Esthergarvi

Esthergarvi

SCARICA CANZONE CANTANTE NAPOLETANO RAFFAELLO

Posted on Author Nagor Posted in Sistema


    Il cantante neomelodico napoletano Musica: Artisti: D: D Famiglia D' Alessio costo barcellona, musica da scaricare gratis, palmare gps integrato, cantante. Cantante Napoli - alessio raffaello cantanti raffaello (il cantante napoletano). Lo scorso aprile l'interprete del brano “La nostra storia”, la canzone che imparato il dialetto partenopeo – cantano brani in napoletano. Il mammasantissimo di Cosa nostra apprezza e ringrazia il cantante attraverso i suoi picciotti. .. Una parte della citta' ascolta i neomelodici,ai mi-ei tempi c¿ erano. Raffaello, nome d'arte di Raffaele Migliaccio (Casoria, 5 aprile ), è un cantante italiano. artisti musicali napoletani (tra cui Raffaello) e sul loro nuovo ed emergente stile musicale, Nel la canzone La nostra storia, già colonna sonora del film Gomorra, . Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Raffaele Migliaccio, nome d'arte Raffaello, è nato nella città di Napoli ed è uno tra i cantanti napoletani più in voga del momento. La sua passione per la musica .

    Nome: canzone cantante napoletano raffaello
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: MacOS. Android. iOS. Windows XP/7/10.
    Licenza:Solo per uso personale
    Dimensione del file: 61.19 Megabytes

    La musica mi ha affascinato sin da bambino e a 12 anni è arrivato il primo lavoro discografico 'Figlie di strada'. Dopo sei anni, di studio del canto, è arrivato il secondo lavoro discografico 'Qualcosa da dirvi'. E' stato un successo immediato grazie ad una speciale sintonia 'a pelle' che si è stabilita con il pubblico dei miei concerti 'live'.

    Infatti nei miei concerti accade sempre qualcosa di molto bello, un feeling che parte dai testi e che racconta di noi ragazzi, della nostra generazione. Grazie alla magia della mia musica arrivano anche i premi, le vittorie nei Festival ed i riscontri dal mercato discografico. Tutto è magico ed il brano 'Scivola quel jeans' diventa, forse, molto più di una canzone.

    Il giorno successivo la festeggiata è vestita come una sposa. Ma per intrattenere piacevolmente gli ospiti non basta il pranzo lu- culliano, occorre lo spettacolo.

    Sono cerimonie di questo tipo, in cui si intrecciano relazioni ami- cali e di lavoro, che consentono continue aperture del mercato a nuove figure e che garantiscono un circuito di consumo anche agli interpreti meno noti.

    Un ruolo nevralgico è riservato a personaggi che occupano una posizione intermedia, gli organizzatori di feste e cerimonie, da cui dipende il successo di un neomelodico. Chiunque voglia organizzare un ricevimento si deve rivolgere a questi signori che sono in possesso di tutti i numeri di telefono degli impresari e dei cantanti. I più famosi pos- sono arrivare ad esibirsi anche in 15 cerimonie in una sola giornata.

    Si andava in galleria tra mezzogiorno e le quattordici. La galleria era una borsa valori del mondo arti- stico napoletano dove avvenivano quotazioni, contrattazioni, accordi e scritture.

    NAP POP: RAFFAELLO

    Era uno spazio riservato e privilegiato in cui le relazioni 8 Ivi, p. Una comunità nella comunità con i suoi riti e le sue regole. A poco a poco la funzione di collocamento della galleria è stata sostituita, prima dalle agenzie di spettacolo, e poi dai telefoni cellulari.

    Per contattare un cantante neo- melodico famoso è necessario conoscere il numero di telefono del suo impresario facilmente reperibile attraverso le trasmissioni che vanno in onda sulle tv locali. Se, invece, il cantante è in via di affermazione pubblicizza direttamente il suo numero personale. Il mercato della musica neomelodica si sviluppa sulla base di stra- tegie relazionali che espandono le opportunità occupazionali e profes- sionali. La città è il fulcro intorno al quale si tesse la tela del ragno.

    Napoli è un centro nevralgico. Il contesto urbano è una risorsa per costruire legami che potranno procurare reddito e lavoro. La dimensione metropolitana ha trasformato la domanda in un consumo di massa che non ha eguali in nessuna altra città del Mezzogiorno: ecco perché i cantanti neomelodici siciliani, calabresi, pugliesi o delle altre province campane trasferiscono la residenza e i loro interessi nella città partenopea. Da questo punto di vista Napoli continua ad essere una capitale.

    Nel settore della canzone neomelodica tutti sono amici di tutti senza nessuna distinzione tra buoni e cattivi. Chi crede di poter campare con la propria voce deve stare a Napoli, per trasformare un hobby in business economi- co. Permette il sovrapporsi di legami parentali, amicali e professionali, conservan- do e moltiplicando, orizzontalmente e verticalmente, le possibilità di ingaggio.

    Tutti hanno cominciato a cantare da bambini in parrocchia o insieme a qualche parente che si cimenta in esibizioni musicali. La trafila è sempre la stessa: si cercano persone accorsate che possono presentare un paroliere e un musicista, da cui acquistare una canzone inedita. Il passo successivo è la scelta del manager. Non importa il tipo di evento. È necessario far girare il nome e lasciare apprezzare la voce.

    Il mercato si basa su un insieme di relazioni immateriali che ac- cumulano una dote di occasioni professionali: più gente influente si conosce maggiori saranno le offerte di lavoro. È su questo terreno che si incontrano musica e malavita.

    La camorra patrimonializza il bene relazionale per investirlo nel soddisfacimento dei suoi interessi criminali: è il lato oscuro del capitale sociale. I clan sono la congiunzione di famiglia e vicinato che sviluppano interazioni solidali e cooperative. La coltiva- zione di questi legami favorisce la maturazione di un ambiente ricco di opportunità criminali, attraendo le fasce sociali suggestionabili in una dinamica delinquenziale di cui condividono valori, norme e profitti.

    Per la camorra, dunque, la famiglia o il vicinato possono diventare capitale sociale se attivano relazioni di collaborazione che rafforzano i rapporti interni al quartiere e le connessioni esterne con la città. La camorra diventa, a tutti gli effetti, un soggetto paraistituzionale a cui delegare, lontano dallo Stato e fuori dal Mercato, la risoluzione dei problemi e la risposta ai bisogni della città illegittima.

    Un modello socio-economico che, nel corso degli anni, ha influen- zato valori atteggiamenti e consuetudini, orientando scelte individuali in direzioni coerenti con la promozione e la tutela del gruppo sociale più forte: percorsi biografici singoli e collettivi sono stati plagiati fin al punto da accettare la sottomissione alla camorra come un dato della realtà, un evento naturale.

    Una rete territoriale di socialità la più competitiva tra quelle esistenti: istituzioni pubbliche, parrocchie, volontariato che implementa processi culturali ed economici di una comunità autosegregata. I cittadini dei Quartieri-Stato percepiscono di condividere e partecipare ad un comune orizzonte di valori, di avere, in sostanza, un uguale destino. Invece di spacciare canta. Avrà i soldi per incidere un cd e lanciare i suoi brani su radio e TV locali.

    I ritmi di lavoro diventeranno ogni giorno più serrati ma non mancherà la cocaina a sostenerlo. È in questo modo che la camorra entra in relazione con la musica. È un potente eccitante, stimola la moltiplicazione delle relazioni professionali. Questo è il motivo per cui molti manager di cantanti e organizzatori di feste sono stati accusati o sospettati di rapporti di collusione con i clan.

    Per cui sarà sua cura, senza esporre il cantante in prima persona soprattutto se affermato , stringere patti con le persone adatte a facilitare la produzione, la ven- dita e la promozione dei dischi e il reclutamento a feste e cerimonie. Si chiama gioco di squadra. Nonostante tutto, è il pubblico a decretare il successo di un can- tante.

    Sono soprattutto le ragazzine, eterne innamorate dei neomelo- dici, che li trasformano in divi. Il popolo dei fan è unificato da tratti comuni: basso livello di istruzione, occupazione precaria, provenienza da quartieri periferici o degradati. E Raz Degan? Si crea un divismo pret à porter. Uno dei più richiesti in quel periodo è Luciano Caldore che oggi sembra svanito nel nulla.

    Alle quattordici sono già presenti oltre trecento ragazzine che riempiono tutto lo spazio antistante il negozio.

    Fuori si forma una fila lunghissima di giovani impazienti. Poi, inevitabile, lo scatto di una foto come prova da mostrare ad amici e parenti. Alla fine del , tuttavia, le sue imprese chiudono i battenti per fallimento e la donna manager lascia Napoli, mentre la sua famiglia risulta irreperibile. Il successo di pubblico femminile spinge i produttori e il manager di Luciano Caldore ad investire sulla sua immagine.

    Il secondo, 9 F. Proporsi al mercato discografico nazionale è il sogno o la condanna? E quando si accenna alla possi- bilità di una tournée la risposta raffredda ogni possibile entusiasmo: Tournèe niente perché qui le tournée sono nei locali, per le cerimonie varie Costringe a compiere scelte che possono modificare il rap- porto con il pubblico tradizionale: si deve lasciare Napoli e cantare in italiano, raccontando storie in cui la comunità del vicolo non si riconosce più.

    Del resto, 10 Intervista a Luciano Caldore in L. Esposito, I cantanti neomelodici napoletani, cit. Molte radio locali, sin dalla loro nascita, scelgono di raccontare la città con una programmazione mu- sicale tutta dedicata alla canzone napoletana. È la radio a decretare il superamento di Mario Merola. I gio- vani organizzatori radiofonici interpretano la voglia di pop music delle nuove generazioni.

    Radio locali e localissime trasmettono brani in dialetto, raccontando di amori eterni che non disdegnano scappatelle e sveltine nei parcheggi e nelle discoteche, vicende di carcerati e delinquenti, malefemmine e madri sofferenti. Ogni canzone è accompagnata da una dedica. Ma chi sono i destinatari di queste attenzioni? Nelle dediche il giudizio etico sui carcerati viene capovolto: La galera viene percepita come un contrattempo simile a quello che potrebbe capitare a un cittadino onesto, ricoverato in ospedale per sot- toporsi ad un intervento.

    Il fenomeno è tale che anche il governo locale è costretto ad interessarsene: il comune nel apre le porte del teatro Mercadante ai Melogrammy, il premio per can- tanti neomelodici inventato da Gianni Simioli, autore di programmi televisivi e radiofonici che hanno abbattuto, a colpi di ironia, il muro di indifferenza verso il genere musicale. Vince, come voce maschile emergente ed il look, Luciano Caldore.

    Il premio per la voce emer- gente femminile tocca, invece, a Maria Nazionale. Nello Pennino 1 M. Il premio per il miglior produttore è assegnato ad Enzo Rossi, considerato, con enfasi, il Quincy Jones neomelodico.

    Alta, capelli lunghi e biondi, si è fatta strada nel mondo della musica neomelodica raccontando in falsetto il mondo dei trans tra passioni e delusioni. Valentina, indifferente è abituata a suscitare tanta curiosità, quasi non ci fa caso a tanta discreta isteria3. Sarà la televisione a rilanciare la musica neomelodica: Telere- gione, Video Team Italia, Rete Più Italia, Rete A, Tele A, TeleAkery, TeleAzzurra, Tele Ercolano, Tele Volla non faranno altro che seguire il dettato della legge: le tv locali devono produrre format e trasmissioni per evitare di mandare in onda solo telefilm e cartoni animati.

    In os- sequio al principio legislativo si realizzano i primi programmi musicali pensati originariamente per la radio4. Si manda in onda qualche gio- 3 www. Difatti il titolare, quando apre le trasmissioni, chiude le porte per timore che arrivi la polizia e sigilli la tv.

    Grasso, La tv del sommerso, Mondadori, Milano, , p.

    Neomelodici, tutto quello che c'è da sapere

    Giovani cantanti assolutamente sconosciuti, raccomandati di ferro e vecchie glorie della melodia classica pubblicizzano dischi, serate nei ristoranti, feste di piazza, ma, soprattutto, se stessi. Poi il video è un potente veicolo pubblicitario per la vendita di cd o cassette che vengono distribuiti solamente sulle bancarelle…Per questo, ogni esibizione è corredata da un recapito telefonico che pulsa in sovrim- pressione.

    Una seconda ragione, più profonda, è che le tv locali sono la risposta alla paura del globale5. A nord sono gli anziani a vedere questo tipo di trasmissioni, perché non riescono a seguire i video musicali in inglese di Mtv, al sud sono i giovani marginali, con poca dimestichezza per le lingue straniere, a preferire la rassicurante visione di un divo locale che parla la loro stessa lingua.

    La formula fun- ziona: giovanotti e ragazzette, in un dialetto malamente italianizzato, vestiti secondo i dettami della moda del vicolo, si affacciano nelle case conducendo una trasmissione interattiva. Il pubblico da casa ha la possibilità di intervenire in diretta per parlare con i protagonisti, di chiedere dediche, di fare saluti. Si crea una comunità virtuale paritaria tra conduttori, pubblico, telespettatori e persole tecnico.

    Grasso, La tv del sommerso, cit. Guardare una di queste trasmissioni è come affacciarsi alla porta di un basso ed osservare la vita del vicolo, dove tutti conoscono tutti, dove la privacy è un concetto astratto: biografie personali diventano storie pubbliche. Il rione, il quartiere sono organizzati come una grande casa. La tv è magica.

    Allora mi sono detto: perché non fare la stessa cosa in tv? Otto ore giornaliere in cui ben 78 neomelodici, a rotazione, cantano e rispondono a circa duemila telefonate.

    Si roda un meccanismo di facile fruizione: gli spazi redazionali delle emittenti sono fittati ai centri-ser- vizi del Ogni telefonata produce reddito per i cantanti, le tv, le case discografiche, i manager e la Telecom, che trattiene una ghiotta percentuale prima di versare al centro-servizi i proventi del Chi paga?

    Il pubblico da casa. Un pubblico che chiama da periferie e quartieri a rischio, che si racconta senza lavoro, senza speranze, senza futuro e si attacca ad una voce, ad un verso, per sognare, per inven- tarsi un amore bello e possibile, da poter baciare sulla soglia di un fan club.

    Un pubblico che non dovrebbe avere tutti quei soldi da buttare in telefonate7. I canali televisivi, con le canzoni a richiesta, non sono soltanto la versione aggiornata delle vecchie radio libere. Infatti, aprono il mercato neomelodico ad un nuovo business: oltre alla telefonata a pagamento, la presenza in televisione fa lievitare il cachet per le esibizioni alle ceri- monie. Il cantante guadagna, ma deve spendere per la promozione9.

    Menu di navigazione

    La video-pubblicità e la sponsorizzazione in programmi interattivi ha sostituito, in parte, la ricerca dei tradizionali rapporti professionali con cui si procurano gli ingaggi.

    Successivamente ha scelto come padrino il proprietario di una tv locale, Antonio Varriale, per stringere un legame di parentela che lo rafforza nei rapporti di scambio e di reciprocità con i vari livelli della scena videomusicale. In effetti, la strategia ha successo: Varriale gli consentirà di apparire in altre tv locali Canale 21, Tele A e nazionali La Rizzo segna il numero di 8 M.

    Franco, Il film-sceneggiata, in AA.

    La risposta è positiva. La messa in onda provoca un vero shock nel palinsesto neomelodico, solitamente morigerato. Infatti, il regista, Maurizio Palombo, prima del tuffo finale, fa indugiare la telecamera sul fondoschiena e sui seni nudi sussultanti di Jessica Rizzo. Il successo della musica a richiesta in tv è riscontrabile anche dai dati Istat. La Campania, con radio locali, si piazza al quinto posto dopo la Sicilia , la Lombardia , la Puglia e le Marche Il patrimonio di tv locali 86 la colloca al secondo posto dopo la Sicilia Anzi, le due regioni meridionali, in cui il fenomeno neo- melodico è maggiormente diffuso, hanno assistito ad una crescita del potere economico delle TV locali.

    Il legame con il territorio è il retroterra necessario per diffondere la musica e la cultura popolare, classica o neomelodica. Sugli anonimi palazzoni di periferia e nei vicoli del centro storico spuntano antenne paraboliche come funghi. Francesca Marini è la giovane conduttrice. In perfetto italiano presenta numerosi programmi in cui si promuovano i nuovi lavori musicali dei cantanti napoletani più famosi e delle giovani promesse.

    Si presentano i video, si fanno interviste, si dà la possibilità di intera- gire con il pubblico, si va alla scoperta della vita privata del cantante.

    Insomma, proprio come se fosse una Mtv napoletana che incontra la pop star del momento. Terminate le immagini, appare in studio Merola che saluta calorosamente il suo pubblico: …pubblico affollatissimo, bellissimo, stupendo, genuino, spontaneo… insomma cumme me!

    Cumme me… gentile, spontaneo, cordiale… Stammo carcerati, stammo in libertà, stammo in piazza, stammo fore piazza, stammo in America… si svolge tutto in piazza, va bbene?! Piaz- zetta Merola Oltre ad una ristretta cerchia di giornalisti, dei principali quotidiani napoletani, che, con le loro interviste, contribuiscono ad avviare anche il cantante più sconosciuto sulla via del divismo locale, va presa in considerazio- ne la produzione editoriale specialistica.

    Sciuè è un giornaletto per adolescenti, completamente dedicato al fenomeno neomelodico, che, negli anni Novanta, nonostante il prezzo esorbitante 5. Il titolo in dialetto significa svelto, leggero, veloce. Il tutto scritto in un napoletano italianizzato, facilmente comprensibile per gli ipo- tetici acquirenti.

    Tra gli allegati numerosi gadgets: il primo ed unico diario scolastico per fan neomelodici e le carte da gioco con i volti dei divi. In qualità di direttore responsabile, pubblica editoriali mensili diventati famosi per le polemiche agitate contro i detrattori della musica neomelodica.

    Il vuoto sarà colmato nel gennaio da 14 Ivi, p. Lo stile è sobrio. La veste grafica è asciutta. Decine di foto a colori riempiono le 25 pagine di colore bianco. La rivista si apre con una pubblicità a tutta pagina di Villa Cupido, un locale per ricevimenti alle falde del Vesuvio, dove si svolgono serate e meeting neomelodici.

    Le pagine centrali ritraggono star e nuove promesse nel giardino del ristorante: gli uomini indossano camice dai colori sgar- gianti o magliette attillate con capelli gelatinati ed occhiali da sole con la marca bene in vista.

    Le donne vestono con abiti scollati o magliettine trasparenti. Il trucco tende a mettere in risalto la bocca e gli occhi. I capelli sono nero corvino o biondo platino. Seguono le foto dedicate ad un evento particolarmente atteso una trasmissione televisiva o un concerto. Fissa è la pagina riservata alla casa discografica Mea Sound che, oltre ai numeri di telefono per contatti, indica i nomi dei cantanti di cui produce cd e video circa Nella seconda parte del giornale si lascia spazio alle interviste dedicate, quasi sempre, a nuove proposte lanciate dai big della musica neomelodica.

    Immancabile il poster del divo del momento che fa impazzire le ragazzine. Il direttore responsa- bile è Salvatore Apicella. La rivista rimanda i lettori alla visita del sito www. Oltre ai siti web dei cantanti più famosi, che promuovono concerti, cd, video, fan club e gadgets Gianni Celeste ha addirittura realizzato un calendario dove si mostra pressoché nudo , sono sbocciati forum e chat in cui sostenitori accaniti confron- tano opinioni e giudizi sugli artisti più in voga e scambiano file mp3 delle canzoni più famose Questi, come altri siti, sono organizzati tutti per sezioni omogenee: forum, chat, download di musica e video, photo gallery, news.

    Gli utenti medi sono uomini e donne dai 15 ai 30 anni con una buona alfabetizzazione digitale: una comunità virtuale in cui si possono incontrare ragazze e ragazzi dai gusti musicali omogenei.

    Addirittura, esiste un forum in fase di costruzione, neomelodici8m. Anche le case discografiche, per inseguire il target giovanile, hanno dovuto adeguarsi ai tempi. Il fine è informare gli utenti sui cd più venduti viene stilata una classifica , sulle apparizioni in tv dei cantanti e sulle novità videomusicali in uscita.

    Sms di R. Armani, Alessio. È un modo per coltivare in vitro le nuove leve musicali da lanciare sul mercato neomelodico. Non solo. La scuo- la di canto viene proposta come un mezzo per acquistare fiducia nella vita e crescere onestamente.

    Infatti, lo slogan che appare sul modulo di adesione on line è La musica è il tuo spazio pulito. La terza, www. Vale la pena aggiungerne una quarta: la già citata Mea Sound, www. Si limita a proporre la vendita on line degli autori presenti in catalogo. Il logo della casa discografica è il volto di uno scugnizzo. La Mea Sound vuole sottolineare, simbolicamente, che produce la musica preferita dai giovani dei quartieri popolari.

    Il boom della canzone neomelodica ha incoraggiato alcune case discografiche a seguire la strada della qualità tecnologica, della fide- lizzazione dei clienti e della scelta di interpreti con capacità vocali almeno sufficienti. In una serie di interviste realizzate alla fine del Antonio Ottaiano, Marco Ponticelli e Antoine risulta che: Purtroppo a Napoli non è come nel Nord dove ti fanno il disco e te lo promuovono, qui lo fai, te lo paghi, te lo promuovi, se vai bene ti prendi i soldi, se vai male hai perso; se non hai i soldi, anche se sei bravo hai già perso!

    Per questo la Zeus Record ha cercato di mettere un freno ad una incisione indiscriminata, dichiarando pubblicamente: Molti hanno la passione per la canzone napoletana, ma non basta solo questo… Dal abbiamo rifiutato nuove produzioni, per un aumento vertiginoso delle nuove proposte Per comprendere le dimensioni del mercato basta cercare notizie sui neomelodici in internet.

    Si troverà un sito e-commerce, www. Le selva di case discografiche è cresciuta in maniera spontaneistica, sfruttando le occasioni fornite dal vasto mercato della città. Sebbene si collochino ai margini della legalità, rientrano nel circuito urbano di piccole e medie imprese artistico-artigianali. Raio, Il neomelodico e la hit parade, www.

    Il loro punto di forza è il territorio: il quartiere è la ribalta in cui il privato diventa pubblico, in cui la canzone genera reciprocità e credibilità tra produttori e con- sumatori.

    Le canzoni di malavita seguono lo stesso flusso orizzontale, andando alla ricerca di un pubblico omogeneo che condivida i ver- si neomelodici sulla base di esperienze realmente vissute. Quando il pubblico si identifica pienamente nel testo, si ottiene una reciprocità tra emittente e ricevente che genera consenso culturale. Naturalmente, alla rete informale di produttori conviene assecon- dare le inclinazioni del sottoproletariato illegale urbano per alimentare un mercato in cui non esista più differenza tra prodotti originali e con- traffatti.

    Napoli è la città europea con il più esteso scambio paralegale pubblico di prodotti musicali. La musica neomelodica svela il volto della città illegittima, separata e dinamica, che furtivamente, prepara, accompagna, sostiene e difende il processo di autosegrega- zione dei Quartieri Stato.

    Ovunque è possibile allestire laboratori domestici, spesso controllati da computer, in grado di masterizzare anche 50 cd ogni tre minuti. La vendita di prodotti contraffatti fomenta una pericolosa mi- scela esplosiva, in cui si mescolano creatività, arte di arrangiarsi e criminalità. Mignone, La pirateria musicale, in AA. Barbagli, Il Mulino, Bologna, , pp. Nella logica criminale di massimizzazione dei risultati e di minimizza- zione dei rischi, molto spesso i percorsi della musica sono gli stessi della droga, delle armi, del contrabbando dei tabacchi lavorati esteri t.

    I Lorusso, infatti, appartegono alla famigerata Alleanza di Secondigliano che vuole dominare i traffici della metropoli e delle zone vicine. Nel il boss pentito di Forcella rincara la dose. Luigi Giuliano rivela ai magistrati antimafia che la malavita napoletana considera la contraffazione di videocassette e cd tra gli introiti ordinari mensili. Ma la storia della contraffazione di massa comincia negli anni Ottanta quando, su una quantità enorme di musicassette vendute da ambulanti e negozianti compiacenti, appare la sigla Mixed by Erry.

    Una garanzia di qualità perché, tra i tanti falsi in circolazione, questo assicura un ascolto pu- lito. Quale cittadino campano non ha avuto tra le mani almeno una 23 Ivi, p. Erry, alias Enrico Frattasio, è un vero e proprio deejay della falsificazione: oltre a copiare gli album più venduti si diverte a realizzare compilation con le hit più ascoltate.

    Tra il e il , in soli otto mesi, i fratelli Frattasio acquistarono più di mila cd box per cui, tenuto conto per ogni cd del prezzo di vendita di 12 mila lire e dei costi di circa 3 mila, realizzarono un fatturato mensile di almeno milioni di lire e un guadagno di oltre milioni… il tutto a rischio quasi zero La casella della pirateria, ga- ranzia di entrate sicure a basso rischio di persecuzione, rimane vuota.

    Con lui la contraffazione musicale fa un salto di qualità. Per comprendere come Cesarini diventa il leader del settore è necessario ricostruire la vicenda.

    Le apparecchiature sequestrate ai fratelli Frattasio vengono imma- gazzinate presso il Soccorso Stradale Supercar. Master, cassette e cd vergini, piastre di registrazione, duplicatori professionali, microfoni, cuffie, copertine falsificate sono tutte stipate nel deposito giudiziario. Dopo qualche mese, il funzionario della FIPI26, giunto da Milano per verificare lo stato dei materiali, non troverà quasi nulla.

    Si scoprirà che socio del deposito Supercar è Alessandro Cesarini. La sua specialità, neanche a dirlo, sono i neomelodici. La riproduzione di questo genere va fortissimo. Questa strategia dumping della contraffazione mette in ginocchio le case discografiche regolari. A questo punto Cesarini è entrato nella discografia ufficiale. La sua stampatrice Duplimagic riproduce la musica di ben tre eti- chette neomelodiche: Mea Sound, Megaride Sound ed Enterprise.

    Evidentemente i tre marchi, grazie alla presenza delle due figlie nelle compagini societarie, in cambio della raggiunta salvezza, devono di- stribuire prodotti contraffatti mascherati tra gli originali.

    Il clan riceve una quota fissa, reinvestita in ulteriori attività criminali contrabbando di t. Cesarini, sospettoso ed attento, non risponde ai telefoni delle sue società, né mantiene una scheda SIM per più di due giorni.

    Cade nella trappola tesa dalla Magistratura per colpa di una donna, la sua amante, a cui è stato messo il telefono sotto controllo. Sono sempre più i ragazzini che scaricano dalla rete le canzoni più famose per salvarle sui lettori portatili. La complessità del mercato descritto radio, tv, stampa specializ- zata, case discografiche, rete telematica, contraffazione conferma che la canzone napoletana è anche e forse soprattutto una merce.

    Un 27 R. E questa produzione che nasce dalla voglia di esprimersi di un popolo è una vera e propria industria che dà lavoro a migliaia e migliaia di persone: copisti, maestri di musica, tipografi, orchestrali, cantanti, organizzatori, apparatori di feste di piazza, arran- giatori, ambulanti, discografici, rappresentanti, negozianti, esportatori, teatranti, sceneggiatori, fotografi, tecnici delle luci, contrabbandieri per- fino, che vendono musica anziché droga Torre in E.

    Il pen- timento mette a rischio le sorti economiche di centinaia di famiglie che campano intorno agli affari del clan. Non supera i dieci anni. E non solo. Qualcuno ha provato a chiedere a Tommy Riccio se il successo della canzone lo ha reso il menestrello della camorra. Insomma, la camorra rimane un tabù da non toccare. Rossi, T. Riccio, L. Vive e lavora a Napoli, nel quartiere di Pianura. Famosa tra i fan neomelodici è la versione lamentosa e gorgheggiante del catanese Gianni Celeste.

    Come protagonista della storia viene scelto il modello Antonio Capuano, in arte Karim, che ha conquistato in TV il cuore delle ragazzine partecipando alla trasmissione Uomini e Donne e che ha preso parte al realty show La talpa.

    Ospedale Moscati di Napoli. Nicola Di Falco Karim e la moglie Barbara Chiappini stanno facendo visita al padre di lui che li accoglie su una sedia a rotelle.

    Gli manca poco da vivere. Nicola è disperato. Un semplice operaio, come lui, dove troverà mai quei soldi? Vogliono uccidere don Antonio. Nicola è il più veloce di tutti e riesce, con un salto, a salvare la vita di Cantalamessa. Gli atten- tatori fuggono. Marco, il duro del clan, riceve una telefonata. La questione è seria e chiede a Nicola di accompagnarlo.

    Marco, di fronte alla richiesta di una dilazio- ne, reagisce picchiando Tarli selvaggiamente. Nicola è in difficoltà e, spaventato dalla ferocia del suo compagno, rifiuta di partecipare al pestaggio. Fuggono nascondendo il volto sotto i caschi, ma un operaio della ditta prende il numero di targa della moto di Nicola. Marco in un gesto di ira estrae la pistola, ma viene fer- mato dagli amici presenti. Tommy dovrà accompagnarlo per coprirgli le spalle. Nicola torna a casa, giusto il tempo per salutare moglie e figli, prima di partire.

    La polizia, tuttavia, scoperto il suo legame con Can- talamessa, invia una squadra per catturarlo. Il poliziotto è convito che sia stato Di Falco ad esplodere il colpo mortale e, sul corpo esanime del ragazzo, giura che gli darà la caccia finché non avrà la sua vendetta. A Palermo ad accogliere il latitante ci sarà un boss della mafia, don Tano, che lo ospita in un albergo di lusso e gli procura soldi e vestiti, ma la polizia è sulle sue tracce.

    Giunto a Napoli, incontra la moglie alla quale confessa di volersi costituire. La donna non ritiene possibile questa scelta. Dopodiché, gli annuncia che il padre è morto. Sono diventato delinquente, ma sono conten- to di averlo fatto se no [sic! Il boss gli ordina di sparire definitivamente andando a vivere a Casablanca. In attesa della partenza viene nascosto in un luogo sicuro: in una scena si mostra il nascondiglio dove insieme a Nicola si rifugiano altri due latitanti.

    Un gesto inutile. Mentre si svolge la sparatoria, il regista mostra don Antonio in preghiera nella sua cappella privata. Non servirà a nulla. Il latitante decide di uscire allo scoperto. Questa volta il boss riceve un rifiuto. La vedova non vuole che le sue creature debbano essere grate alla camorra per la loro educazione.

    Il latitante è un bravo ragazzo che ha perso la retta via a causa della povertà. Questa è la principale giustificazione ad ogni forma di adesione alla camorra. Non sono i giovani che scelgono la malavita, semmai è la criminalità organizzata che sfrutta il loro disagio in assenza di un aiuto concreto dello Stato. Sembra quasi un guappo vecchio stampo che tratta paternamente i suoi guagliuni e le loro famiglie.

    Eppure, quando gli affari sono in pericolo, non esita a farli eliminare tutti, pur di rimanere intoccabile. Nel primo caso usa la violenza e la ricchezza per dispensare favori stabilmente. Fino alla metà degli anni Set- tanta la figura del patrono è più forte di quella del broker. Il guappo, il contrabbandiere, il mediatore agrario hanno rappresentato per la mitologia camorrista un modello di notabilato prestigioso, rispettabile ed onorevole.

    Con la droga si apre la strada al brokeraggio criminale. Il camorrista, per organizzare e gestire il traffico di stupefacenti, cerca di aggregarsi a coalizioni criminali che hanno come obiettivo la com- mercializzazione della polvere bianca.

    Tuttavia, la carriera criminale non sarà mai completa fin quando non sarà elevato al rango di patrono territoriale. Nel film la moglie è il personaggio che subisce di più: prima la scelta di delinquere, poi la latitanza ed infine la morte del marito, ri- manendo sola con i suoi figli. Ma sarà proprio la donna a restituire un pizzico di speranza alle giovani generazioni, rifiutando il denaro della camorra per educare i propri figli, anche se per crescerli onestamente dovrà lasciare Napoli.

    Alla proiezione del film, presso il cinema Felix oggi chiuso nel quartiere di Chiaiano periferia nord di Napoli , deve intervenire la polizia a sedare eventuali tafferugli tra le migliaia di spettatori che spingono ed urlano per poter vedere il loro beniamino, Tommy Riccio, che si cimenta nel ruolo di attore drammatico.

    Una down town in cui i pentiti sono infami, il carcerato è un eroe e lo spacciatore o il killer sono professionisti che si avviano alla carriera criminale e, quindi, al benessere. Ogni qualvolta si affronta il fenomeno neomelodico da questo versante scatta un immediato paragone con i testi di malavita scritti da Salvatore Di Giacomo e Libero Bovio.

    È possibile paragonare testi redatti nella prima metà del Novecento con quelli attuali? La Napoli descritta in quei versi è ancora quella della promiscuità sociale, della comunità del vicolo: il nobile ed il ricco borghese vivono ai piani alti dei palazzi, la piccola borghesia occupa i piani inferiori e la plebe si accatasta nei bassi.

    La stessa camorra, o meglio la Bella Società Riformata, è stata sottoposta ad una forte persecuzione sfociata nel processo Cuocolo. Salvatore Di Giacomo nasce nel Il padre è uno stimato medico e la madre una musicista. Decide di seguire la sua passione umanistica: prima come cronista dei principali quotidiani cittadini, poi come critico letterario dei giornali e delle riviste di maggior grido.

    In questo ambiente conosce Matilde Serao e Edoardo Scarfoglio, che lo introducono nei salotti intellettuali.

    Intanto il suo lavoro di cronista lo avvicina alla Napoli più verace e sofferta. I drammi e le miserie suggestionano la scrittura di Di Giacomo.

    Assunto come bibliotecario, presso la Biblioteca Nazionale di Na- poli, in pochi anni ne viene nominato direttore Nel silen- zio del suo ufficio, lontano dai clamori della belle époque partenopea, perfeziona il dialetto digiacomiano, un napoletano italianizzato, che assorbe la matrice popolare dei testi della letteratura greca e neoclas- sica.

    Con Di Giacomo la poesia in dialetto torna qualitativamente in competizione con quella in lingua. Proprio come le grandi capitali, Parteno- pe è sinonimo di eleganza e solennità classicheggiante, ma allo stesso tempo dolente ed amara nella sua oscura miseria.

    Libero Bovio nasce nel La vena arti- stica discende dal gene materno, insegnate di pianoforte. Il giovane è avviato agli studi universitari in medicina che non porta a termine per dedicarsi al teatro e alla poesia dialettale. Morirà nel affetto — come si dice a quel tempo — da un male incurabile. Si potrebbe obiettare, allora, che sia Ferdinando Russo il progeni- tore nobile della lirica neomelodica. O ancora la lirica che narra la vicenda di Gennarino Sbisà, detto coppola rossa, insuperabile maneggiatore di coltello, macellaio e camorrista.

    A suffragare questa ipotesi si potrebbe ricordare che Russo ha stabilito un rapporto immediato con i guappi, i camorristi, le donne di malaffare dei bassi e il popolo minuto. Russo, più giovane di Di Giacomo, più anziano di Bovio, è un altro esponente delle borghesia napoletana. Don Ferdinando, detto guappetiello, da buon intellettuale parte- nopeo, sarà un assiduo frequentatore dei salotti di cui sono animatori Scarfoglio e la Serao. Infine, proprio come Di Giacomo e Bovio, lascerà il lavoro giornalistico per un più sicuro impiego al Museo Nazionale.

    Più che il precursore delle canzoni neomelodiche Russo è il giornalista antesignano dei dossier di cronaca sul campo. Svolge accurate indagini sul territorio, contattando i protagonisti della malanapoli. Il suo è un verismo giornalistico che giunge a dignità letteraria. Una smania di inchiesta antropo- logica che lo costringe a simulare, imitare ed estremizzare modi ed atteggiamenti. Il Russo rappresenta una certa borghesia che si consegna alla cultura popolare e ai suoi problemi in piena buona fede, ma sempre da un piano più elevato La trasposizione lirica della prossimità residenziale di ceti sociali diversi.

    La metropoli attuale, evidentemente, non è comparabile con la realtà urbana di quegli anni. Il contrabbando, le trasformazioni urba- nistiche, la disattenzione dello Stato, le guerre di camorra hanno inciso profondamente sul suo tessuto sociale.

    In realtà, i testi non sono altro che la trascrizione musicale di storie comuni del quartiere, nelle quali è facile ritrovarsi perché tutti appar- tengono allo stesso ceto sociale e tutti sono potenzialmente devianti e potenzialmente recuperabili.

    La canzone non è un inno alla malavita. Appar- tiene, invece, alle liriche della Belle epoque dedicate alla donna-vipera: essere sensuale, infedele e menzognero che con il morso della passione inietta il suo veleno. Cinque anni più tardi Ernesto Giovanni Gaeta, meglio conosciuto come E. Quando ella abbandonavasi fremente sul mio seno, parea schizzasse tutto il suo veleno! Bovio, R. Più la donna è malvagia, più lo possiede.

    Il latitante è una persona che si sottrae al giudizio della legge. Un uomo che, anche se innocente, preferisce fuggire, piuttosto che essere giudicato da un tribunale.

    Ma se è innocente perché sottrarsi al giudizio? La secolare sfiducia nelle istituzioni statali è più forte del desiderio di garantire il proprio diritto alla difesa. Non importa se bisogna vivere nascosti, senza poter reclamare la propria innocenza, tanto chi vive in certi quartieri di Napoli è colpevole dalla nascita.

    La latitanza, dunque, è una necessità. Deve rispettare le regole comunitarie che impongono la fuga e non certo la possibilità di difendersi di fronte alla legge. Boato nella notte a Casoria, bomba danneggia negozio di abbigliamento. Cadavere sui binari a Casoria, donna uccisa dal treno. Silvio Russo - 16 Ottobre 0. Scoperta sala scommesse abusiva a Napoli, sequestro da 10 mila euro 16 Ottobre Nuovo colpo al gruppo della , Giaccio preso dai carabinieri 16 Ottobre Agguato ad Anna De Luca Bossa, chi ha sparato 6 colpi di pistola ha un nome e un volto 16 Ottobre Paletti abusivi tagliati e motorini sequestrati: task force della Municipale tra Quartieri e Montesanto 16 Ottobre Spaccio in piazza a Qualiano, 20enne trovato con droga e soldi: arrestato.

    Il nome 16 Ottobre Coppia qualianese uccisa nel silenzio della morte: le cause della morte del 40enne e della 37enne 4 Febbraio Privacy Policy Pubblicità Contattaci. L'album contiene 12 brani. Il 4 maggio Raffaello pubblica su iTunes e i vari social, il suo nuovo singolo Nessuno è Perfetto , accompagnato dal videoclip [7] , come non faceva dal Il 6 luglio Raffaello viene arrestato per violenza a pubblico ufficiale per aver aggredito in strada un vigile del fuoco [9] e condannato in direttissima ad un anno con la condizionale [10].

    Il 25 luglio del , Raffaello saluta pubblicamente durante un concerto il boss referente di cosa nostra Gino Abbate, detto "Ginu u' mitra" [11].

    Il 29 aprile Raffaello viene nuovamente arrestato per tentata corruzione a pubblico ufficiale, aggiungendo ''Non avete capito chi sono? Sono un famoso cantante, non avete rispetto per il successo?

    Il 14 agosto viene ancora una volta arrestato. Dopo due giorni nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ottiene gli arresti domiciliari. Il cantante è arrestato con l'accusa di aver sparato, il 20 giugno , contro i clienti di un ristorante di Teverola e di aver ferito un cameriere. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. URL consultato l'11 settembre Migliaccio - T. URL consultato il 4 maggio


    Nuovi post