Esthergarvi

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CHEYENNE KIMBALL SCARICARE

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    Create your own version of Hanging On resa famosa da Cheyenne Kimball. Choose the instruments you want to hear, and download your version instantly! CHEYENNE KIMBALL SCARICARE - È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia. Suona la batteria per Cheyenne Kimball nella band di supporto. Loro stessi hanno da poco formato una band chiamata 1 Down 2 Accross. Indice. 1. I Gloriana sono un gruppo country statunitense formatosi nel Indice. 1 Formazione; 2 Discografia; 3 Altri progetti; 4 Collegamenti esterni. Formazione[​modifica | modifica wikitesto]. Attuale. Mike Gossin - voce, chitarra; Tom Gossin - voce, chitarra; Rachel Reinert - voce. Ex membri. Cheyenne Kimball - voce, mandolino Crea un libro · Scarica come PDF · Versione.

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    Queste conclusioni sono in contrasto con l'opinione dominante riguardo al popolamento dell'America, che dovette essere, per i più, assai recente, pleistocenico cioè o post-pleistocenico. Le ragioni esposte rendono singolarmente difficile il compito empirico di stabilire i tipi umani dell'America. I tipi che noi stabiliremo sono quindi approssimativi e fissati in buona misura per concretare una prima conoscenza degli uomini che popolano l'America.

    Compiremo il nostro esame, andando dal sud verso il nord. La parte più australe dell'America del Sud è abitata da gruppi etnici in cui prevale un tipo che possiamo dire fuegino, a ragione del nome del gruppo etnico che più completamente lo rappresenta o meglio lo rappresentava. Naturalmente esiste prominenza della glabella e delle arcate, ma essa non produce sul complesso fisionomico e sull'aspetto dell'occhio l'effetto che produce invece nel tipo australiano. E insieme non abolisce neppure una disposizione dell'occhio ad assumere un aspetto mongoleggiante, aspetto che molti autori hanno notato nei Fuegini.

    Sera, I caratteri della faccia ed il polifiletismo dei Primati, in Giorn. Morfologia Uomo, Primati, 11 , pp. Seigi, Gl'indigeni americani.

    Ricerche antropologiche, Roma ; A. La questione dell'antichità dell'apparizione dell'uomo in America trova, nell'archeologia preistorica del continente, la stessa insufficienza di dati positivi che è presentata dai resti scheletrici.

    Occorre tener presente che in America le esplorazioni archeologiche non hanno in alcun luogo trovato tracce sicure di popolazioni appartenenti ad uno stadio di civiltà più basso di quello che è ancora attualmente attraversato da alcune delle tribù americane, come, ad esempio, i Fuegini o i Botocudo. Se in Italia si scoprono nel terreno i resti di un'abitazione neolitica, sappiamo senz'altro che essi risalgono ad una età assai remota; ma se una scoperta analoga è fatta in America, supponiamo a Buenos Aires, è possibile che essa ci riporti semplicemente agl' Indiani che occupavano il luogo quando i Bianchi giunsero al Río de La Plata, perché tali indiani erano ancora nell'età della pietra.

    Le corrispondenze con l'archeologia preistorica europea sono dunque senza valore, se i dati archeologici non sono combinati con determinazioni geologiche. Ma la possibilità di determinazioni cronologiche esatte per i terreni più recenti incontra ancora ostacoli molto gravi. Nell'America del Nord, dove l'epoca glaciale ha lasciato tracce perfettamente paragonabili alle europee, nell'estensione e nella molteplicità degli episodi di avanzata e di ritiro dei ghiacciai e si deve considerare non solo analoga, ma probabilmente contemporanea e parallela, in tutte le sue fasi, all'epoca glaciale europea , è ormai possibile riconoscere a un dato terreno, per la sua origine o per i caratteri della fauna contenutavi, un'età anteriore o posteriore allo stabilirsi del clima e della fauna attuali.

    E nell'America Meridionale quella stessa prima approssimativa determinazione è resa difficile dalla mancanza o dalla lontananza dei terreni di diretta origine glaciale e dall'ignorare quanto a lungo e quanto vicino a noi abbiano vissuto le specie animali caratteristiche di certi depositi e scomparse dalla fauna attuale. È molto istruttiva, a questo ultimo riguardo, la scoperta fatta da vari esploratori, tra i quali il barone Nordenskitild, nella caverna Eberhard, nella Patagonia australe, dei resti di un grosso sdentato estinto Neomylodon , che conservavano ancora la pelle e i peli.

    Le più antiche industrie umane. A Trenton New Jersey una notevole quantità di manufatti Etici è stata rinvenuta in alluvioni fluvio-glaciali della valle del Delaware. Dopo le prime scoperte dell'Abbott , il giacimento è stato molte volte esplorato, e ha dato indicazioni stratigrafiche di un certo valore. La valle ha alla superficie un deposito di terra vegetale, che contiene numerose tracce della cultura neolitica degli Indiani Lenape.

    Traduzione di "requested at" in italiano

    Al di sotto, un deposito giallo sabbioso-argilloso, con resti di fauna in parte attuale, in parte emigrata bue muschiato , presenta resti di occupazione da parte di una cultura prelenapeana, con quarziti e argilliti scheggiate, senza asce levigate, forse senza ceramica. Inferiormente, appare il conglomerato fluvio-glaciale con abbondanti resti di una fauna fredda scomparsa o emigrata renna, alce, mammuth, mastodonte, bue muschiato e numerosi pezzi di quarzite grossolanamente scheggiati: l'origine artificiale, umana, della scheggiatura è tuttavia dubbia Boule.

    In ogni caso lo strato intermedio deve risalire alla fine del pleistocene, e parrebbe paragonabile, per età, alla fine del paleolitico europeo. Si è detto anche che nell'America del Nord il mastodonte, unico superstite fra i proboscidati del continente, abbia vissuto fino all'alba dei tempi storici: ma a tale ipotesi, per territori della zona temperata che hanno subito forti oscillazioni climatiche, l'esperienza europea è nettamente sfavorevole.

    Si deve riconoscere, invece, che per tutti i reperti sopra ricordati le interpretazioni sono malsicure e discordi, e che una revisione critica delle vecchie scoperte dovrebbe appoggiarsi soprattutto su nuovi e ben verificati rinvenimenti. Essi sono invece divenuti assai rari. Vanno segnalate tuttavia, dopo la prima scoperta di una punta di selce in un deposito quaternario del Kansas, con una specie estinta di bisonte Bison occidentalis , vari rinvenimenti di questi ultimi anni in depositi consimili dei grandi piani centrali Renaud ; la fauna contiene anche varie specie di cavallo, scomparso alla fine del Quaternario, e il mammut, una fauna fredda, dunque, che deve segnare il declinare dell'ultima glaciazione; il tipo degli oggetti, a scheggiatura piuttosto minuta, è assai diverso dai veri o supposti strumenti amigdaloidi, e potrebbe rappresentare un livello finale del paleolitico.

    È da aggiungere che le caverne nord-americane, pur ricche di fauna fossile e anche dí tracce di occupazione umana recente, non hanno dato finora livelli umani antichi. Per trovare altre tracce discusse di un'alta antichità dell'uomo bisogna recarsi nelle regioni della Pampa e nella Patagonia. La grande pianura dell'Argentina v. La regione è assai lontana dal campo di sviluppo e di azione del glaciale andino-patagonico, ma gli studi recenti Frenguelli avrebbero mostrato nella formazione pampeana una regolare alternanza di depositi fluviali ed eolici sincronizzabili con fasi climatiche glaciali e inter.

    L'età degli strati in questione è molto discussa sui luoghi e dagli studiosi europei che li hanno visitati, a seconda che si dà maggior peso al criterio paleontologico o morfologico o archeologico. Le reliquie umane, negli strat inferiori della formazione, apparirebbero contemporanee ai primi elementi della fauna olartica immigrata dell'America del Nord mastodonte equidi, cervidi, ursidi : ma questo elemento è ancora insufficiente a stabilire una correlazione diretta con gli orizzonti faunistici europei.

    Jhering, Kraglievic come un livello pliocenico Outes e Frenguelli lo considerano come pleistocenico, ma lo fanno corrispondere al primo episodio glaciale europeo, vale a dire ad un orizzonte che per la maggior parte dei paleontologi è, anche in Europa, pliocenico e trascendente in ogni modo di gran lunga l'età dei più antichi resti dell'uomo.

    Nessun ritrovamento europeo, infatti, consente di portare l'antichità dell'uomo oltre il grande interglaciale mindelrissiano, e nessun ritrovamento africano o asiatico o australasiatico è stato ancora dimostrato potersi collocare in età geologica anteriore a quella dei ritrovamenti europei. Esempio unico, in tutta la conoscenza finora raccolta sulla preistoria umana di stupefacente immobilità culturale.

    L'industria è considerata Oute: e Frenguelli come di tipo mousteriano: è infatti una lavorazione di schegge, con ritocchi assai fini, come quella delle stazioni superficiali. Holmes e Hrdlièka I , portando nel continente meridionale i concetti critici già applicati nel loro paese, hanno giudicata neolitica, e identica a quella delle tribù storiche, l'industria che fino a quel tempo era stata raccolta.

    Dal suo canto la scuola sud-americana è andata compiendo in questi ultimi anni un altro sforzo per la dimostrazione della contemporaneità degli oggetti col terreno, e ritiene di averla raggiunta Outes e Frenguelli, Gli oggetti classificati come paleolitici si accostano, per la fattura, ai livelli finali dell'Acheuleano europeo scheggiatura bifaciale su pezzi di scarso spessore, contorno ovale, largo, ecc. Gli studi morfologici di tal natura sono forse quelli che, per il momento, hanno maggior significato come preparazione per l'analisi delle future scoperte.

    I cumuli di rifiuti shell-heaps, sambaquis, paraderos. In Europa ve ne sono, che risalgono alle ultime fasi della cultura paleolitica Epipaleolitico. In America nessuno di essi ha mostrato una cultura sostanzialmente diversa da quella incontrata sui luoghi dagli Europei.

    Questi residui di abitazione dell'uomo attuale, come i più rari residui di villaggi o di officine litiche, possono tuttavia avere una notevole antichità; ma, d'altra parte, possono anche appartenere per intero, o con le porzioni più superficiali dell'accumulo, a tempi posteriori alla scoperta dell'America. I più interessanti sono quelli che mostrano di contenere tracce di stratificazione di elementi culturali diversi e sovrapposti.

    Ma le differenze sono in generale di scarsa entità, o sensibili, più che altro, nei territori, come la regione orientale degli Stati Uniti, che gli Europei hanno trovato occupata da culture più sviluppate: prova dunque dell'origine recente di tale progresso. I precedenti delle maggiori civiltà.

    Sono i territori classici dell'archeologia americana, che trova in essi i resti di civiltà monumentali con architettura, metallurgia, ceramiche, sculture, principi di una scienza astronomica, istituzioni degne di figurare, sotto molti riguardi, accanto alle civiltà estinte del mondo antico.

    I dati forniti dagli scavi e dalla sovrapposizione stratigrafica di alcuni livelli archeologici son giunti a proporre due termini massimi comuni per il Perù e per il Yucatàn: 2 secoli circa a. L'archeologia è già in grado di distinguere vari periodi culturali in ciascuna delle regioni che furono centro di civiltà, e di cogliere quasi agli inizi alcune delle loro arti più caratteristiche.

    La esposizione più particolare di questi risultati spetta alla descrizione morfologica e storica delle antiche civiltà americane, e il lettore le troverà alle voci geografiche relative alle loro sedi principali v.

    Qui è necessario aggiungere che i primi e gli ultimi termini di tale sviluppo storico e culturale non sono separabili dall'orizzonte cronologico complessivo della etnologia attuale dell'America; ne riempiono anzi soltanto una porzione mediana, perché, mentre la successione geografica delle culture indigene ci presenta ancora sopravvivenze di forme di gran lunga più arcaiche, cioè più antiche, dei primi inizi conosciuti delle maggiori culture monumentali, l'arrivo degli Europei non ha interrotto, nel momento stesso in cui ha arrestato o distrutto queste ultime, lo sviluppo locale delle aree più isolate.

    Onde rispetto alla conoscenza delle culture americane, la data della scoperta dell'America, pur avendo avuto su di esse enormi conseguenze, non consente di spartire in due campi nettamente separati di trattazione l'etnologia precolombiana e quella post-colombiana e contemporanea. Interesse particolare hanno le antichità di certi distretti, che potremmo dire marginali o esterni ai centri maggiori di cultura.

    Anche in questi la colonizzazione europea ha rapidamente eliminato le forme indigene di civiltà: i Pueblos dell'Arizona, del Nuovo Messico e della regione messicana adiacente sono forse i soli che con le loro cittadine permanenti abbiano mantenuta viva sino ad oggi, se anche in forme minorate, una cultura precolombiana assai elevata. Ai villaggi moderni si collega tutta una serie di rovine che coprono intorno ad essi un maggior territorio: sono, in parte, costruzioni adattate in caverne naturali aprentisi sulle pareti a picco delle valli, o scavate nella roccia; in parte, come tra i Pueblos attuali, ma con strutture più complesse, erette sulle pianure e sugli altipiani rocciosi vicini v.

    Resti analoghi si son trovati fin nel Messico centrale; essi permettono di collegare, anche geograficamente, questa cultura in parte sopravvissuta con la estinta civiltà messicana della quale è un riflesso. Rapporti analoghi intercedono fra l'antica civiltà peruviana e il territorio archeologico di Calchaquí o Diaguiti, occupante la regione andina settentrionale dell'Argentina.

    Le sue abbondanti rovine ci mostrano una cultura fortemente impressa da influenze andine, ma, come quella dei Pueblos rispetto al Messico, riflettente queste in forme ridotte o in uno stadio anteriore al loro massimo sviluppo. Si sono anzi rilevate interessanti analogie e somiglianze fra la cultura diaguita e quella dei Pueblos, che sono da riportare probabilmente alla diffusione delle civiltà degli altipiani in una fase un po' arcaica e quindi meno differenziata di esse.

    Nel Chile Deserto di Atacama, Puna di Jujuy si trovano pure tracce di una estensione meridionale della cultura peruviana, che ci aiutano ad interpretare anche la posizione culturale degli Araucani v. Non v'era tuttavia, come è facile intendere, alcun distacco assoluto fra le aree di maggior civiltà e archeologicamente oggi più interes;santi, e le altre culture barbariche o primitive del continente.

    Alcune arti, come ad esempio l'architettura, l'allevamento, la metallurgia, erano il privilegio di un territorio limitato; ma il complesso dell'esistenza materiale e le istituzioni sociali e politiche dei loro portatori erano costituiti, anche in tale territorio, da elementi culturali aventi larga diffusione nel continente e ancora rappresentati dalle tribù meno trasformate dalla colonizzazione europea.

    La perdita del patrimonio culturale indigeno e la rapidità stessa di questa perdita sono state, con poche eccezioni, in proporzione diretta alla sua elevatezza. Ma forse in nessun luogo tale perdita è stata totale e anche lo studio degli attuali discendenti degli antichi dominatori del Messico, della Colombia o del Perù è in grado di fornire qualche elemento utile per la conoscenza delle estinte civiltà.

    Vi sono poi innumerevoli gradi di trasformazione; e le popolazioni meno trasformate dalla civiltà europea sono ancora quelle che vivevano e vivono più isolate, in ambienti di difficile penetrazione, quindi le più primitive. Né l'archeologia ha importanza soltanto per le aree di più intensa cultura. La perdita di certi elementi culturali indigeni e l'introduzione di elementi nuovi e stranieri europei, in qualche caso anche africani si sono estese molto rapidamente a vastissime porzioni del continente, e dànno quindi valore archeologico anche ai residui industriali recenti di molte tribù primitive.

    Fra le perdite più diffuse e frequenti il Nordenskitild cita giustamente la forma originaria dell'abitazione: è da aggiungere anche l'interessante e sviluppatissima industria litica, che la veloce trasmissione del ferro ha eliminato quasi per intero. L'industria litica e i metalli. Faceva eccezione il territorio messicano-andino, nel quale, senza che la lavorazione della pietra fosse abbandonata, si era sviluppata una vera industria del rame e poi del bronzo e si lavoravano attivamente i metalli nobili: e, inoltre, un'area abbastanza grande dell'America del Nord, che aveva appreso a trattare il rame nativo abbondante specialmente in giacimenti prossimi al Lago Superiore , e usava anche oggetti d'oro d'importazione messicana o cubana, e in qualche caso anche il ferro meteorico, trattato come la pietra.

    Anche nei materiali pietre dure, ossidiana, ecc. Molte forme particolari sono invece esclusive del territorio americano, o rare fuori di esso. Fra queste, le bolas a solco mediano, già ricordate, assai diffuse nel continente meridionale Ande, Patagonia ; l'ascia levigata a solco equatoriale, completo o parziale che, fuori dell'America, si conosce nell'Australia centro-orientale e nel territorio archeologico cinese; le asce forate; i coltelli a lama semilunare anche di rame , ricorrenti dall'area eschimese al Perù, anch'essi con qualche riscontro neolitico asiatico Mongolia orientale: ricerche di Torii e Anderson.

    In generale, la singolarità dell'industria litica americana, che sembrava dapprima notevole, si va fortemente riducendo con le scoperte archeologiche dell'Asia orientale e sud-orientale e con lo studio comparativo del territorio oceanico. Con quest'ultimo l'America Ande ha in comune, p. Imbelloni ha dimostrato che anche la nomenclatura dell'ascia litica è comune alle due aree.

    Nei rapporti interni risulta in complesso che le forme litiche di tecnica più perfetta, sia nella scheggiatura sia nella pulitura, si rinvenivano nelle aree a cultura più elevata possedenti anche l'industria metallurgica, fenomeno ben noto all'archeologia europea e nord-africana età eneolitica.

    Le aree più povere rappresentano invece un neolitico incipiente, e in esse hanno gran parte anche gli utensili e le armi di legno e di osso zona artica e sub-artica, California, Brasile orientale, Terra del Fuoco. Nella lavorazione dei metalli diversi distretti avevano raggiunto notevole sviluppo.

    Nella Colombia erano gli orefici più valenti, tra i Quimbaya, p. Nel Perù si otteneva il bronzo, aggiungendo al rame, in generale, una percentuale di stagno inferiore a quella usata nell'età del bronzo in Europa. Si conosceva anche l'arte, assai difficile, di saldare il rame: la solidità degli utensili e delle armi di rame e di bronzo era ottenuta con la battitura a freddo.

    L'argento era pure largamente usato. La metallurgia indigena è scomparsa da lungo tempo. Il ferro era ignoto a tutto il doppio continente: solo dopo la scoperta una tribù indiana, i Campa del Perù, come ha riferito l'italiano Raimondi, apprese dai bianchi a fondere il ferro e a fabbricarsi i propri utensili.

    La ceramica. Ma nell'America si ha la sorpresa di trovare in assai ampie regioni un neolitico privo di tali acquisti culturali. Alla ceramica americana sono rimasti dovunque ignoti il tornio e, in senso proprio, la verniciatura; essa mancava inoltre in un'area settentrionale comprendente la maggior parte degli Eschimesi e dei cacciatori canadiani, tutta la California e una fascia centrale della zona delle praterie , in alcuni distretti del Brasile, specie orientale, e nell'estremità meridionale del continente.

    Nella Patagonia la ceramica, scomparsa con l'adozione del cavallo e di una maggiore mobilità, è data dai reperti archeologici. Nell'insieme, nei fatti più recenti di distribuzione, sembrano esistere due centri d'irradiazione per la ceramica indigena: la Siberia e la regione messico-andina.

    Gli strumenti agricoli erano dappertutto molto primitivi: era ignoto l'aratro; nei distretti meglio coltivati si usava la zappa e forme molto semplici di piccole vanghe, negli altri solo il bastone da scavo. La coltura del terreno tuttavia non presentava dovunque gli stessi caratteri o la stessa importanza.

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    Fuori di quest'area, separata da essa dalla zona delle praterie, era la regione compresa tra il Mississippi, i grandi laghi e l'Atlantico, nella quale l'agricoltura aveva minore importanza come mezzo di sussistenza e si basava sostanzialmente sulla coltivazione del mais. Nelle Antille e nella maggior parte dell'America Meridionale umida a oriente delle Ande, la pianta coltivata fondamentale era ed è la manioca cassava. Finalmente nel Chaco e nelle regioni adiacenti verso l'Atlantico si aveva un'agricoltura ridotta e incostante.

    Un elenco delle piante coltivate in America prima dell'arrivo degli Europei mostra come, pur senza giungere al valore di quella del mondo antico, l'agricoltura vi avesse utilizzato con larghezza la flora indigena. Dopo la scoperta, si sono introdotte molte altre colture banano, ecc. L'agricoltura presenta due sole specie comuni con l'Oceania: la patata dolce e una zucca Lagenaria vulgaris. Il cotone era dato da una specie indigena.

    Nell'area amazzonica si coltiva tuttora anche una varietà velenosa di manioca m. Tra i narcotici sono notevoli la coca e il tabacco; anche quest'ultimo era, in ampie regioni, come risulta dalla letteratura dell'epoca delle scoperte, più spesso masticato che fumato, e con metodi miscela di foglie e di sostanza alcalina identici a quelli usati per il betel nell'Asia sud-orientale e nella Melanesia.

    L'uso del tabacco era universale, fuori che nell'estremità settentrionale e orientale dell'America. La pipa a gomito anche di pietra era diffusa in due aree marginali e simmetriche nel nord Mississippi-Atlantico e nel sud Parana, Brasile orientale , rispetto a una zona centrale Amazzonia-America Centrale-Messico-Colombia , che aveva il sigaro e la pipa tubulare, prototipo della nostra sigaretta.

    Animali domestici. Il cane si trova dovunque ed era nel nord, tra gli Eschimesi e gl'Indiani delle foreste canadiane e delle praterie, anche animale da tiro slitte, toboggan, travois , come nell'Asia settentrionale.

    I Messicani e i Pueblos avevano inoltre addomesticato il tacchino. I Peruviani antichi, oltre che dal porcellino d'India e da un'anatra Anas moschata , traevano grande utilità dall'allevamento del lama, anche per la lana e come animale da soma, e del suo parente, l'alpaca. La renna domestica e il cavallo non avevano, dall'Asia, passato lo stretto di Bering.

    Varietà di costruzioni particolari all'America non mancano. Nella categoria dei rifugi-paravento è da porre tra quelle il toldo della Patagonia, una tenda-paravento di pelli, largamente aperta sul davanti: ne usano di simili ora gl'indigeni dell'Australia, traendo partito da cenci di europei per sostituirli alle loro antiche tettoie di frasche o di scorza d'albero.

    Caratteristica è pure la capanna cupoliforme di neve degli Eschimesi; lasciando da parte questa, che è da collegare alle primitive capanne ad alveare, tutte le forme di abitazione del N. Della capanna amazzoniana, a pianta quadrangolare ma senza tetto separato, si trovano riscontri in tutta l'Oceania, come, del resto, delle forme più complesse, cilindriche o a spioventi.

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    Le case per più famiglie, fenomeno tipicamente oceanico, erano pure molto diffuse, e sono ancora una caratteristica del Brasile nord-occidentale v. Nell'arredo interno della casa un posto importante aveva, e conserva, per tutto il territorio tropicale umido, l'amaca v.

    Il letto-piattaforma, oltre che tra le genti più civili degli altipiani, si era diffuso fra le tribù meno nomadi del NE.

    Il fuoco era dovunque ottenuto rotando a mano un bastoncino in un altro pezzo di legno: metodi più complessi a trapano, ad arco sono probabilmente effetto d'introduzioni post-colombiane. Se il brano non è ancora disponibile puoi richederlo qui. Non possediamo sempre le tracce separate delle basi strumentali.

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