Esthergarvi

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TESTO COPIONE NATALIZIO SCARICA

Posted on Author Kajilkis Posted in Software


    Contents
  1. RecitarCantando
  2. MaestraSabry
  3. Copioni teatrali
  4. La fuga dell'acca. La didattizzazione del testo. Il copione teatrale

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Ecco un elenco di copioni per recite scolastiche , manifestazioni o spettacolini vari. Bambino di bontà.

Con lo stesso amore Festa della mamma. Copioni natalizi. Emergenza rifiuti a Napoli.

Poi siamo arrivati al , e a Gavenadopocena la mia compagnia teatrale che aveva bisogno di una commedia, e l'unica che "ci tornava bene" era proprio "Cani e gatti". L'ho letta e riletta e ho deciso di farne una versione mia , ambientata nella Empoli degli anni ' Ho aggiunto un personaggio, ne ho enfatizzati altri, ho tolto qualche passo Insomma, è nata "Ognun per sé".

Due scene: una per il primo atto, l'altra per gli altri due. Otto uomini e sette donne. Nessuno stacco musicale, nessun pezzo cantato: solo nel terzo atto un personaggio intona "Ma l'amore no", ma non è necessario che la canti bene, anzi. Si dice che la gelosia è come il sale dell'amore: ce ne dev'essere, ma nella giusta misura.

Se è troppo poca, non c'è gusto; se è troppa, allora diventa tutto insopportabile. E proprio di gelosia insopportabile soffre l'amore tra Rodolfo e Alice, sposi da un anno ma già ai ferri corti, per colpa della fresca mogliettina che accusa il marito di sotterfugi e tradimenti.

Tutt'altra aria tira invece a casa di Orlando e Rita, genitori di Alice, che sono felicemente sposati da trentaquattro anni. E quando la situazione tra gli sposi novelli precipita, ecco che i suoceri di Rodolfo s'ingegnano per correre in loro soccorso. Nella mia prima stesura di "Ognun per sé" c'erano due cose che non mi piacevano. La prima era la durata , che era oggettivamente eccessiva. Risolsi il problema nel peggior modo che possiate immaginare, cioè togliendo cinque pagine del terzo atto nel giorno del debutto di Gavenadopocena.

Avete capito bene: il giorno della prima arrivai con delle nuove pagine stampate e dissi a tutti "ho cambiato l'inizio del terzo atto". Fortunatamente come Gavenadopocena c'è solo Gavenadopocena : mugugnarono un po' avrebbero avuto diritto di fare ben altro Comunque, se avete visto "Ognun per sé" rappresentata da Gavenadopocena , i conti non vi torneranno : infatti la versione che ho reso di pubblico dominio è la terza stesura , che risolve anche l'altro problema che avevo con un personaggio in più Angiolo.

L'ho aggiunto quando le rappresentazioni erano già in corso, e Gavenadopocena ha comunque continuato a rappresentare la seconda stesura, e sempre con grande successo. Se gliel'avessi cambiata un'altra volta non ne sarei uscito vivo. E' una raccolta dei tre "corti" drammatici che ho scritto: "Sorridi" , "L'appuntamento" e "Lezione finale" , l'ultimo della serie e vera novità della trilogia. Ho pensato che fosse meglio riunirli in un unico copione, viste le similitudini che ci sono.

Tre spaccati di vita particolari, inusuali e accattivanti. Tre storie forti e delicate allo stesso tempo, che coinvolgono, emozionano e sorprendono. Tre sfide recitative, tre atti unici con personaggi potenti, intensi, profondi. Tre pièce teatrali scenograficamente semplici, ma impegnative e complesse nell'interpretazione.

Tre storie diverse, particolari, uniche, che appassioneranno gli spettatori e permetteranno agli interpreti di dare il meglio di loro stessi. Di seguito, brevemente, le caratteristiche salienti dei "corti" che ne fanno parte.

Quattro personaggi, tre maschili e uno femminile. Si tratta in pratica di un monologo del personaggio femminile. Scena: una panchina. Non l'ho scritto nel copione, ma nella messa in scena di Gavenadopocena abbiamo usato anche un pezzo musicale, all'inizio e alla fine: "Pavane" di Gabriel Fauré. A volte basta un attimo, anche se breve, anche se fittizio e menzognero, per sentire la gioia nel cuore, e sorridere.

Uno spaccato di una vicenda umana solitaria e triste, dipinto sullo sfondo del cinismo e della freddezza del mondo mediatico di oggi, nel quale troppo spesso si cerca di entrare senza riguardi per i sentimenti altrui. Vi racconto com'è andata. Metto in moto gli organismi preposti della mia compagnia teatrale Gavenadopocena e ottengo la conferma che possiamo partecipare.

Cinque personaggi, quattro uomini e una donna.

RecitarCantando

Nessun pezzo cantato, nessuno stacco musicale. Valentina, mentre aspetta il proprio fidanzato su una panchina, viene avvicinata da uno sconosciuto che le descrive il suo lavoro.

Colpi di scena a raffica nel finale. Di solito quelle che mi passano per la mente sono le storie, le vicende, le situazioni: qui invece è stato il personaggio a balenarmi nel cervello, il protagonista. Ho costruito la storia attorno a lui. Sei personaggi, due uomini e quattro donne. Il professor Raimondi fa conoscere a quattro sue studentesse Erasmo, un giovane che da anni attende il ritorno della sua amata, affinché ne studino la mentalità e il comportamento.

Le risposte alle domande delle studentesse tracceranno una storia d'amore delicata e intensa, nella quale Erasmo crede fermamente. E per le studentesse sarà un osso duro. Non è tanto noir, diciamo che tende più al rosa. L'ho scritto per chiudere la trilogia, e volevo chiuderla con una storia un po' più positiva delle altre due.

Una lezione finale, insomma. I copioni. Sono tutti e tre nella trilogia, ovviamente. E c'è anche una presentazione più articolata e dettagliata, che vi invito a leggere sono due paginette, non perderete tanto tempo.

Opere tutelate dalla SIAE, tutti i diritti riservati. Questo, dopo "Sorridi" vedi la "Trilogia della panchina" qui sopra , è il secondo "corto" che ho scritto per un concorso. Per cui sulle prime lasciai perdere. Dài, Massi, fai vedere chi sei! E allora qualche passeggiata, un'idea buona, una notte al PC, una bottiglia di birra, un paio di mezzi toscani e Poi ho partecipato a quel concorso e non mi sono classificato.

Ma l'ho scritto e ne sono contento , perché ho modo di ringraziare nel modo che più mi piace questo magnifico Paese che si chiama Italia. Un atto, comico, in italiano, durata circa quindici minuti. Un uomo di colore e tre donne. Cristina e Pamela ritrovano in un vecchio cassettone una lettera di una loro antenata che poi si era suicidata, per il dolore dovuto alla morte del nipote soldato nella Grande Guerra. Le riflessioni che ne traggono si scontreranno con i pensieri sull'Italia di Daouda , un senegalese da qualche anno in Italia.

Adattamento per le scuole. Molte scuole mi hanno richiesto questo copione, e quasi tutte hanno poi riscontrato il problema che i personaggi sono troppo pochi per coinvolgere tutta una classe scolastica.

MaestraSabry

Assistito dall'amica Paola Matteucci, professoressa di Empoli, ho redatto una versione che cerca in qualche modo di far lavorare un po' più interpreti , variando le caratteristiche di un personaggio l'antenata e aggiungendo un coro che canta l'Inno nazionale.

Per quei pochi che se ne sono accorti e sono pochi, io lo so, è uno dei punti su cui fa leva il senso di tutto il "corto" la frase che fa da titolo è sbagliata , ma lo è volutamente. Se siete curiosi, leggetevi il copione, che ve lo spiega meglio. Nello stesso file troverete due versioni : l'originale e l'adattamento per le scuole. Di "Salti mortali" ha parlato anche la stampa! Leggete l'articolo pubblicato da www. Questo è il mio primo lavoro su commissione , nel senso che l'ho scritto per qualcuno che me l'ha chiesto.

Fabrizio Biuzzi , autore del libro "Il lavoro rende liberi se lo trovi " e mio amico d'infanzia, mi ha contattato e mi ha proposto di ricavare una commedia dal suo libro. Io - ovviamente - prima di tutto mi sono letto il libro; poi ho dato la mia disponibilità.

Il risultato è "Salti mortali", due atti in italiano originali e divertenti. E non lo dico io, eh: lo dice Fabrizio!

A te la parola! Lo vedete qui a fianco? Non di matrimonio, ma bisogna proprio spiegarvi tutto? La proposta di fare una commedia dal mio libro 'Il lavoro rende liberi se lo trovi '. E questo soprattutto nel finale, in cui dopo tante peripezie e molti colloqui, il protagonista, insomma io….

Leggete la commedia, ne vale la pena… E dato che ci siete, perché non date una sbirciatina anche al mio libro???? Potete trovarlo qui oppure qui. Mi raccomando, eh? Un saluto a tutti voi. Fabrizio Biuzzi. Due atti.

Copioni teatrali

Ve la canterei, ma prima di tutto sono stonato, e poi per iscritto come si fa? Il presentatore entra in scena convinto di dover introdurre uno spettacolo circense, invece si tratta di tutt'altro: i tentativi fatti da Fabrizio Biuzzi per cercare lavoro. E si scoprirà alla fine che Questa rielaborazione mi fu richiesta espressamente da Mauro Fattori , grandissimo interprete e regista vernacolare di queste parti, da poco scomparso e in passato più volte in forza alla Nuova Compagnia Teatrale di Ponte a Elsa.

Il buon Mauro infatti volle realizzare una specie di "amarcord" della suddetta Compagnia, una serata durante la quale riunire alcuni fra i principali interpreti della sue storia anch'io ero uno di questi. Per questo voleva mettere in scena qualcosa di semplice e, nel contempo, cercare di coinvolgere più gente possibile; e mi chiese quindi di "rimpolpare" la farsetta " Gosto e Mea", che più o meno già sapevamo tutti a mente da quante volte l'avevamo fatta.

E io accettai di buon grado. Con la mia rielaborazione dura un po' di più, ci sono tre personaggi in più e Tutto qui.

E inoltre visto che non è tanto lunga de "La contesa di Gosto e Mea" ho fatto due versioni : in empolese e in italiano. Farsa in un atto, comica, in vernacolo empolese, durata circa quaranta minuti.

Otto uomini di cui una voce fuori campo e tre donne. Farsa semplice ed agreste, molto adatta per debuttanti o compagnie di bambini. Gosto e Mea, due contadini "vecchio stampo" vanno a letto e si accorgono di aver lasciato l'uscio di casa aperto. Non riuscendo ad accordarsi su chi dei due deve andare a chiuderlo, stabiliscono un patto: ci va il primo che parla. Come se non bastasse poi giungono anche il dottore e il prete, tanto che alla fine la camera di Gosto e Mea è piena di gente.

Alla fine il patto sarà rotto da Mea, e Gosto emergerà dalle lenzuola trionfante, intimandole di andare finalmente a chiudere l'uscio. Inizialmente pensavo che " Gosto e Mea" fosse una farsetta popolare: infatti l'ho sempre conosciuta in forma di prosa. La versione che avevo io era stata messa per iscritto da Franchino al secolo Franco Palamidessi , autore vernacolare odierno di queste parti.

Del resto, le anche le ultime due battute di Mea e Gosto sono in rima, e la vicenda termina con una voce fuori campo che recita dei versi. Ho scovato questa poesia in biblioteca, scoprendo anche che " Gosto e Mea" è un titolo "non autorizzato" affibbiato spesso anche alla stessa poesia, il cui titolo vero è "La lingua di una donna alla prova". Se volete leggerla cliccate qui. I genitori, loro sono quelli che Per la precisione, sto parlando dei genitori dei compagni di scuola di mia figlia, che non appena seppero che io mi dilettavo nella scrittura di commedie, dissero subito "si fa una recita a fine anno?

Tanto ce la scrive lui! L'ho scritta. Ma l'ho fatto volentieri, soprattutto perché il risultato mi piace assai. E' ambientato in un'aula scolastica, è semplice da mettere in scena e adatto a un pubblico poco esigente. Possono farlo i genitori, ma anche i bambini. Perché non so se sono stato chiaro: questa me l'hanno chiesta i genitori, perché loro volevano recitare, mica i bambini! Atto unico. Sette personaggi, di qualsiasi sesso, più un numero di bambini idoneo a formare una classe di scuola primaria "elementare" si diceva una volta, ma a me viene da dirlo anche ora Gli errori di ortografia commessi da una classe ne provocano il trasferimento sul Pianeta " Sbagnato ", un posto dove è tutto sbagliato anche il nome, appunto e dal quale si potrà uscire solo correggendo tutti gli errori commessi.

La classe farà conoscenza con una serie di personaggi bislacchi, originali e divertenti. E sbagliati. Chi fa parte di una compagnia teatrale amatoriale sa quale ne è il peggior nemico: le assenze. E allora si deve rinunciare a questa o quella replica, o imbastire in fretta e furia una nuova interpretazione; quando non si deve addirittura lasciar perdere e andare a cercarsi un copione nuovo.

E allora io mi sono domandato: ma possibile che non si possa scrivere qualche cosa di "adattabile" a quanti siamo? Qualcosa che si possa mettere in scena anche se mancano uno o più interpreti? Qualcosa che, oltretutto, non preveda scenografie complicate e lunghe da montare?

Il risultato è "Vi ci piglio tutti", questo atto unico. I personaggi vanno da quattro a dodici, a seconda delle risorse disponibili. A seconda. Delle risorse. Incredibile ma vero, ecco un testo che si adatta a voi e non viceversa.

I personaggi vanno da quattro a dodici. Per quanto riguarda il sesso, quello di uno dei quattro "di base" deve essere per forza maschile, mentre negli altri sette "facoltativi" ce n'è uno che dev'essere per forza maschio e una che dev'essere per forza femmina. Il resto è a piacere, o meglio: a seconda delle forze in campo.

Curiosità: tutti i personaggi meno uno si chiamano con i nomi degli interpreti. Scena: semplicissima, basta una sedia e un faretto. Per quanto riguarda la musica, viene utilizzato il "Sogno" di Schumann. L'anticamera di un concorso per aspiranti attori.

C'è un usciere in scena, che tutti prendono per il regista; ed egli pazientemente riceve i vari aspiranti attori e li inoltra al provino vero e proprio. L'esito è a sorpresa, un po' surreale, ma denso di significato.

Se volete ridere , questa è la commedia che fa per voi. E' disseminata di battute, trovate comiche, freddure, gags , colpi di scena, situazioni paradossali Insomma, tre atti che fanno ridere. Vi ricordate i nomi dei sette nani? Sapete la storia dei Mille di Giuseppe Garibaldi? Conoscete la famigerata superstrada Firenze-Pisa-Livorno?

Tutte cose che vi torneranno utili. Poi mi sono deciso, e l'ho finita. Ed è proprio una bella commedia , facile da rappresentare e godibile. Tre atti, brillantissimi, in vernacolo toscano. Sei uomini e cinque donne. Una particolarità: nelle ultime scene della commedia tutti e undici i personaggi sono in scena contemporaneamente.

Nei cinque appartamenti che compongono quello in cui si svolge questa vicenda, aperto da poco e gestito da Carlo, dalla moglie Andreina e dalla cognata Graziella, arrivano tutti ospiti toscani, che daranno non pochi problemi ai gestori.

Si comincia con un solo appartamento occupato, per la precisione dalla signora Luigia, inconsolabile single non più giovane, ma altri tre verranno presto occupati dai vari personaggi che arriveranno.

Le loro vicende si alterneranno e si intersecheranno, fino a far diventare tutti matti. Per i sentimenti che smuove, per i valori che interessa, per le emozioni che entrano in gioco, probabilmente questa è la commedia più importante che ho scritto.

Ha una valenza straordinaria, almeno per me, in quanto mi sono messo a confronto con eventi, fatti e pensieri di primaria rilevanza. Non pensate che sia noiosa o pomposa o melensa, tutt'altro.

La vicenda è appassionante , è come una molla che si carica atto dopo atto. E si svolge negli anni che vanno dal al , un periodo storico che definire "cruciale" è quasi un eufemismo. Non sono di quelli che fanno le cose alla svelta, ve l'ho detto, e per far combaciare tutte le cose per benino ci ho dovuto rimuginare un bel po'. Ma del risultato sono assolutamente entusiasta , vi consiglio veramente di metterla in scena. Tre atti e un intermezzo, brillanti, in vernacolo toscano. Sei uomini e due donne.

Nessun pezzo cantato, nessuno stacco musicale: durante una scena si dovrà udire il "silenzio" militare. In scena è necessaria una riproduzione del quadro di Giovanni Fattori "Colline senesi" vedi qui a lato ; non vi spiego perché, vi dico solo che quel quadro è connesso alla trama.

Non voglio fare il prezioso o il misterioso, è solo che svelando questo particolare vi toglierei una parte delle emozioni che provereste vedendo la commedia o leggendo il copione. Durante l'ultima guerra, un prete chiede a delle ragazze non fidanzate di dargli i propri indirizzi, che lui porterà ai soldati italiani pure non fidanzati, perché possano scriversi. Valeria, che lavora come cameriera in una locanda gestita dallo zio Osvaldo e dalla cugina Giuliana, accetta e viene messa in contatto con Mauro, un caporale dell'esercito: e il rapporto epistolare ha inizio.

Questo è l'antefatto: tutto quello che viene dopo è la trama vera e propria, che vedrà entrare in gioco anche Emilio, una camicia nera, Ivano, il fidanzato di Giuliana, e Paride, un fioraio che si ritrova coinvolto suo malgrado, ma che alla fine avrà un ruolo determinante nell'esito della vicenda.

Nella foto il sottoscritto emozionatissimo con la targa del Premio e parte della giuria che lo ha assegnato: da sinistra Giovanni Bogani giornalista , Giacomo Billi assessore al turismo della Provincia di Firenze , Sergio Forconi attore teatrale e cinematografico , me medesimo, Antonella Zucchini presidente della Giuria e autrice vernacolare rappresentata in tutta Italia, visitate il suo sito e Roberta Capanni editore e giornalista.

In particolare, il personaggio di Morena, la ragazza che va a servizio, è molto bello nel suo essere scostumata e rivelarsi pian piano sincera e altruista. Ogni personaggio ha una sua evoluzione. Questo è senz'altro il premio più importante della mia bacheca, l'ha ricevuto la commedia che amo di più e l'ha assegnato una giuria tecnica, che ha tenuto in particolare considerazione il valore, la qualità e lo stile della mia opera. Ragazzi, sono al settimo cielo!

La fuga dell'acca. La didattizzazione del testo. Il copione teatrale

Ecco la commedia che a me piace di più, quella che sento più mia in assoluto: "I' lume dell'occhi ". Gli angeli sono impiegati nei vari uffici: amministrativo, produzione, reclami, vendite, stampa con l'aggiunta di una segretaria, un operaio, un profeta, un creativo ed uno sventurato umano e non hanno un compito facile da svolgere!

Una commedia che tratta un argomento delicato in maniera pungente, satirica ed in qualche momento anche crudo con un finale commovente. Sfruttando il confronto tra la terminologia aziendale e quella spirituale si mettono in evidenza le problematiche con ironia e un pizzico di cinismo. I fedeli diventano clienti, le conversioni diventano iscrizioni e le varie confessioni sono solo una soluzione di packaging per aumentare i clienti.

Disponibile in varie versioni da 3 a 6 personaggi che per le loro caratteristiche possono essere interpretati indifferentemente da uomini o donne e di qualunque età. Commedia brillante in due atti 4D - 2U. Brillante commedia degli equivoci ai tempi di Facebook. Disponibile in due versioni : Adulti e Senior. Nella versione adulti la protagonista è Chiara, donna sulla trentina dedita al lavoro.

Tampinata dalla madre che la vuole vedere sposata con figli si inventa un fidanzato ma la madre e la sorella vogliono sempre più prove e lo vogliono anche conoscere.

Questo fidanzato prende sempre più corpo, prima con dei messaggini, poi con un profilo facebook, delle e-mail tutto ovviamente finto ed alla fine con un finto incontro pieno di imprevisti e stratagemmi. Unico aiuto la sua migliore amica e suo fratello Christian che Chiara non ha mai conosciuto. Come se la caveranno le due amiche quando il fantomatico fidanzato ideale si farà vivo contemporaneamente al vero, ma non ideale, vicino di casa?

Esilarante commedia degli equivoci con molti spunti moderni. Nella versione Senior le pressioni alla protagonista, vedova over 60, per trovare un nuovo compagno sono finalizzate ad una gestione più comoda della vecchiaia. Nella ricerca di un badante, più che di un compagno di vita, le due sorelle della protagonista spingeranno Chiara a costruire un fragile castello di carte.

Una classica commedia familiare, che si svolge attorno ad un tavolo da pranzo ed in questo caso anche attorno ad una vecchia sedia. Nel più tradizionale stile si mischiano liti, tensioni e segreti alleggeriti da una simpatica zia con una demenza particolare e da uno strano vicino.

A completare la gamma delle emozioni la sedia del nonno aiuterà i personaggi ad aprirsi, ad affrontare vecchi rancori e la verità dei propri sentimenti in una sequenza di monologhi dove la finzione del teatro è a servizio della verità.

Una famiglia, ormai da tempo separata, si ritrova a casa dei nonni in occasione del funerale della nonna. La scena si svolge durante il pranzo, i parenti si sono ritrovati per sistemare la casa che sarà venduta per dividere il ricavato. Nel mettere a posto e buttare quanto non necessario, si ritrova la vecchia sedia del nonno.

Commedia brillante in atto unico 1U - 1D. Come diventano diverse le stesse siutazioni se si guardano da diversi punti di vista. Piccola commedia ma molto divertente sugli effetti di un hobby particolare nella vita di una coppia di coniugi. La coppia di sposi vive la quotidianità nella monotonia.

Il marito si dedica al suo hobby, fare puzzle e la moglie al suo, ossia scrivere. Il libro viene pubblicato ed arriva al paese dove vive la coppia. Iniziano le prime reazioni al libro, alcune positive ed altre meno. Molte riguardano il marito facendo allusioni inizialmente fraintese poi sempre più esplicite. Disponibile nella versione adulti e senior in funzione dell'età della coppia di attori. Piccoli monologhi comici da 1 D a 7D. Le avventure tragicomiche di una 45 enne decisa di iscriversi in palestra, con tutte le implicazioni correlate.

Diviso in sette piccole situazioni comiche, che possono essere considerati dei mini monologhi, il testo racconta dello shopping per la palestra, di un passato di ginnastica domiciliare, delle chiacchiere tra donne passando dalle esigenze di salute legati sempre tutto alla palestra.

Commedia brillante in due atti versione a 4 3D - 1U e versione a 6 4D - 2U. Alzi la mano chi non ha criticato almeno una volta il proprio aspetto fisico. Lo sapevate che sareste potute diventare le protagoniste di una commedia brillante? Un gruppo di amiche, una decisamente intraprendente quanto l'altra è timida, un ipnotista ed un vicino alquanto carino con un fratello non proprio gemello nella versione a 6.

Sono gli ingredienti di questa commedia degli equivoci nella quale ci possiamo rispecchiare tutte. Valentina, donna frustrata per il suo peso, decide di sottoporsi ad una seduta di ipnosi sperando di riuscire a dimagrire.

Si sveglia ancora sotto ipnosi e crede di dimagrire ogni giorno di più ma purtroppo il dimagrimento è solo nella sua mente. Cosa succederà quando uscirà dalla trans? Commedia brillante in due atti 2U - 1D o 2D - 1U. Marcella ha una vita sessuale e relazionale ottimale peccato che per ottenerla ha bisogno di due uomini, Matteo e Giovanni. Infatti il terzetto inizia a manifestare un certo disagio aumentato dal continuo battibeccare dei due.

Come si risolverà la situazione? Marcella farà una scelta se costretta? Aggiungerà un terzo o saranno i due uomini a fare a meno di lei? Disponibile anche nella versione femminile , con due donne che si dividono un uomo. Marcello è un affascinante scrittore, Giovanna e Martina si aiuteranno a vicenda per imparare l'una dall'altra e spingere Marcello a fare una scelta. Tra strane lezioni di seduzione e una scena alla Cyrano De Bergerac, la commedia indaga sulla ricerca della relazione ideale.

Sempre con il linguaggio della commedia questo testo fa sorridere, ridere e riflettere. Il più trasparente tra tutti, il barbone, imporrà la sua presenza e, mostrandosi agli altri, farà capire che non è lui quello invisibile. La versione a 7 personaggi è disponibile in due versioni, per età del settimo personaggio a - giovane, b - adulto. Testo vincitore del I posto teatro inedito al Premio letterario "Città di Mesagne" Una commedia brillante con un piccolo mistero da risolvere.

Attenzione spoiler Tutte queste donne sono legate allo stesso detenuto, alcune in maniera evidente altre in segreto. Monologhi drammatici sulla violenza contro le donne tratti dal dramma "La sala d'attesa".

Entrambi laureati, non riescono a trovare il lavoro giusto e si devono contare accontentare di lavori non esattamente dignitosi portando contrasti all'interno della coppia.

In questo momento della storia si introduce un elemento magico che propone una possibilità di risoluzione apparentemente facile ma invece di essere una soluzione diventa il problema ed i nostri protagonisti saranno messi di fronte a delle tematiche molto più complesse da affrontare che metteranno in dubbio i valori su cui avevano fondato la loro vita fino a quel momento e anche la loro relazione.

In un crescendo costante la commedia, a metà tra commedia nera e dramma, alterna momenti comici a momenti di riflessione, mettendo in scena lo scontro tra etica e arrivismo, tra amore e desiderio di potere, passando anche per la dipendenza.

Una coppia di sposini, felici ma squattrinati, tirano avanti tra mille difficoltà Laura disoccupata, Marco sottopagato e sfruttato. Testo vincitore del terzo posto sezione teatro inedito al Premio internazionale "Città di Castrovillari" Poesia, prosa, arti figurative e teatro" con la seguente motivazione: Un dialogo intorno al tema del precariato, della disoccupazione, dell'incertezza sul futuro che trova il suo sviluppo e il suo disequilibrio nelrapporto di coppia in cui, l'ago della bilancia, in questo caso la "pentola d'oro", crea dipendenza nel personaggio femminile e riflessione in quello maschile.

Un uomo comune vive la sua vita tranquilla, ripetitiva senza scosse ma anche senza lasciare un segno della propria esistenza. Un giorno come gli altri scopre di non essere il protagonista della sua vita e che questa è guidata dalla volontà di uno scrittore.

Sareste in grado di darle uno scossone e con quali conseguenze? Commedia esistenzialista che coniuga situazioni spassose al confine con la commedia nera, momenti romantici e riflessioni profonde. Disponibile nella versione con protagonista maschile e protagonista femminile. In entrambe le versioni, sono essenziali una coppia uomo e donna mentre gli altri personaggi possono essere comodamente adattati. Uno spettacolo teatrale dovrebbe far ridere; il teatro dovrebbe essere sociale e lasciare un messaggio.

Questa commedia fa tutte e due le cose. Con il linguaggio della commedia, questo testo affronta la tematica del lavoro femminile e delle discriminazioni ancora troppo presenti. Un piccolo gruppo di donne lotta per i propri diritti, malgrado le differenze e le diffidenze interne. Non sempre infatti le donne vanno d'accordo, si scontreranno tra operaie, impegate e segretarie troppo "personali"; tra italiane e straniere ed anche tra single e sposate.

Ma saranno unite contro la direzione della fabbrica, dove la maggior parte degli abitanti del paese lavora, che è in crisi e rischia il fallimento. O almeno questo è quello che dice la dirigenza.

La soluzione è vendere e dislocare la produzione in un paese straniero. Il sindacato non ci stà ed indice uno sciopero. Le parti giungeranno ad un accordo che sembrerà accontentare tutti tranne il gruppo di donne che dovrà decidere cosa fare, se accettare l'accordo anche se discriminante, se proseguire con lo sciopero o trovare un'altra soluzione. La tecnica drammaturgica scelta per questo arduo compito è quella del teatro nel teatro. Questa alternanza delle due tipologie di scene sarà sottolineato da un diverso colore della luce di scena.


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