Esthergarvi

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SCARICARE GVSIG ITALIANO

Posted on Author Vukora Posted in Software


    Contents
  1. Layer strade Catasto
  2. LABORATORIO su Graphical Information Systems (GIS)
  3. Re: Layer strade Catasto
  4. GvSIG 1.9 RC1, pronto per il download

Conosci gvSIG Desktop, il Sistema di Informazione Geografico open source Scarica gvSIG Desktop, accedi alla Guida pratica ed inizia ad utilizzarlo!. Ogni contributo è valido e contribuisce a rendere il progetto gvSIG sostenibile ed in crescita. Per contribuire al progetto puoi accedere alla pagina dedicata. Associazione gvSIG. La più vasta comunità online di Scarica gvSIG. gvSIG Desktop. Formazione. Formazione. Apprendere gvSIG. Eventi. Conferenze gvSIG . Salta al contenuto. gvSIG Association español · català · English italiano português · Prodotti/; gvNIX Associazione gvSIG: Nuove idee per un nuovo modello.

Nome: gvsig italiano
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: Android. Windows XP/7/10. iOS. MacOS.
Licenza:Solo per uso personale
Dimensione del file: 35.60 Megabytes

Non credo si possa risolvere cmq ci provo. Esiste una qualche tool che ce la crei in automatico dal poligono? Antonio Calzavara. Sistema Informativo Territoriale. Settore Sistemi Informativi. Questo messaggio potrebbe contenere opinioni personali le quali non costituiscono impegni o posizioni ufficiali, salvo sia diversamente indicato.

Layer strade Catasto

Insomma un gran casino che nemmeno ti saprei spiegare visto che ho iniziato a occuparmi poco e di malavoglia Sottolineo che tutto era regolare: esri sapeva benissimo l'uso che doveva essere fatto di quelle copie e dove sarebbero andate.

Il discorso legato alla localizzazione va al di là del semplice ArcGis, è ormai una regola che nell'ambito shareware esiste da un po'. Un po' come Windows, te lo vendono con la lingua del paese in cui ti trovi e cambiarla è un casino ammesso che si possa fare!!! La cosa ovviamente non si pone con l'open source, specialmente se si usano le combinazioni segnalate da Alessio a cui aggiungerei anche GRASS. Questioni di mercato? Minore domanda? La percentuale dei rivenditori? Spese doganali? Questioni di moneta?

Le variabili sarebbero tante, se consideriamo poi che il sw è sempre in inglese e, nella confezione, non mettono neanche una guida, direi che proprio non me lo spiego. Key: Admin , Global Mod , Mod. Da libero profesionista esperto in GIS mi era balenata l'assurda idea di comprarmi il miglior programma GIS al momento sul mercato. Vittorio Emanuele Iervolino Napoli. Yoda, Stars War. In linea di massima condivido quello che hai scritto. Originariamente inviato da: e.

Ritorno dopo un bel po' di tempo nel forum, visto che tra l'altro ho completamente abbandonato il mondo del GIS e mi sono dedicato ad altro, mio malgrado è la vita, ma la passione resta. Topic Precedente Indice Topic Successivo. Stampa Topic Switch to Threaded Mode. Powered by UBB. Filo diretto con i geologi italiani. Non sei ancora entrato. Rimuoviamo il vecchio layer e facciamo uno zoom sul nuovo layer raster riproiettato.

Come annunciato con il rilascio di gvSIG 2. Per questa versione stiamo lavorando sulle modifiche necessarie per rendere disponibili le distribuzioni ufficiali di gvSIG per Mac e Windows a 64 bit. Sono cambiamenti significativi e relativi alle librerie raster e alle proiezioni, che speriamo ci permettano di avere queste nuove importanti distribuzioni di gvSIG.

Questo nuovo strumento consentirà agli utenti di creare visualizzazioni 3D dalle viste tradizionali 2D di gvSIG. Per installare questo add-on è necessario usare una versione di gvSIG 2. Caricare l ayer raster : si possono caricare layer raster con tutte le proprietà di trasparenza, ottimizzazione e tabelle d e i color i pre definite. Inoltre vengono caricati due layer raster di base per la vista 3D per migliorar n e la vis ualizzazione.

Sincronizza zione delle modifiche : Quando si crea una vista 3D, quest a è collegata alla vista 2D da cui è stat a creat a consentendo di applicare nella vista 3D le modifiche fatte nella visualizzazione 2D.

LABORATORIO su Graphical Information Systems (GIS)

Le m odifiche supportat e sono: simbologia, o rdine dei layer , v isualizzazione, aggiunta ed eliminazione dei layer. Schermo intero : Visualizza la vista 3D a schermo intero e risulta molto utile per presentazioni e conferenze. In questa prima versione abbiamo cercato di fornire uno strumento per visualizzare layer vettoriali, raster e 3D MDT. In futuro, si prevede di aggiungere ulteriori funzionalità come viste anaglifo, modellazione voxel, livelli vettoriali, simboli 3D…. In questa prima versione, per poter attivare gli strumenti 3D, le viste 2D devono essere esclusivamente in EPSG: Infine, v i invitiamo a provare e segnalare ogni eventuale errore riscontrat o.

Di seguito un breve video sulle potenzialità di questa estensione. Chiediamo alle comunità gvSIG un forte contributo nella fase di test e debug per arrivare quanto prima alla versione finale. La versione gvSIG 2. Oltre ad un considerevole numero di correzioni di bug precedentemente segnalati, le principali novità che potete trovare in questa versione sono:. Inoltre, sebbene questo manuale sia pensato per gvSIG 2.

Questo plugin permette di caricare i dati precedentemente salvati in formato Microsoft Excel. Questo plug-in sarà incluso di default nella prossima generazione di gvSIG, ma è possibile testarlo fin da subito. Una tradizionale carta numerica C.

La registrazione delle informazioni, una volta definito il sistema di riferimento cartografico e il modello dei dati, avviene sostanzialmente utilizzando il formato vettoriale. Gli oggetti grafici rilevati sono composti di punti, spezzate sequenze di segmenti adiacenti, cioè aventi un vertice in comune e superfici polilinee chiuse.

Tipici dati memorizzati in formato vettoriale sono quelli che provengono dalla digitalizzazione manuale di mappe, dai rilievi topografici con strumenti di campagna, dai CAD e dai sistemi GNSS2, oltre che ovviamente dalla restituzione aerofotogrammetria. In genere, le stampe ottenute dalla cartografia numerica presentano graficismi molto più minimali, campiture scarsamente personalizzabili ed entità geometriche non specifiche per ogni oggetto.

Il CAD non si è mai mostrato strumento 2. Con il termine GNSS Global Navigation Satellite System si intendono tutti i sistemi di posizionamento basati su costellazioni di satelliti artificiali che trasmettono opportuni segnali verso terra.

A chiarimento se ne riporta un esempio di immediata comprensione. In una tradizionale cartografia numerica Figura 2 le entità geografiche in essa contenute non devono necessariamente essere rappresentate in modo esplicito. Molte entità geografiche risultano, infatti, per differenza, quali aree delimitate da altri oggetti esplicitamente definiti. Un tipico esempio di questo fenomeno è fornito dalle strade. Gli oggetti rappresentati esplicitamente sono, in questo caso, i muri e, più in generale, tutti gli elementi costruiti compresi i cordoli di marciapiede, ecc.

Analoghe considerazioni interessano le linee comuni a costruzioni diverse: non vi è alcuna esigenza grafica di duplicare tali tratti in quanto la rappresentazione è comunque compiuta e organica. In una C. Questa caratteristica, che costituisce una delle differenze più importanti rispetto ai DbT, è illustrata in Figura 2. Occorre infine aggiungere come le C.

In realtà, sia per il fatto che molte carte tecniche erano state realizzate in precedenza, sia perchà pochi anni dopo sono stati introdotti i DbT, esiste una panorama assai vario di specifiche e di codifiche per questo tipo di carte.

Un secondo problema generalizzato riguardante le C. Figura 2 — Diverse visualizzazione di una C. In alto la C. Figura 3 - Differenza tra struttura della tradizionale C. La prima in particolare è influenzata da notevoli errori nella determinazione delle coordinate fino a oltre 1 m. Come verrà illustrato nel seguito, la trasformazione tra i due sistemi di coordinate non è univoca, ma dipende dai. Con il termine di errore di graficismo si individua la minima distanza su una carta analogica tradizionale quindi su supporto cartaceo al di sotto della quale non è possibile rappresentare due elementi planimetrici distinti.

Esso indica di fatto la risoluzione della carte ed è legato ai limiti dei dispositivi di stampa. Solitamente tale valore è individuato dalle specifiche tecniche che normano una certa produzione cartografica, con un valore che in Italia è solitamente scelto attorno a 0,2 mm sulla carta. A tale valore sono legati i concetti di tolleranza e di precisione del rilievo che porta alla produzione della carta fotogrammetrico e topografico.

Nel caso delle carte numeriche, tale concetto rimane con un significato diverso. Infatti, una C. Tuttavia, ciascuna carta di tipo digitale presenta comunque una scala nominale, che definisce la precisione con cui devono essere rilevati gli oggetti e costituisce il criterio principale per definire quali oggetti devono essere rilevati. Una carta digitale avrà dunque errore nominale di graficismo o limite di cattura corrispondente a una carta analogica di scala equivalente.

Una volta fatte queste considerazioni occorre aggiungere che molte C. Per questo motivo, in molti casi sono stati realizzati e si stanno realizzando i DbT a partire dalla cosiddetta trasposizione delle C.

Ovviamente, in questi casi si dovrà provvedere a rilievi di aggiornamento per poter integrare nel nuovo DbT il contenuto che non esisteva o che è stato modificato rispetto alla C. Le considerazioni sopra riportate cambiano invece radicalmente analizzando la struttura di un DbT. Il lato comune ai due oggetti è quindi presente due volte perché appartenente a due entità distinte. Il risultato è illustrato in Figura 4 in alto , dove è riportata una porzione di DbT corrispondente alla stessa area rappresentata nella C.

Occorre tenere presente che questa visualizzazione a colori non è memorizzata nei file SHP utilizzati per archiviare il DbT, come verrà illustrato nel seguito. La visualizzazione richiede la definizione di una legenda che associa a ciascun tipo di oggetto un colore ed eventualmente una campitura. Le differenze principali sono tuttavia altre due. Figura 4 - Visualizzazione del DbT corrispondente alla medesima zona rappresentata nella C. Nella parte centrale e inferiore della Figura 4 vengono visualizzate solamente due categorie di oggetti.

In quella centrale è attiva solo la vegetazione che, oltre ad essere autoconsistente rispetto alla C. Appare quindi evidente come ogni area sul terreno è descritta tramite un oggetto areale.

Re: Layer strade Catasto

Non solo, nel DbT esiste un sottoinsieme di classi di oggetti che concorrono alla completa copertura del suolo senza buchi o sovrapposizioni: tale condizione necessaria viene gestita complessivamente attraverso le relazioni ed i vincoli topologici che le specifiche regionali hanno definito.

La seconda importante differenza tra DbT e C. Infatti, tutti gli oggetti, e la relativa banca dati associata, possono essere interrogati semplicemente previa identificazione a video degli stessi. Se in ambiente GIS interroghiamo un qualsiasi oggetto si scopre che ad esso sono associati una serie ben definita di informazioni Figura 5, a sinistra , contenute in tabelle associate che fanno parte a tutti gli effetti del dato prodotto file di consegna con estensione DBF, associato a ciascun file SHP.

Tutte queste informazioni sono interrogabili in vario modo. Ad esempio determinando la superficie e lo sviluppo di una strada Figura 5, a destra , è possibile determinare il numero di posti auto di una certa zona. Diverse tipologie di oggetti presentano una struttura a rete elementi viabilistici, ferroviari, idrografici, reti tecnologiche.

Per esempio, la viabilità ha un contenuto aerale, relativo alle superfici e ad altri attributi Figura 6, sinistra , ma anche un suo contenuto lineare, corrispondete al grafo fatto di elementi stradali e giunzioni Figura 6, a destra. Lo stesso dato quindi, anzi, gli stessi oggetti esistenti nel territorio, sono letti secondo differenti contenuti, che rimandano ad applicazioni, gestioni e progettazioni differenti.

Figura 6 — Rappresentazione duale della viabilità: a sinistra le superfici occupate al suolo, rappresentate tramite una geometria poligonale; a destra la struttura a rete descritta tramite il grafo stradale, composto da elementi o archi e da nodi. Per poter implementare in modo corretto la struttura dati illustrata è stato necessario redigere opportune specifiche tecniche adeguate alle diverse scale di produzione Tali specifiche tecniche, oltre a definire quali elementi debbono essere riportati nel DbT in funzione delle differenti scale di produzione, sono fondamentali in quanto stabiliscono una serie di regole circa le relazioni e le proprietà topologiche dei diversi oggetti.

Queste ultime fanno riferimento alle relazioni geometriche spaziali tra gli oggetti dello stesso tipo e tra quelli di tipo diverso.

Per esempio, le regole topologiche descrivono quali oggetti si possono sovrapporre reciprocamente e quali no, quali si possono toccare o meno, quali concorrono alla completa copertura del suolo. Un prodotto cartaceo che riporta informazioni non rispondenti a quelle richieste ne compromette la leggibilità; o ancora, uno strato informativo adeguato ma difficilmente interpretabile riduce di molto la portata delle indicazioni fornite. I Db Topografici con la loro ricchezza di contenuti e le innumerevoli possibilità di rappresentazione abbattono, difatto, il vincolo connaturato alla tradizionale cartografia in bianco e nero.

La possibilità di esplicitare gli elementi di un Db Topografico secondo determinate istanze, abbinate in funzione dei casi specifici ai numerosi attributi previsti, genera una casistica quasi infinità di combinazioni che non possono essere contemporaneamente contemplate in un unico progetto di stampa.

I software GIS permettono infatti la creazione di simboli e vestizioni complessi e pertinenti con le specifiche rappresentazioni tematiche.

Non trascurabile è inoltre la possibilità di utilizzare il colore come componente discriminante per una rappresentazione maggiormente intuitiva dei contenuti della cartografia derivata dal Db Topografico. La prima caratteristica indica la spaziatura dei dati, che solitamente è isotropa, quindi uguale nelle due direzioni planimetriche ortogonali.

Una ortofoto digitale è una carta raster a colori. Un ben noto esempio di cartografia raster è costituito dalle Carte Tecniche Regionali ad esempio la CTR alla scala Quella prodotta nel passato era costituita da una quantizzazione binaria, per cui ciascun pixel poteva assumere un valore bianco o nero. Entrambe le soluzioni implicano una dimensione dei file raster assai maggiori rispetto a quelli corrispondenti della versione in bianco e nero del passato.

Ciascun valore del GRID di solito non è stato rilevato direttamente sul terreno, ma proviene da una interpolazione dei valori misurati che solitamente non sono allineati lungo i nodi della griglia. Le tecniche più utilizzate oggi per la produzione di modelli del terreno sono la restituzione fotogrammetrica anche tramite correlazione automatica delle immagini digitali , e il LiDAR laser scanning aviotrasportato.

A partire dai dati del GRID è poi possibile calcolare per interpolazione le quote di punti situati tra i nodi. In questo caso, i punti rilevati vengono mantenuti nel modello a differenza di quanto avviene nei DEM e sono uniti tramite una maglia di triangoli che approssima la superficie del terreno.

Infatti, un DTM descrive la superficie topografica del terreno filtrata da tutti gli oggetti mobili ma anche dalle costruzioni e dalla vegetazione. Il metodo di rilievo di un DbT è quello fotogrammetrico.

La scala dei fotogrammi è fondamentale per il livello di interpretazione dei dati. I Db topografici hanno quindi differenti scale di approccio, in funzione del dettaglio di informazioni dettate dagli oggetti presenti in un certo territorio, si riferiscono a svariati temi e livelli di gestione, interagiscono potenzialmente con numerose e diverse banche dati.

In questa ottica nasce il concetto di DB topografico multiscala per cui, in funzione del dettaglio presente in un certo territorio, si deve eseguire la fase di primo rilevamento ad una certa scala. Le scale minori debbono essere invece derivate di conseguenza vedi Figura 11 di seguito. Il metodo di approccio appena descritto è stato fatto proprio da Regione Lombardia per il progetto di co-finanziamento del DbT per la Provincia di Lecco. In realtà poi la suddivisione, che in generale si ispira al criterio del differente livello di urbanizzazione tra le diverse zone, è dipesa anche dalle scelte strategiche ed economiche dei singoli comuni che hanno contribuito, quota parte, alla realizzazione del progetto.

Esempio significativo di tale logica è quello relativo al rilevamento delle reti tecnologiche, fondamentali per un Sistema Informativo Territoriale comunale e indispensabili per rispondere ai requisiti dei previsti PUGSS Piani Urbanistici Generali dei Servizi del Sottosuolo. Non è ragionevole rilevare con le tolleranze di posizione assolute della scala nominale Questa impostazione ha per decenni portato a differenti rilievi alle varie scale dello stesso territorio, producendo progressivamente cartografie spesso fra di loro non congruenti, tutte non aggiornate e non aggiornabili e con contenuti anche non omogenei.

Si noti per esempio in Figura 12 la notevole discrepanza in corrispondenza della strada nella sovrapposizione tra carta tecnica redatta alla scala Figura 12 - Sovrapposizione di due carte a scale differenti relative alla medesima zona, dove si possono osservare le notevoli discrepanze.

GvSIG 1.9 RC1, pronto per il download

In generale, i sistemi GIS non comportano particolari difficoltà a livello di gestione, ma per assicurare i tradizionali prodotti cartografici è necessario operare una serie di scelte a svariati livelli affinché la visualizzazione adotti, in modo automatico, un simbolismo adeguato alla diversa scala di rappresentazione.

Procedendo secondo la logica multiscala appena esposta, il DbT alla scala Con questa procedura si intende la trasformazione del contenuto di una carta rappresentata a una certa scala in una scala inferiore.

Si tratta quindi di mettere a punto specifiche di rilevamento Specifiche di contenuto e schema fisico di consegna dei Database topografici alle varie scale , inizialmente approntate per la scala In ottica di visualizzazione, in un db topografico multiscala è pertanto corretto che ciascuna zona di territorio venga rappresentata alla scala cartografica per cui è stata prodotta o eventualmente alle scale minori, ma non viceversa.

Non sarebbe invece corretto che le aree extraurbane restituite alla scala Infatti, nelle aree dove è stato rilevato un DbT alla scala Il problema principale diviene pertanto quello di garantire una corretta interazione del dato associato.

Si pensi, ad esempio, a come vengono gestiti i numeri civici riferiti ai diversi corpi di fabbrica che, nella generalizzazione dal DbT Nella realizzazione di un DbT multiscala, al di là degli inevitabili ostacoli riscontrati, sono comunque numerosi i vantaggi conseguiti sia a livello di riduzione dei costi globali di produzione, sia soprattutto a livello di qualità del dato associato e delle possibili sinergie di realizzazione.

In Figura 14 è riportata una sezione della CTR alla scala Figura 13 - Durante la generalizzazione cartografica, alcuni oggetti rilevati alla scala I documenti prodotti da tale organismo sono pubblicati sul sito Web del DigitPA www. Si tralascia invece in questa sede di fornire una descrizione altrettanto dettagliata degli allegati C, D ed E che hanno lo scopo di definire le specifiche per la generazione dei prodotti cartacei a partire dal DbT multiscala.

Questo raggruppamento non ha solo uno scopo di classificazione gerarchica degli oggetti, ma anche quello di organizzare gli strati in sottoinsiemi a loro volta morfologicamente o funzionalmente omogenei. Figura 15 - Organizzazione gerarchica delle diverse tipologie di oggetti presenti nel DbT multiscala.

Tutte le tabelle che descrivono gli oggetti contengono sempre le informazioni relative allo Strato-Tema-Classe che li classificano. In sintesi, tutti gli elementi del catalogo oggetti risultano essere ordinati in 11 strati. Gli strati contemplati nel DbT di Regione Lombardia sono: 00 - Informazioni geodetiche 01 - Viabilità mobilità trasporti 02 - Immobili e antropizzazioni 03 - Gestione viabilità e indirizzi 04 - Idrografia 05 - Orografia 06 - Vegetazione 07 - Reti tecnologiche 08 - Località significative 09 - Ambiti amministrativi 10 - Aree di pertinenza Ciascuno di questi strati è indicato con un codice numerico a due cifre.


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