania non avrebbe a primavera interesse ad intraprendere operazioni militari, che accrescerebbero i suoi nemici. Nel secondo numero dello stesso mese spiegava che i combattimenti al confine franco-tedesco non erano ancora iniziati per le perplessità dei comandi di una decisione della guerra sui campi di battaglia. Prima della guerra i tedeschi schieravano 4.

    In Francia le condizioni erano diverse. La caccia e la D. Il paese poteva stare tranquillo, protetto dalla Maginot. Con queste valutazioni si andava alla guerra contro le divisioni corazzate. Intanto Gamelin non riposa. Intanto il morale dei poilus, in ozio da mesi, va deteriorandosi. Sono in molti a pensare che la guerra finirà con una soluzione diplomatica. Alan Brooke e Spears osservano la lassitudine degli uomini, il disordine delle loro divise.

    Siamo lontani dalle attente cure che Pétain, visitando continuamente i reparti in prima linea nel corso della Grande Guerra, dedicava ai soldati. La propaganda tedesca ha successo, sostiene che la guerra non è stata voluta e dichiarata dalla Germania, che i Tedeschi non sparano, calca sulla mancanza di truppe britanniche, segnala con precisione i movimenti che avvengono nelle retrovie e, quando la terza DIM arriva al fronte, effettua trasmissioni in arabo.

    Vale la pena di anticipare le successive esternazioni degli strateghi da tavolino che nel tempo perdono tutte le loro certezze. Henry Bidou50 critica violentemente la scelta del teatro scandinavo, di un teatro lontano chilometri senza avere la supremazia sui mari.

    La lotta in Norvegia sarà lunga e non avrà termine che con la guerra. Arriva la fine. Ce jour viendrà! Terminano con questo numero la pubblicazione della rivista e le fatiche letterarie del generale. Nel febbraio Gamelin esponeva per iscritto a Daladier, presidente del consiglio e ministro della Difesa, le sue opinioni sulla situazione del Non accennava a gravi debolezze qualitative o quantitative nel caso di un prossimo attacco, valutava in 40 le divisioni costitute dai Tedeschi dopo il settembre , per un totale di divisioni.

    Per la caccia vi era addirittura una leggera superiorità degli Alleati 1,6 contro 1,4; mentre al contrario per i primi la superiorità a favore dei tedeschi era di 1 a 5, e per la caccia di 1,4 a 1,6, esattamente il contrario. In pratica tutti gli alti comandi, confondendo i sogni con la realtà, erano sicuri di essere in grado di bloccare la preventivata offensiva. Non era da meno il Deuxième Bureau dai cui rapporti si ricavava la certezza che la popolazione tedesca aveva il morale bassissimo, che le operazioni belliche in Polonia si erano svolte con estrema lentezza, che materie prime e viveri erano insufficienti.

    Con il passare del tempo inizia a covare un sottile malessere. Il 19 marzo il deputato Louis Marin deposita una mozione chiedendo una maggiore energia nella conduzione delle operazioni.

    Daladier è tra due fuochi. Il governo cade, il presidente della Repubblica nomina il 21 marzo Paul Reynaud. Il nuovo gabinetto è frutto di un dosaggio politico che porta alla convivenza di uomini favorevoli alla guerra e altri che desideravano una pace di compromesso. I ministri sono 21, tra cui Daladier alla Difesa; i sottosegretari Il governo che si presenta davanti a voi non ha che una ragione di essere: suscitare, raccogliere, dirigere tutte le energie francesi per combattere e vincere; sconfiggere il tradimento da qualunque parte venga.

    Non conoscerà mai la risposta perché morirà in un incidente automobilistico. I bombardamenti iniziano il primo dicembre con 40 morti e feriti a Helsinki. Alla notizia una grande commozione pervase i politici, i militari e gli esperti militari alleati, che, animati da un improvviso furore guerriero, volevano portare guerra alla Russia.

    Stranamente gli uomini che non avevano voluto morire per Vienna, Praga e Danzica, erano pronti a morire per Helsinki. I militari andavano giù pesante. Gli intellettuali non erano da meno. Hitler, ben valutando la situazione, esclude categoricamente che gli anglofrancesi potessero aprire un secondo fronte nei Balcani. Torna ad onore di Gamelin, insieme ai generali inglesi, di essere, fortunatamente per la causa delle potenze occidentali, contrario a questa avventura.

    Ma una nuova armata proveniente dalla Mongolia scende in campo ed i Russi avanzano lentamente ma inesorabilmente. A marzo la guerra era finita.

    Va ad onore della Finlandia di non essersi piegata, come era avvenuto per la Polonia e come avverrà per la Grecia, alla prepotenza di un paese più forte. E, alle preoccupazioni del Times che ipotizzava una conseguente alleanza russo-tedesca, si domandava se di fatto non esistesse già.

    Abbordata nel fiordo di Jössing furono liberati marinai inglesi. Troppo tardi, il nove aprile la Danimarca è occupata in sole sei ore. La sorpresa è, come sempre, alla base di tutto. La Direttiva precisa che si tratta di una reazione militare a una provocazione che andava sviluppandosi.

    Di questo discorso riportato da Liddell Hart, lo statista non fa cenno nella sua Storia della seconda guerra mondiale. Simbolo di questa filosofia fu il generale Mackesy, comandante delle truppe inglesi a Narvik che, più volte invitato ad attaccare, rispose che avrebbe atteso lo scioglimento delle nevi, ossia una quindicina di giorni.

    Le forze tedesche di prima schiera erano esigue: due incrociatore da battaglia, una corazzata tascabile, sette incrociatori, 14 cacciatorpediniere, 28 sommergibili, unità ausiliarie e I Tedeschi invece nel crearono il primo reggimento parà e nel la prima divisione aeroportata.

    Dopo una serie di scontri, nei quali i tedeschi ebbero sempre la meglio, il 7 giugno gli Alleati abbandonarono ingloriosamente il paese, preceduti dal Re e dai membri del governo. La propaganda tedesca definiva Churchill Lügenlord, ossia Signore della menzogna, ma spesso diceva la verità. Le perdite patite dalla Kriegsmarine furono ingenti: gravemente danneggiati gli incrociatori da battaglia Scharnhorst, Gneisenau e la corazzata tascabile Lützow, 3 incrociatori su 8 e 10 cacciatorpediniere su 20 furono affondati.

    In realtà i tanto paventati bombardamenti che avrebbero dovuto aprire in modo devastante con uso di gas mortali la seconda guerra mondiale non avvennero, e dovranno passare tre anni prima che gli Angloamericani diano inizio ai bombardamenti strategici, eufemistica definizione dei bombardamenti terroristici. Tra le tante vulgate che a lungo fiorirono nel dopoguerra vi fu il bombardamento terroristico di Rotterdam che avrebbe causato da A conti fatti i morti furono Notizie di questo genere, fortificate dai documentari dei bombardamenti di Varsavia, non facevano che aumentare il panico in Francia per gli attacchi aerei.

    Intanto siamo arrivati al decisivo maggio Per i reparti a piedi avanzanti nel terreno argilloso, in caso di pioggia si moltiplicavano le difficoltà, mentre per i mezzi motorizzati e i cavalli il fango rendeva addirittura impossibile il movimento. Le stesse difficoltà si presentavano per la partecipazione ai combattimenti in collaborazione con le forze terrestri.

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    È impenetrabile se non si fanno speciali sistemazioni. Per conseguenza noi consideriamo quella come una zona di ostruzioni, […] Vi installeremo dei blockhaus.

    Circa un terzo è coperto da boschi quasi impenetrabili; il resto è costituito da terreno ondulato in misura incostante. Queste osservazioni non tenevano conto della formidabile mobilità tattica delle truppe germaniche che avevano preventivamente formato grossi depositi di carburante presso la frontiera e che ne facevano trasportare la maggior parte ai reparti attaccanti, pur costretti a muoversi su sole quattro strade.

    Intanto le Ardenne stavano per essere violate da tre Panzerkorps. Districandosi tra numerose difficoltà avanzavano sul Plateau des Tailles e nella zona di Arlon. Sono di fronte 90 divisioni di fanteria, 3 corazzate, 3 blindate, 5 meccanizzate francesi; 10 divisioni di fanteria, una brigata corazzata, 5 reggimenti di carri leggeri e 27 battaglioni carri non indivisionati britannici; 18 divisioni di fanteria belghe, 8 olandesi e una polacca contro divisioni di fanteria, 10 corazzate, 4 motorizzate tedesche.

    I carri armati tedeschi erano 2. I francesi ne schieravano 1. Va sempre ricordato che i dati relativi alle forze messe in campo e agli armamenti variano da fonte a fonte, a volte in modo che lascia perplessi. Tuttavia penso che forse marzo sarebbe più probabile. Agendo nelle retrovie conquistarono gli aeroporti, occuparono i ponti e seminarono disordine e confusione.

    Creatore e organizzatore della nuova specialità dei paracadutisti fu il generale prussiano Kurt Student, pilota, comandante di squadriglia nella Grande Guerra, negli anni Trenta direttore delle scuole di addestramento tecnico al volo, nel comandante della 7a divisione aerea in fase di costituzione. Perderà un figlio pilota nel secondo conflitto mondiale. Subito emerge che il Gran Quartiere generale francese non riesce a dirigere le operazioni. Tra il 16 e il 25 giugno ha dovuto traslocare due volte, con comunicazioni difettose che non permettono di ricevere e trasmettere istruzioni, in un clima di confusione generalizzata.

    A Billotte il 12 maggio in una conferenza tenuta a Casteau alla presenza di Daladier, dei generali Georges, Champon, Van Overstraeten, Pownal e del re del Belgio gli era stato conferito il comando delle forze alleate sul teatro belga. Tuttavia il governo belga, nella patetica necessità di mostrare la sua strettissima neutralità, si era tenuto equidistante tra i due vicini tedesco e francese.

    I comandanti alleati e belgi non si erano mai incontrati, non erano state organizzate manovre in comune, non erano stati stabiliti i rispettivi settori di fronte. Da tutte le memorie dei capi militari alleati la figura di Van Overstraeten non ne esce bene. Quando il comando di una D. La posizione era fortissima, ritenuta inattaccabile senza perdite pesanti. Costruito nel , era difeso da uomini, con 16 cannoni da 75 e due da mm, numerose mitragliatrici anche antiaeree, cannoni anticarro e mortai, ma non aveva cannoni antiaerei.

    Tre erano i ponti che lo superavano, Canne, Vroenhofen e Veldwezelt, tutti con una guarnigione dotata di un cannone anticarro da 47 mm, una mitragliatrice e un fucile mitragliatore sotto cemento, tutti supportati da una compagnia di fanteria.

    La possibilità di prenderlo era conseguente alla neutralizzazione del volume di fuoco di Eben-Emaël. La 7 a divisione di fanteria era schierata su una lunghezza, ritenuta eccessiva, di 18 km. La carica cava di 50 kg, che poteva bucare un blindaggio di mm, era composta da due parti di 25 kg ciascuna contenuta in una forma metallica conica. Per sei mesi i para tedeschi furono segregati. Le cariche furono provate contro fortificazioni ceche e polacche.

    Nove alianti al comando del capitano Koch avrebbero attaccato il ponte di Vroenhofen; dieci alianti ciascuno i ponti di Canne e di Veldwezelt. Il tenente Witzig avrebbe attaccato direttamente il forte con 11 mezzi. Gli alianti, pilotati dai migliori piloti disponibili, trasportavano 10 ufficiali e sottufficiali e soldati. Gli attaccanti del forte avevano 2 tonnellate e mezzo di esplosivo. La sorpresa, tattica e tecnica, era alla base di tutto. Solo il ponte di Canne salta in aria, gli altri sono occupati.

    Alla sera del 10 maggio la 4 a divisione Panzer li attraversa. Dopo aver lanciato i paracadutisti, gli aerei sganciano nelle retrovie manichini in divisa, aumentando la sorpresa e la confusione. In 10 minuti i cannoni da 75 e i sono messi fuori combattimento, le cupole distrutte, il forte è cieco e muto.

    La capacità di Wenzel di assumere il comando resta un esempio del germanico Auftragstaktik. Ci si trova di fronte a un capolavoro di arte militare. Questa vittoria tattica permette al comando tedesco di utilizzare due ponti sul canale Alberto e di mettere fuori combattimento un potente forte. Se i due obiettivi non fossero stati raggiunti, le forze anglofrancesi avrebbero raggiunto la piazza di Liegi e non sarebbe stata possibile la sorpresa delle Ardenne.

    Il 27 maggio i Belgi ne ebbero abbastanza e si arresero, previa la rituale distruzione delle bandiere, con il giovane re Leopoldo III in testa, seguito da Sicuramente il padre di Leopoldo e i caduti nella Grande Guerra si saranno rivoltati nella tomba. Le nostre concezioni politiche non ammettevano che una guerra imposta, quindi difensiva.

    Il 20 maggio Gamelin, che nel panico generale resta un esempio di aplomb, anche se sorge il dubbio che degli accadimenti non avesse capito niente, viene silurato con i ringraziamenti del governo e del paese per la sua opera. Era un classico prodotto della società militare francese. Uomo di intelligenza raffinata, freddo, colto, tranquillo, incrollabile nei suoi convincimenti, valutazioni e certezze, poteva vantarsi di essere stato il più giovane comandante di divisione nella Grande Guerra.

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    Era circondato da ufficiali del suo temperamento e curava molto i rapporti con i politici, in particolare con Daladier, di cui era diventato il pupillo. Tra i due non vi era una grande affinità di idee.

    Il primo sosteneva una minaccia per la Francia mentre Georges ne sminuiva la pericolosità. Anche sullo strumento militare italiano i pareri erano diversi. Gamelin, amico di Badoglio, lo stimava di scarsa pericolosità, Georges ne parlava come di un esercito formidabile. Su Gamelin i giudizi si sprecano. I principi che lo caratterizzano sono espressi nel preambolo alla sua Istruzione n. Joffre non avrebbe esitato a silurare Georges, ma nella seconda guerra mondiale questa pratica era sconosciuta.

    Fu per lui una sorpresa, la lettera di Reynaud che lo sollevava dalle sue funzioni. In una Silhouettes contemporaines della Revue des deux mondes del luglio il giornalista Fidus ne tratteggia il ritratto. Weygand, parlando in terza persona scrive di essere arrivato il 25 luglio, di aver preso la direzione dello stato maggiore polacco il 27, di aver compilato il sei agosto il piano di battaglia, e, dopo la capitolazione russa, di essere ripartito il 25 agosto, tra grandi festeggiamenti popolari, il tutto in uno stile che ricorda Cesare.

    Nel novembre torna in patria, narrando di avere lasciato alle spalle un paese pacificato. Fece a tutti una eccellente impressione. Il generale confessa di non sapere perché sia stato richiamato, è ricevuto da Reynaud, presente il silenzioso Pétain.

    Il primo, messolo a parte della gravità della situazione, lo invia al quartiere generale. Trova naturale di essere rimpiazzato e dichiara di non avere recriminazioni, solo lamentando che Reynaud sia sempre stato mal disposto nei suoi riguardi. Reynaud nella notte tra il 5 e il 6 maggio rimaneggia il governo, assume il portafogli della Difesa con Daladier agli Esteri, nomina Mandel, uomo forte che aveva sostenuto Clemenceau nel soffocamento del disfattismo degli anni , ministro degli Interni.

    De Gaulle, facente funzione di generale di brigata, è nominato sottosegretario alla Guerra e il venerando Pétain vicepresidente del consiglio. Richiamato dalla Spagna, arriva a Parigi il 16 maggio. Ora sarà al mio fianco. Viene accolto con grande deferenza e nel Consiglio dei ministri siede alla destra del Presidente della Repubblica. Weygand non ha il tempo di effettuare aggiustamenti e si limita a nominare capo di gabinetto un suo fedelissimo, il colonnello Bourget, già capo di stato maggiore a Beirut.

    Tornato a Parigi, esaminata la situazione, Pétain conferma Georges nel suo incarico. Il giorno seguente alle ore nove torna al quartiere generale per prendere le consegne. Con i Tedeschi alle calcagna la cosa era piuttosto difficile. Ma anche Pétain non tarda a rendersi conto della rotta che va profilandosi.

    Simbolo della sconfitta un ignoto, malandato soldato lo avvicina e gli chiede che cosa deve fare di un deposito di La cosa, in effetti, non era sfuggita a nessuno…. Al Comitato di guerra del giorno 25 Weygand dichiara che la Francia è entrata in guerra senza possedere i materiali e la dottrina necessari. Qualunque idea di tappare le falle e accerchiare gli invasori è insensata.

    Il criterio da seguirsi, invece, è quello di martellare sulle falle. Che cosa possono fare i tedeschi quando entrano in un paese? I centri abitati devono essere muniti di fucilieri e gli equipaggi dei carri armati presi di mira appena tentassero una sortita dai loro veicoli. Quando non riuscissero ad ottenere né cibo né bevande, né carburanti, non potrebbero che ripartire in mezzo a una grande confusione.

    Sembra quasi che il primo ministro volesse, come per un antico castello, prendere i carri con la fame. Il convincimento che le Ardenne, ostacolo imponente, fossero impraticabili per le forze corazzate era unanime. Inoltre per una eventuale operazione di passaggio della Mosa, preceduta dal necessario schieramento delle artigliere, era calcolato un periodo da otto a nove giorni, tempo sufficiente per disporre le contromisure.

    È a Sedan che la Francia gioca il suo destino. Il 12 tre panzerdivisionen arrivano alla Mosa, il 13 la superano, il 14 e il 15 sfondano il fronte, il 17 dilagano verso ovest. La disomogenea qualità delle unità francesi contribuisce al disastro.

    Va aggiunto che le fortificazioni non erano state completate, con trincee e camminamenti appena abbozzati e linee telefoniche non interrate. Se le truppe francesi che le presidiavano fossero state dotate di cannoni anticarro ne avremmo certamente risentito le conseguenze poiché la maggior parte dei nostri carri era costituita da vecchi Mark I, estremamente vulnerabili! Alle 3 del mattino arrivano al quartiere generale di Georges, lo Château des Bondons. Georges si alza a salutare Doumenc.

    È terribilmente pallido: il nostro fronte è stato affondato a Sedan. Ci sono state defezioni. Cade sulla sedia, singhiozzando. Doumenc si sforza di rincuorarlo: Mio generale è la guerra e nella guerra vi sono sempre degli sbandamenti!

    Quando un capo comincia a dire: A che cosa serve? Figlio di un ufficiale, nacque nel a Kulm, ora polacca, e visse a Colmar, francese dopo la prima guerra mondiale. Stranamente per un giovane ambizioso scelse, come primo incarico, di servire in un battaglione di fanteria leggera, subito interessandosi alle comunicazioni. Nel , a 25 anni, venne selezionato per la Scuola di guerra, ufficiale più giovane tra Alla fine della campagna di Polonia le divisioni leggere furono trasformate in divisioni panzer.

    Ha ai suoi ordini 3 divisioni corazzate, ciascuna su 4 battaglioni corazzati e 4 divisioni motomeccanizzate, oltre al reggimento motorizzato Grossdeutschland su 4 battaglioni con cannoni pesanti semoventi da 75 e Missione: attraversamento del Lussemburgo e del Belgio in direzione di Sedan, superamento della Mosa e sistemazione di una testa di ponte sulla riva sinistra. Lo strumento a disposizione di Guderian è formidabile: carri armati, fanteria meccanizzata, artiglieria, autoblindo, motociclisti e genio uniti nella panzerdivision costituiscono un insieme armonico e duttile.

    Le comunicazioni radio sono eccellenti. Guderian spiega la sua attività di comando con ordini cifrati e trasmessi per radio dal carro comando, gli ordini scritti predisposti dal suo capo di stato maggiore non superano mai le due pagine.

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    I comandanti furono scelti personalmente da Guderian ed il suo capo di stato maggiore era il generale Nehring. Essi conoscevano i miei principi fondamentali di lotta e sapevano che i reparti corazzati, quando sono mandati in viaggio, sono muniti di un biglietto valido sino alla stazione capolinea. Nel nostro caso essa si chiamava Manica! Questi ufficiali a loro volta manifestavano nei suoi confronti una grande ammirazione anche se lo criticavano per la sua incapacità di ascoltare le altrui opinioni fino in fondo.

    Alle 4,30 del 10 maggio, alla testa della 1 a divisione Panzer, Heinz Guderian attraversa il confine con il Lussemburgo, direzione Sedan, distante chilometri.

    Alle 9 varca il confine belga. Non vi fu resistenza da parte lussemburghese, mentre i Cacciatori delle Ardenne si limitarono ad azioni di retroguardia. Imbottigliamento dei carri o degli autoveicoli lungo le strette strade, bombardamenti, condizioni meteorologiche, opere di distruzione, una decisa opposizione nei punti critici. I piloti partecipano alle esercitazioni terrestri, i carristi a quelle aeree. Gli Stuka si lanceranno in picchiata anche dopo aver esaurito il munizionamento, azionando le loro terrorizzanti sirene con un effetto paralizzante sui difensori.

    Sarebbe ingeneroso un raffronto con i bombardamenti che a Verdun i poilus subirono nella prima guerra mondiale?

    In tutto transitarono, per le disagiate strade e sentieri delle Ardenne, Osserva Lucio Ceva che il XIX Panzerkorps , se incolonnato su una sola strada, si sarebbe allungato per un migliaio di chilometri dal confine occidentale a Könisberg nella Prussia Orientale.

    Le problematiche sul movimento di un corpo corazzato avevano lasciato insonni gli esperti militari francesi. I generali francesi sono prima perplessi, poi sorpresi, poi sconvolti.

    Le tranquille certezze si rilevano fallaci. Un politico invece, Pierre Taittinger, presidente della Commissione militare della Camera dei deputati, è di avviso diverso.

    Accerta che le fortificazioni sono insufficienti e solleva perplessità perché il settore è tenuto da due divisioni di seconda schiera e da una di riserva. Accademicamente il ragionamento non era sbagliato. Guderian il 12 maggio raggiunge la Mosa con un vantaggio di 24 ore sulla tabella di marcia.

    Il 13 è pronto ad attraversarla ma i ponti sono stati distrutti. La fanteria della prima panzerdivision, protetta da un ombrello aereo di Stuka, alle 15,30 attraversa il fiume su battelli pneumatici, mentre i cannoni dei carri sparano a zero. Sfonda su un fronte di due chilometri ad ovest di Sedan e crea una sacca di cinque chilometri. La città è in fiamme. Il comando francese non si rende conto della situazione, reagisce con lentezza. La notte tra il 13 e il 14 maggio, su un ponte costruito dai genieri della prima panzerdivision, transitano centinaia di carri sotto la personale supervisione di Guderian.

    Kleist lo raggiunge il giorno 17 e lo accusa di non aver tenuto conto delle sue indicazioni. Guderian presenta le sue dimissioni che sono accolte. Sarà lui, il primo generale tedesco a vedere la Manica il 20 maggio , dopo una cavalcata di chilometri percorsi in 11 giorni. Ma era stata interamente prevista?

    Io non lo credo: non più prevista comunque, di quanto lo fosse la manovra di Napoleone a Jena o quella di Moltke a Sedan nel Fu un caso di perfetto sfruttamento delle circostanze.

    Nelle truppe in ritirata si diffonde la paranoia per una presunta Quinta Colonna alle spalle. Si spargono voci inverosimili come quelle del lancio di paracadutisti tedeschi dietro le linee. Il ministro degli Esteri olandese E. Il comando inglese metteva in guardia i reparti, invitando gli ufficiali ad una stretta sorveglianza. Per associazione di idee vengono alla mente le teorie su trame e tradimenti con i quali non solo negli ambienti della Destra fascista si giustificavano le vergognose sconfitte dal Regio Esercito.

    Fu un totale fallimento. Nel frattempo de Gaulle, nominato insieme ad altri cinque colonnelli generale di brigata a titolo provvisorio, assume il comando ad interim della 4 a divisione corazzata esistente solo sulla carta. Affrettatamente raduna il giorno 15 a sudest di Laon tre battaglioni di carri che lancia in un disperato contrattacco, riconquista qualche chilometro, fa un centinaio di prigionieri, ma viene ricacciato. Il 24 maggio arriva ad Abbeville sulla Manica, poi si spinge su Boulogne e circonda Calais, infine arriva a Gravellines a 20 chilometri da Dunkerque.

    Durante tutte le operazioni il tempo è splendido come in Polonia, verrà battezzato das Hitler Setter. Rommel Tra i generali tedeschi Erwin Rommel, beniamino di Hitler, fu il più celebrato, sovrastando uomini come Manstein e Guderian.

    Nel gennaio torna al suo reggimento col grado di sottotenente. Finisce la guerra con il grado di capitano, ha 27 anni, entra nella Reichswehr, pur non essendo ufficiale di stato maggiore, per i quali esisteva una preferenza. Rommel non accetta la sconfitta. Il 21 dicembre Rommel torna al suo antico reggimento di stanza a Weingarten.

    Nel luglio è colonnello, nel novembre comandante della Scuola di guerra di Wiener-Neustadt. Durante la campagna di Polonia ricopre la carica di comandante del Quartier Generale del führer ma non partecipa ai combattimenti. Il 15 febbraio , a 48 anni, con la benevolenza di Hitler, assume il comando della 7a divisione Panzer, di stanza a Godesberg sul Reno. È anagraficamente il più giovane comandante di una Panzerdivision , e quello nominato da minor tempo.

    Rommel nel corso del primo conflitto mondiale aveva maturato e attuato una tattica che, eliminando i pesanti bombardamenti di artiglieria, prevedeva che piccole unità si infiltrassero nelle linee, tastando i punti più deboli, puntando in profondità su depositi, posti di comando batterie, centri telefonici, seminando il panico nelle retrovie.

    Gli fu subito chiaro che la velocità di movimento, che era stata la palla al piede per gli Stosstruppen , diventava un moltiplicatore di forza ossia, per usare un termine inglese, un force enablers per la divisione Panzer. Non è fortunato, deve districarsi fra ostacoli e fossati preparati dai Belgi ed in 3 ore percorre appena 6 chilometri. Alle ore 3 del giorno 13 Rommel arriva a Dinant.

    Rommel è dappertutto, incita gli uomini e finalmente al tramonto i carri avanzano sui ponti gettati dai genieri che pagano un altissimo prezzo di sangue.

    Il giorno successivo il suo carro viene colpito e si rovescia in un fossato. Arriva a Onhaye a sera scacciandone i reparti nordafricani dopo accaniti combattimenti. A Flavion batte la 1a divisione corazzata del generale Bruneau in un breve combattimento. La divisione francese era in addestramento a Suippes a nord di Châlon. Allertata, si era divisa: i carri viaggiarono sui treni, il materiale rotabile per le strade.

    Punto di riunione a chilometri a nord di Charleroi. Rommel punta poi su Philippeville, spronando i suoi uomini che crollano per la stanchezza e la mancanza di sonno. Il giorno 16 è quello della gloria. Attacca la continuazione della linea Maginot, distrugge la 18 a divisione del generale Duffet e la 4 a del generale Sancelme. Il giorno 18 ha un violentissimo scontro con corazzati francesi a Le Cateau.

    Il giorno 19 è vicino a Marquion e dispone un attacco notturno verso Arras: i panzer sono ormai a 75 chilometri dal mare. Nelle corrispondenze radiofoniche dalla trionfante Berlino nazista, Shirer non dimenticava mai, infatti, di trattare con ironia il potente ministro degli Esteri Joachim von Ribbentropp soprattutto per l' aplomb di commerciante di vini e spumanti che questi non riusciva a perdere.

    D' altro canto, Shirer, che tra le tante esperienze di inviato speciale era stato per due anni in India accanto a Gandhi, non si sarebbe mai arreso a considerare degni di rispetto potenti gerarchi del Terzo Reich del calibro di un Goering o di un Goebbels, con i quali ebbe anche occasione di incontri e scambi di opinioni.

    Il delitto Matteotti Certo, Shirer ebbe la fortuna di trovarsi, come "coetaneo" del nostro secolo, negli spazi tra i più caldi ed emblematici della storia del Novecento. E il nazismo e la seconda guerra mondiale sono tra questi. Ma lo furono anche, oltre l' India gandhiana, l' Italia del , dove fu inviato per un' inchiesta sul delitto Matteotti, la Francia del crollo del fu il primo giornalista a dare la notizia, direttamente dal bosco di Compiègne, della resa della Francia alla Germania , e la Norimberga dei processi alle alte autorità del Terzo Reich, nel , in quel desolato e angoscioso "autunno" di un paese vinto.

    Daladier e Chamberlain non fermarono Hitler quando avrebbero potuto e dovuto farlo. Il resto potrete leggerlo in questo capolavoro della letteratura contemporanea. Questa, a mio avviso, è un' opera meravigliosa. Completa, seria, scritta in maniera ottima e scorrevole, è consigliata a chi vuole avere un' idea di tutto quello che fu il Terzo Reich.

    Shirer non è per nulla prolisso o di parte: è serio, obiettivo e ha a cuore anche i dettagli, che spesso sono proprio gli elementi chiave per la comprensione di un fatto. Studio il Terzo Reich da molti anni e non ho mai trovato un' opera tanto buona. In una parola: eccellente. Consigliata a chi ha davvero interesse sul tema vista la lunghezza; agli appassionati lo raccomando senza riserve.

    Pur riconoscendo nell'autore poca obiettivita' nel commentare gli eventi storici descritti nel libro, apprezzo molto questo testo in quanto descrive accuratamente fatti vissuti in prima persona da Shirer e non ritengo un peccato esprimere un proprio giudizio sui personaggi storici Vivamente sconsigliato. Shirer ha scritto una lunghissima pagine e noiosa storia del nazismo. A mio avviso avrebbe potuto scriverla in pagine circa.

    Il fatto è che vengono riportate un'infinità di informazioni inutili es: Ribbentrop ricevette il trattato di pace alle Al posto di un lungo elenco di dati superficiali si sarebbe potuto inserire qualche fotografia dei personaggi chiave.

    Questa, più che una storia del Terzo Reich è una storia della sua politica estera. Ci sono 2 metodi di insegnamento storico: quello giornalistico, meccanico, superficiale e di parte, che è quello di Shirer, il quale elenca semplicemente dei dati, senza analizzare i fattori psicologici, sociali e filosofici che stanno dietro; l'altro metodo è quello di rendere la storia viva, tangibile e pedagogica.

    Ma chiamare più volte Ribbentrop "stupido" e "mente limitata" e continuare ad ripetere che Hitler era un bugiardo significa adottare il primo metodo. Con che coraggio un americano disprezza il nazismo? Dovete aver tempo e voglia per leggere le circa pagine scritte da questo giornalista americano. L'autore commette, a mio avviso, dei gravi errori: Grave mancanza di oggettività: Shirer è estremamente di parte e scrive con il comune stile giornalistico, mai con la passione di uno storico mi viene in mente Joachim Fest ; il fatto di aver vissuto in prima persona molti fenomeni del nazismo non lo giustifica.

    Ogniqualvolta c'è da nominare un esponente democratico, socialdemocratico, protestante ecc. I pregiudizi di quest'opera li possiamo ben ritrovare quando si trattano temi come "l'arte sotto il nazionalsocialismo": i pittori inseriti nella mostra dell'arte degenerata entartete Kunst sono lodati, mentre si afferma che sotto il nazionalsocialismo la cultura era precipitata vertiginosamente.

    Qui sta l'errore, qui un giornalista, che tanto ha criticato la falsità e la doppiezza del regime, si dimostra di uguale mentalità.

    La sua mancanza di distacco e il suo continuo esprimere giudizi di valore, i quali, talvolta, fanno dubitare sulla sensatezza del titolo "STORIA del Terzo Reich", lo rendono uno scrittore mediocre, sempre pronto a mettere in rilievo dei particolari discriminatori.

    In ogni caso ne consiglio la lettura. Bugie, leggende e verità. L' affare Modigliani. Bertol Brecht in scena. La forza del destino. Cartoni Disney, new price! Tradizione e tradimento. LEGO Frozen 2. Il villaggio del Castello di Arendelle. Ben 10 Orologio Ominitrix Base.


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